sabato 28 settembre 2019

Ancora trasloco

Mi hanno trasferito in cardiologia.
Ancora una volta Renato ha dovuto raccattare tutte le mie carabattole e spostarle in un'altra stanza, altro edificio, altro lato della strada.


In neurologia mi avevano fatto l'ecodoppler di collo e testa, l'elettroencefalogramma e un'altra TAC al cervello. Gli esami neurologici non hanno rilevato anomalie né danni cerebrali, per completare l'indagine manca ancora la risonanza magnetica perché non è stato possibile trovare uno slot libero sulla macchina RMN.
Invece dal punto di vista cardiaco c'è qualcosa di strano: dopo l'evento di martedì il tracciato del mio elettrocardiogramma si è modificato e nel mio sangue è comparsa una sostanza che generalmente viene rilasciata quando si verifica un danno cardiaco. Potrei avere avuto (anche) un infarto, insomma.

Il reparto di cardiologia è all'interno del Centro intitolato a Vincenzo Gallucci, il primo chirurgo in Italia a eseguire un trapianto di cuore, proprio in questo ospedale.


Il primo impatto non è stato dei migliori: qui è tutto verde. Ve lo ricordate, vero, che odio il verde?
L'altro aspetto negativo è che ogni trasferimento è come un cambio di ospedale, dimissione e nuovo ricovero, quindi sono di nuovo senza materasso antidecubito, bisogna richiederlo, spero che riescano a farlo arrivare domani. E domani mi arriveranno un'altra volta i pasti "nuovo ingresso": minestrina, suola di scarpe travestita da petto di pollo, carote o patate lesse, mela cotta, stracchino a cena. Bleah.
Mi hanno piazzato un po' di elettrodi sul torace, collegati a un trasmettitore senza fili: in pratica mi hanno dotato di telemetria, come gli astronauti o le macchine di Formula1. Adesso aspettiamo di vedere cosa ne esce.


E vediamo se riesco a prendere sonno, che sono le tre di notte e sto ancora girando i pollici mentre guardo il soffitto.

5 commenti:

  1. Spero tu abbia potito riposare, con la possibilità che stanno verificando sarebbe più importante che mai. Che il sabato porti qualcosa di buono, di qualsiasi genere. Un abbraccio di speranza, Anna

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  2. Bisognerebbe trovare il modo di proiettare qualche film interessante su quel soffitto…

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