giovedì 28 giugno 2012

Fortunata

Ieri mattina mi sono alzata prestissimo, prima delle sei, per andare da un cliente. Ho lavorato fino al primo pomeriggio, poi ho preso l'auto per tornare a casa. 
Sono circa 60km di autostrada e verso la metà del percorso ho iniziato a sentire un malessere indefinito. Mah, sarà stato lo sbalzo tra l'aria condizionata dell'ufficio e il sole cocente all'esterno... Avanti, dai, che tra una ventina di minuti sono a casa.
Ho vissuto gli ultimi dieci chilometri di autostrada con una certa preoccupazione, perché il malessere peggiorava al punto che ho temuto di dovermi fermare, ma sono riuscita ad arrivare a casa prima di crollare in preda a nausea, febbre e indolenzimento diffuso.
Inizialmente il disagio maggiore è stata la nausea, a cui dopo la chemio reagisco malissimo, credo più che altro a livello psicologico. Ma ho imparato che il sonno è un ottimo rimedio, quindi mi sono messa a letto. Erano circa le quattro del pomeriggio, fuori c'era un caldo africano e la mia camera è al primo piano di una casa senza aria condizionata.
Dopo cinque minuti mi sono tirata addosso il lenzuolo.
Dopo dieci minuti ho aggiunto un plaid.
Dopo venti minuti ne ho aggiunto un altro.
Dopo mezz'ora ho chiesto a Renato di portarmi anche la trapunta.
Nonostante a quel punto fossi sepolta sotto una montagna di coperte, continuavo ad avere i brividi e mani e piedi ghiacciati, nonostante la febbre che mi faceva scottare il viso.

Verso sera finalmente ho smesso di tremare e ho tolto un paio di coperte, ma la febbre aveva superato i 38° e sono arrivati dolori lancinanti alla testa, al punto che mi sono dovuta rassegnare a prendere una tachipirina.
Stamattina stavo decisamente meglio, niente più febbre, anche se lo stomaco è ancora sottosopra e sono riuscita a mangiare solo metà dello yogurt con banana della colazione e un pacchetto di crackers a pranzo. Tutto di guadagnato per la linea.

Dove sta la fortuna in tutto questo?
Nel fatto che se avessi iniziato a stare male anche solo mezz'ora prima, sarebbe stato un disastro: probabilmente non sarei riuscita ad arrivare a casa da sola, avrei dovuto fermarmi in autostrada e chiedere soccorso.
Adesso però avrei bisogno di un'altra dose di fortuna per rimettermi in tempo per gli impegni mondani del weekend, che comprendono una cena con delitto e una grigliata a casa di Mamigà.

mercoledì 20 giugno 2012

Con gli avanzi

Per il pranzo di oggi avevo deciso di accontentare Renato con la pasta al ragù, che lui mangia sempre molto volentieri, mentre io mi rendo conto che con il passare del tempo sono sempre meno attratta dalla carne.
Intendiamoci: non sono vegetariana. Rispetto chi sceglie questo stile alimentare per motivi etici, ma ritengo che non sia biologicamente giustificato: siamo onnivori, quindi carne e pesce sulla nostra tavola ci stanno benissimo, anche se sicuramente il consumo di carne non deve essere quotidiano.
Il mio disamore verso la carne comunque non ha radici né etiche, né salutistiche: è semplicemente una questione di gusto. Vent'anni fa l'idea di una bella fiorentina alta tre dita mi faceva venire l'acquolina, oggi no. Mangio ancora volentieri diverse pietanze a base di carne, ma non troppo spesso, e ci sono tanti altri alimenti che gradisco di più.
Oggi quindi ho deciso di lasciare il ragù al carnivoro di famiglia...

... e ho deciso di approfittare dell'occasione per vedere se c'era qualcosa da finire.
Tra le ottime verdure arrivate lunedì sera dall'orto della ex suocera c'erano un paio di broccoletti che dicevano "mangiami", in frigo ho trovato un barattolo in cui erano rimasti tre pomodori secchi, un altro con delle olive nere e un po' di ricotta da consumare prima della scadenza.
Ho aggiunto un filo d'olio extravergine, insaporito con pepe e gomasio (un misto di sale, semi di sesamo e alghe) e il risultato è stato una gioia per gli occhi e soprattutto per il palato!

Ah, volevate sapere della mammografia?
Tutto bene, nessuna formazione sospetta né linfonodi alterati. E oltre alla dottoressa Alta-e-Bella ho ritrovato la tecnica di radiologia squisitamente gentile e premurosa che ricordavo dagli anni scorsi.
Ma l'avevo detto che era solo una formalità, no?

domenica 17 giugno 2012

Previsioni azzeccate

Vi ricordate di quando le previsioni meteorologiche erano affidabili più o meno quanto un oroscopo?
Quando ero piccola, ai tempi del colonnello Bernacca, le discordanze rispetto alle previsioni erano piuttosto frequenti, al punto che ci si fidava molto più dei contadini locali che del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica. (Tanto per continuare con i ricordi dei bei tempi andati, in quel periodo chi lavorava in TV seguiva severi corsi di dizione: sarei curiosa di sentire quanti degli attuali personaggi televisivi oggi saprebbero pronunciare correttamente questo nome...).

Oggi i servizi meteo sono molto più precisi ed affidabili rispetto a trent'anni fa, e questo non perché il colonnello Bernacca fosse meno competente degli attuali meteorologi, ma per un preciso motivo tecnico: le previsioni del tempo si basano su modelli matematici che elaborano i parametri atmosferici (temperature, pressioni, umidità, formazioni nuvolose, ecc.), confrontandoli con i dati storici. In pratica, fanno proprio lo stesso ragionamento dei contadini, che dall'esperienza imparano che un certo tipo di nuvole porta la pioggia, mentre altre no.
I modelli matematici, come i contadini, imparano dall'esperienza e sono tanto più precisi quanto più ricchi sono i dati storici a disposizione. Nessuna meraviglia quindi se le previsioni di oggi sono più precise rispetto a quelle di trent'anni fa. E le previsioni tra dieci o vent'anni saranno anche più affidabili, perché nel frattempo i modelli avranno "imparato" ancora.

Ho divagato un po'... ok, ho divagato parecchio. Volevo semplicemente spiegare perché quando ho sentito che oggi sarebbe stata una domenica molto calda, ci ho creduto.
Forse però avevo sottovalutato il concetto di "temperature localmente anche molto elevate", perché non mi aspettavo una "temperatura locale" così alta.
State pensando che qui ci stiamo sciogliendo per il gran caldo?

No, è solo che mentre toglievo dal fornello la pentola della pasta per scolarla nel lavello, ho urtato con la gamba la maniglia di un cassetto e qualche schizzo di acqua bollente mi è finito addosso.
Niente di grave, ho solo il polso destro un po' arrossato, con la pelle che pizzica.
Ma la prossima volta che sento parlare di temperature locali elevate ci sto più attenta...

sabato 16 giugno 2012

Solo una formalità

Stamattina stavo fissando gli appuntamenti della prossima settimana con un cliente e sono rimasta sconcertata davanti alla mia agenda. Sapevo di avere appuntamento il 20 giugno per la mammografia e l'eco mammaria, ma manca ancora un sacco di tempo...
Macché. Il 20 giugno è proprio dietro l'angolo, la settimana prossima. Chissà che fine hanno fatto tutti quei giorni che mi sembrava di avere ancora a disposizione prima di quella data.
Non che ci avessi dedicato troppa attenzione, è solo un controllo di routine, di quelli che si fanno senza una vera preoccupazione, più che altro un'occasione per fare due chiacchiere con la dottoressa Alta-e-bella, con cui ci conosciamo dai tempi dell'oratorio. Non lo conto nemmeno tra i controlli oncologici, i referti li archivio nel raccoglitore dove tengo tutto-il-resto.
Non è nemmeno tanto fastidioso, perché il mio seno è talmente abbondante che non c'è nessuna difficoltà a piazzarlo tra le piastre dell'apparecchio e strizzarlo, anzi è talmente grande che nell'immagine radiografica la punta viene sfocata e la dottoressa Alta-e-bella per precauzione fa sempre anche un'ecografia, per controllare bene tutto.

Insomma, è solo una formalità, no?
Dopotutto sono ancora abbastanza giovane, non ho familiarità per il carcinoma mammario e all'autopalpazione non ho mai trovato niente di strano, almeno per quel poco che si può sentire con un seno così abbondante.
Già... però ogni tanto mi fa capolino il pensiero di tutte le amiche cancer bloggers che dicevano le stesse cose. Prima.

mercoledì 13 giugno 2012

Pensare oltre

Dopo il saggio di fine anno del corso di lettura interpretativa, ho iniziato a sfogliare il programma dei corsi 2012-2013 e mi sono ritrovata a valutare, scegliere, programmare...
E poi mi sono resa conto che stavo pensando alla prossima stagione, ai corsi che iniziano a ottobre, tra quattro mesi e mi è sembrato così strano! Non sono più abituata a pensare in là nel tempo, a proiettare la speranza oltre il prossimo controllo.
Però sapete una cosa?
È stato bello.