domenica 26 giugno 2022

Ricordi di vacanze

Rieccomi, di ritorno dalle vacanze.
In realtà siamo tornati ieri, ma tra valigia da svuotare, lavatrici da riempire, normalità da recuperare e - soprattutto - gatti da salutare, è già passato un giorno intero.
È stata una vera vacanza, nella quale sono riuscita a staccare completamente la spina e dedicarmi solo al relax e al benessere: telefono aziendale spento, nemmeno un minuto davanti alla televisione, tanto tempo passato a nuotare, leggere, giocare e fare esercizio fisico.

ovviamente il mojito è analcolico!

Il viaggio di andata è stato molto tranquillo, abbiamo scelto un percorso un po' più lento rispetto all'autostrada, ma più breve, poco trafficato e molto gradevole; ho apprezzato in particolare il tratto trentino della Valsugana, ampio e soleggiato. 
La mia avversione per le strade in pendenza la batmofobia di cui avevo già scritto, proprio in occasione di un altro viaggio in Alto Adige, è stata ampiamente mitigata dalla mia auto, che mi ha permesso una guida più rilassata: in montagna, il cambio automatico ti cambia davvero la vita! Non ho nemmeno dovuto affrontare le rampe del parcheggio multipiano, perché per evitare di caricare e scaricare più volte la sedia a rotelle dall'auto, se n'è occupato Renato. 

L'hotel è stato più che all'altezza delle nostre aspettative, una struttura di altissimo livello di cui abbiamo ampiamente sfruttato gli eccellenti servizi. 
La camera era spaziosa, confortevole e pulitissima, con un ampio terrazzo su cui abbiamo passato molte ore piacevoli.


il vano doccia da solo è grande quasi come tutto il mio bagno!

vista dal terrazzo


Conversazioni domestiche
L'hotel è molto grande, alcune parti sono state aggiunte al corpo centrale in anni successivi. Per arrivare alla nostra camera, dovevamo percorrere un lungo corridoio con una breve rampa in salita.
Mentre arrancavo, spingendo la sedia a rotelle lungo la salita, Renato che era dietro di me ha iniziato a spingermi gridando: BOOSTER*!

* nella terminologia dei videogiochi, il booster è un potenziamento, spesso un supplemento di energia


Spettacolare la Sky Pool, la piscina panoramica sul tetto con zone idromassaggio, anche se l'acqua è un po' troppo calda per i miei gusti.

la Sky Pool


in acqua non sono più disabile!

relax dopo la nuotata

Conversazioni domestiche
Lui, guardandomi giocare in acqua come una grassa lontra felice: Chi era quella che faceva i balletti in acqua?
Io: Esther Williams?
Lui: Sì, proprio lei. Uguale! Sputata! ... In un occhio! 😂😂😂


In realtà ho passato molto più tempo nella grande piscina in giardino, più fresca e perfetta per nuotare, con i suoi 25 metri di lunghezza. Non ci sono tante foto, perché ci sono andata spesso da sola, mentre Renato era fuori in escursione. 

la piscina in giardino

Divertenti le lezioni di aquagym, più impegnative, ma utilissime, quelle di yoga; in entrambe ho raccolto i complimenti delle istruttrici, che non si aspettavano che fossi in grado di eseguire gli esercizi proposti.
Molto bella la SPA, in cui mi sono goduta un piacevole massaggio e un peeling.
Splendide le saune, con ampie vetrate panoramiche, utilissima la fontana di ghiaccio, per raffreddare la pelle surriscaldata, piacevoli le zone relax, con lettini ampi e comodi.

la biosauna panoramica

Renato ha fatto diverse escursioni lungo i sentieri della Val Passiria, alcune con le guide dell'hotel, altre da solo. Siamo riusciti a fare anche una passeggiata insieme, lungo la ciclabile del Passirio, accessibile in sedia a rotelle e con pendenza limitata. In effetti il sentiero non era difficile, però la giornata era caldissima e per tornare in hotel c'erano 300 metri di strada in salita, con una pendenza impegnativa.

Renato all'arrivo

E veniamo alle note dolenti: la cucina dell'hotel è stata assolutamente troppo buona e troppo abbondante, un vero e proprio attentato alla linea!
Colazione abbuffet con una quindicina di tipi di pane diverso, almeno dodici varietà di affettato, salmone affumicato, burro di montagna, innumerevoli formaggi, frutta e verdura, yogurt, uova cucinate in tutti i modi, crepes, torte, croissant appena sfornati, marmellate e miele di ogni tipo, incluso quello in favo, una dozzina di tipi di cereali, latte freddo e caldo, caffè, cappuccino, spremute e centrifughe, tè, infusi e tisane e addirittura prosecco (ma che problemi hanno quelli che bevono prosecco a colazione?).
La pensione 3/4 non prevede il pranzo, ma un buffet pomeridiano con ogni ben di dio: pasta, zuppe, insalate, piatti freddi, verdure, frutta, dolci, pizza...
La sera, buffet di insalate e menu di quattro portate, con scelta di piatti a base di carne, pesce e vegetariani. Il buffet dei dolci dovrebbe essere sanzionato come arma impropria.

  

 

   



Battute a parte, la vera nota dolente è stata che anche le formiche hanno voluto venire in vacanza e mi hanno omaggiato di una notte in bianco, tra domenica e lunedì, e una giornata fastidiosa, prima che l'analgesico riuscisse a domarle.

Il tempo è stato quasi sempre bello, anche troppo caldo per i nostri gusti, con qualche temporale serale a rinfrescare un po'.
La vacanza è durata il giusto, la nostalgia iniziava a farsi sentire sarebbe stato difficile rimanere ancora lontani dai nostri gatti, che durante la nostra assenza sono stati ottimamente assistiti dalla zia Carla (sì, sempre lei!) e da sua nipote Martina.

La notte prima della partenza ho avuto un momento di ansia al pensiero di dover portare fuori la macchina dal garage multipiano, ma mi sono detta che devo imparare ad affrontare le mie paure. All'atto pratico, le rampe non erano poi così ripide e non ho avuto nessuna difficoltà.
Era molto ripida invece la rampa del parcheggio del MUSE, il bellissimo Museo delle Scienze di Trento, che ci siamo fermati a visitare durante il viaggio di ritorno; ma ormai ho imparato a fidarmi della mia auto e l'ho affrontata senza panico.


Abbiamo di nuovo evitato le autostrade e dalla Valsugana abbiamo svoltato verso Feltre, una zona collinare molto bella, che non conoscevo. 
Nei dintorni di Valdobbiadene, il paesaggio è completamente monopolizzato dalle vigne di prosecco, al punto che mi sono chiesta se gli abitanti della zona tengano sul balcone piante di vite al posto dei classici gerani.


Conversazioni domestiche
Io: Sono le cinque del pomeriggio, siamo ancora in collina e ci sono 33 gradi.
Lui: Vaffanculo!


Da Conegliano in poi, la strada ridiventa familiare, si inizia a sentire aria di casa e abbiamo proseguito lanciando ogni tanto il nostro grido di battaglia: "FELINIIIII!"
Li abbiamo trovati tutti e cinque nel giardino posteriore. Edison ci ha fatto un sacco di feste, Ettore, Penny e Matilde ci hanno salutati con entusiasmo. Fergus invece era spaventato, è rimasto a lungo fuori prima di entrare, con molta cautela, pronto a scappare al minimo rumore. Dopo un paio d'ore si è tranquillizzato abbastanza da saltarmi in braccio e mi ha riempito di borbottii e bru
Siamo a casa.

martedì 14 giugno 2022

Promemoria

Non ho mai avuto un buon rapporto con la comunicazione passiva: fatico a restare a lungo a guardare o ascoltare qualcosa o qualcuno con cui non posso interagire.
Già alle elementari, mentre la maestra spiegava, io disegnavo. Non ero distratta né disinteressata, tutt'altro: avrei potuto ripetere fedelmente in qualsiasi momento ciò che era stato detto; tenere occupati occhi e mani mi aiutava proprio a focalizzare l'attenzione su quello che ascoltavo. Ho mantenuto questa abitudine anche alle medie e alle superiori: tutti i miei diari erano sempre pieni di disegni, realizzati durante le spiegazioni dei professori che, dopo un comprensibile fastidio iniziale per la mia apparente indifferenza, in genere capivano che in realtà li stavo seguendo con molta attenzione e mi lasciavano fare.

Mi è sempre stato difficile anche stare ferma a guardare la televisione: da bambina disegnavo o giocavo, nell'adolescenza sono passata ai cruciverba e ora ai videogames. Non guardo quasi mai la televisione, la ascolto soltanto, lanciando qualche occhiata ogni tanto. Del resto è molto raro che venga trasmesso qualcosa di tanto interessante da inchiodarmi davanti allo schermo, a parte alcuni grandi eventi sportivi e pochi, pochissimi film.


Anche ieri sera è andata così.
Renato aveva scelto un film di fantascienza, che ho ascoltato mentre giocavo con un videogame poco impegnativo, che occupava solo una minima parte del mio cervello, lasciandomi libera di pensare ad altro.
Stavo appunto riflettendo sulla giornata trascorsa, una come tante altre, in cui alcune cose sono andate per il verso giusto e altre no. All'improvviso, un promemoria, un pensiero folgorante.


Non va tutto bene, certo.
Mi sono dovuta arrabattare per gestire una situazione spiacevole, che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. 
Le formiche, che la settimana scorsa sono state particolarmente moleste, anche ieri si sono fatte sentire, con attacchi di breve durata, ma molto feroci. Cerco di sopportare, magari ogni tanto ululo un po' oppure passo la notte in bianco, perché la dose minima di antidolorifico non sempre è efficace, ma non intendo aumentarla. Di recente ho avuto modo di vedere da vicino un caso di dipendenza da oppiacei e non voglio finire così.
Anche la sacroileite si fa sentire quasi ogni giorno, devo fare attenzione a come mi muovo per evitare di mettere in torsione l'anca, ma basta un minimo disallineamento per regalarmi un'esperienza astronomica. Nel senso che vedo le stelle.


Con il ritorno della stagione calda, le vampate hanno ricominciato a tormentarmi.
Anche ieri mi sono dovuta scontrare con la frustrazione di non poter fare qualcosa a causa della mia disabilità.
La stagione di sitting volley è finita: con la chiusura delle scuole, non abbiamo più la palestra per allenarci ed è una cosa che mi manca moltissimo.
 
Ma ci sono state anche cose buone in questa giornata.
È nato Emanuele, figlio della figlia di un mio cugino, il primo della nuova generazione della nostra famiglia.


Mancano pochi giorni alla partenza per la nostra tanto agognata vacanza e la lunghissima lista delle cose da portare è quasi completa. Venerdì dedicate un pensiero di solidarietà a Renato, che dovrà aiutarmi a tirar fuori tutto, perché al piano di sopra non posso usare la sedia a rotelle ed è molto difficile trasportare oggetti con il deambulatore.


Dopo la felice conclusione di un progetto software, che mi ha impegnato per circa un anno, ieri ne ho iniziato uno nuovo, sempre con il mio cliente storico, con cui collaboro ormai da venticinque anni.
È stato pubblicato un bellissimo video del Trofeo Rotary della settimana scorsa: guardatelo per capire cos'è il sitting volley... e al minuto 1:45 ci sono anch'io!
Ho praticamente finito di preparare la dichiarazione dei redditi, un'incombenza pesante di cui sono sempre lieta di liberarmi, tanto sono sempre a credito.

Ieri sera ho deciso di dare maggior peso alle cose belle rispetto a quelle sgradevoli: ho scelto di essere felice.

sabato 28 maggio 2022

Una grande partita

Secondo uno studio pubblicato di recente, giocare con i videogames rende più intelligenti. Spero che sia vero, perché ho sempre amato i videogames, fin dai tempi delle elementari, negli anni in cui nascevano Breakout e Space Invaders.

  

Ho passato molte ore in sala giochi, ma non ho speso molti soldi: ero piuttosto brava e le mie partite duravano a lungo. Non potendomi permettere una console, ho anche approfittato a mani basse di quella dello zio Luciano, la mitica Atari 2600.
Quando ho comprato il mio primo PC, un IMB 286, ero già all'università e i primi videogiochi a cui mi sono dedicata sono stati altri due grandi classici: Pacman e soprattutto Tetris, di cui avevo una storica versione per MS-DOS, con le immagini di edifici russi, a 16 colori e in bassissima risoluzione. 



A Tetris ero una campionessa, la coordinazione occhio-mano mi veniva spontanea. Una mia partita poteva durare anche più di due ore: arrivavo all'ultimo livello e andavo avanti. Il punteggio massimo era limitato dal numero di cifre disponibili, superato quello, il contatore tornava a zero e ricominciava; io gli facevo fare parecchi giri.
Dopo qualche tempo sono passata a una versione 3D, Block Out, che richiedeva l'uso contemporaneo di entrambe le mani per spostare e ruotare i pezzi. In breve tempo ho raggiunto punteggi stratosferici anche con questo.


Non so se questo mi abbia reso più intelligente, ma l'abilità nel disporre gli oggetti in modo efficiente ha parecchie applicazioni pratiche: organizzare armadi e scaffali, riempire la lavastoviglie, fare le valigie... e gestire gli impegni.


A inizio marzo avevo fatto la consueta densitometria ossea biennale. Rispetto al 2020 la situazione della colonna vertebrale è rientrata nei limiti di normalità, sicuramente anche grazie al sitting volley, mentre quella del femore è peggiorata in modo significativo: osteopenia avanzata, l'anticamera dell'osteoporosi.
L'oncologa si è subito allarmata: un elevato rischio di fratture è sempre una brutta cosa, ma con una gamba sola è potenzialmente catastrofico. Mi ha quindi prescritto una visita osteometabolica urgente.
Lunedì 23 mi hanno comunicato la data dell'appuntamento: martedì 31. Bene!
Solo che mi hanno anche inviato una lista di indagini da presentare: la densitometria (✅ fatta a marzo) esame radiografico della colonna vertebrale (✅ ho la TAC di fine aprile), una sfilza di esami di che non avevo mai nemmeno sentito nominare e una visita odontoiatrica, richiesta perché uno dei possibili effetti collaterali della terapia farmacologica comunemente utilizzata per l'osteoporosi, raro ma da non trascurare, è l'osteonecrosi della mascella/mandibola, quindi bisogna essere sicuri che non ci siano problemi dentali.

Ho subito messo a frutto la mia abilità nel Tetris: richiesta alla MMG dell'impegnativa per gli esami, acquisto del contenitore per la raccolta urine delle 24h, appuntamento dalla dentista, permessi e cambi di orario al lavoro, prenotazione delle analisi, individuazione dell'accompagnatore, perché posso andare con la mia auto e guidare, ma in ospedale a Padova c'è sempre l'incognita del parcheggio e potrebbe servire qualcuno che vada a posteggiare mentre io mi presento per la visita. 
Tutto programmato a puntino.
Solo che, quando giovedì mattina sono arrivata in ospedale, mi hanno detto che il loro laboratorio fa una delle analisi richieste non sul sangue, ma sulle urine. Ok, non c'è problema, ce le avevo. Macché: ho portato quelle delle 24h, servono quelle del mattino. Va bene, ce la facciamo: mi sono scolata un litro d'acqua, ho aspettato una mezz'oretta e con l'aiuto di una gentilissima infermiera, abbiamo racolto il campione necessario. Ma c'era un altro problema: i laboratori della mia ULSS non sono attrezzati per eseguire un altro degli esami richiesti. E adesso?
Appena uscita dall'ospedale, ho chiamato un centro medico privato. La centralinista non sapeva dirmi se eseguono quel tipo di esame, dovevo andare di persona allo sportello. Ho caricato la carrozzina in macchina e raggiunto il centro medico: sì, sono in grado di fare l'esame, ovviamente a pagamento, ma ormai l'orario dei prelievi era finito, sono dovuta tornare il giorno dopo. 
Ho avvertito in ufficio che avrei tardato un po' e la mattina seguente sono andata a fare il prelievo: i tempi ormai erano strettissimi, il referto sarà sicuramente disponibile martedì pomeriggio, ma io ho la visita al mattino, l'hanno segnato come urgente e incrociamo le dita.

E dato che a Tetris gioco non bene, ma benissimo, in tutta questa frenesia sono riuscita a infilare anche il lavoro, alcuni colloqui con le potenziali colf, la ricerca di un alloggio a Parma per il Trofeo Rotary del prossimo fine settimana, ultimo appuntamento della stagione di sitting volley, le prime prove di teatro per una nuova commedia, il lavaggio dell'auto e la prenotazione della nostra tanto agognata vacanza. Dopo aver esaminato decine di strutture ricettive dell'Alto Adige per individuarne una con tutte le caratteristiche necessarie, soprattutto accessibilità in sedia a rotelle e una grande piscina per nuotare, dato che i sentieri di montagna ormai per me sono fuori portata, ho trovato quello che cercavo. 
È stata una partita magistrale.



PS: il Tetris classico, per chi non lo sapesse, è un gioco in cui dalla parte superiore dello schermo scendono pezzi composti da da quattro elementi (da qui il nome) che il giocatore deve spostare e ruotare in modo da comporre righe senza spazi vuoti.


 

domenica 15 maggio 2022

Vittorie

La settimana appena trascorsa è stata particolarmente intensa, fisicamente ed emotivamente, e ho vinto alcune cose molto speciali.



Una medaglia che per me vale oro, ma l'esperienza del Campionato Italiano di sitting volley mi ha regalato cose ancora più preziose: l'accoglienza della squadra di Cesena, le persone splendide che ho conosciuto, tante grandi atlete, ma soprattutto tante grandi donne, l'orgoglio di aver partecipato a un evento sportivo di altissimo livello, la possibilità di scendere in campo con le atlete che fino a qualche settimana fa ammiravo in televisione, l'abbraccio finale con Monica, la nostra coach, abbondantemente annaffiato di lacrime di gioia e gratitudine per aver avuto la possibilità di vivere questa straordinaria avventura.


Non è tutto.
Lunedì avevo le visite di controllo a Padova: e ho vinto ancora. Mi hanno allungato da tre a quattro mesi dell'intervallo tra i controlli di follow up oncologico, e vuol dire tanto: non solo più tempo per riprendere fiato e smaltire gli effetti della TAC con contrasto, ma anche un segno di fiducia e speranza, condiviso sia dall'oncologa che dall'ortopedico. I prossimi controlli saranno a settembre, posso rilassarmi per tutta l'estate!

E allora possiamo finalmente pensare di nuovo a una settimana di vacanza, la prima da... ho dovuto andare a controllare, non me lo ricordavo: l'ultima è stata nel 2013, nove anni fa. Poi ci sono stati solo brevi intermezzi: il weekend a Londra nel 2017, tre giorni a San Candido nel 2018, il fine settimana per il matrimonio in Piemonte lo scorso anno.
Il nuovo lavoro di Renato non lo vincola più alle ferie obbligate in agosto, che lui è ben felice di lasciare ai colleghi: ci siamo presi una settimana a fine giugno e nei prossimi giorni decideremo in quale parte dell'Alto Adige andare a ricaricarci.


Come sempre, non vinco solo cose belle. Continuano gli attacchi feroci di formiche fantasma, da circa un mese sono terribilmente aggressive e purtroppo ho perso qualcosa di molto prezioso: la signora che mi faceva le pulizie ha dovuto lasciare il lavoro per problemi di salute. Come sempre, mi rimbocco le maniche e vado avanti.

sabato 7 maggio 2022

Sono qui


È iniziata: una partita vinta contro Roma e una persa contro le campionesse in carica di Pisa.
Tra qualche ora affronteremo i quarti di finale.
 
Niente ansia, per me: sto facendo una delle cose che amo di più al mondo e ho deciso di godermi ogni minuto di questa esperienza straordinaria. 




venerdì 29 aprile 2022

Traguardo in vista!

Le finali nazionali del campionato di sitting volley si avvicinano, ormai manca solo una settimana alla partenza per Cesenatico e sento forte l'emozione per questo appuntamento, tanto che a volte mi chiedo come vivrò il giorno dopo, quando sarà tutto finito e resterà solo il ricordo di un'esperienza che, comunque vada, sarà straordinaria.

Ehi vi aspetto per fare il tifo!

Avrei voluto allenarmi di più, ma ho dovuto fare i conti con le vacanze pasquali, durante le quali non abbiamo potuto utilizzare la palestra, e con i miei limiti. Se a vent'anni per ottenere prestazioni migliori bastava lavorare di più, ora devo dosare le energie con molta attenzione, altrimenti poi non riesco a recuperare e comprometto gli allenamenti successivi. A volte è frustrante, vorrei poter fare di più per ridurre il divario rispetto alle atlete più forti di me (cioè tutte!) e raggiungere un livello tecnico più dignitoso, ma sono consapevole di non poter pretendere troppo dal mio fisico, già ampiamente provato e anche piuttosto stagionato.

Ci si mettono pure le formiche, che dopo una gradevolissima tregua che è durata per tutto il mese di marzo, sono tornate prepotentemente all'attacco e nelle ultime settimane ho passato decisamente troppe notti in bianco, aspettando a volte invano l'effetto dell'antidolorifico. Mi stanno massacrando anche in questo momento, mannaggia a loro!


Anche il rapporto con gli aghi non è stato dei migliori, ho le braccia tempestate di ematomi dopo gli ultimi prelievi e l'infusione del mezzo di contrasto.
Eh già, perché in mezzo agli impegni sportivi e di lavoro si è intrufolata anche la TAC di controllo per il follow up trimestrale. Non è passata esattamente in sordina, perché gli effetti del mezzo di contrasto e dei farmaci per prevenire la relativa reazione allergica si sono fatti sentire parecchio, ci ho messo quasi due giorni a recuperare. Ma è un disagio trascurabile rispetto al risultato: 


E ora via, che c'è da fare, perché domenica saremo impegnati con il campionato maschile, Renato in campo e io al tabellone segnapunti. E dopo ci sarà Cesenatico e poi ancora tempo per altre cose belle. 
Posso guardare avanti e affrontare i prossimi mesi con il cuore leggero.



giovedì 7 aprile 2022

Il mio ruolo

Lo scorso fine settimana, a Cesena, è iniziato il mio primo campionato italiano assoluto di sitting volley, in un turbinio di emozioni: orgoglio, entusiasmo, ammirazione, speranza, gratitudine, ma anche qualche delusione.


Tre partite in due giorni contro la squadra di Parma, un'avversaria temibile che negli ultimi due campionati si era classificata al secondo posto, dietro alle inarrivabili atlete del Dream Volley Pisa, vincitrici di tutte le edizioni disputate fino ad ora.
Il passaggio alla fase finale era già assicurato per entrambe le formazioni, dato che la terza squadra del girone si era ritirata, ma la carica agonistica non è mancata, perché ognuna voleva valutare la portata delle proprie ambizioni.


Le avversarie potevano contare su un'intesa costruita in anni di intenso lavoro, oltre a una solida preparazione fisica e tecnica, mentre nella nostra metà campo c'erano atlete formidabili, che però giocavano insieme per la prima volta e sono stati necessari alcuni tentativi e aggiustamenti per trovare la migliore disposizione.
Dopo un avvio equilibrato, Cesena ha preso le misure e si è aggiudicata la prima partita con il punteggio di 3-1. Ho avuto la possibilità di entrare in campo per qualche minuto alla fine del secondo set, in una situazione di punteggio assolutamente favorevole, e me la sono cavata in modo abbastanza soddisfacente, molto al di sotto delle prestazioni delle mie compagne, ma sui miei livelli: due battute, non particolarmente efficaci ma in campo, un paio di palloni recuperati, un'alzata, un attacco a punto.

la maglia con il nome, come le giocatrici vere!

Nella seconda partita, domenica mattina, Parma si è aggiudica il primo set, ma poi Cesena ha ritrovato il giusto equilibrio e ha sfoderato una prestazione straordinaria, offrendo uno spettacolo davvero splendido, che ha entusiasmato il pubblico. 
Tutte bravissime, ma una menzione speciale va a Francesca Bosio, che non è solo un'atleta straordinaria, capace di gesti tecnici al limite dell'incredibile, ma una persona speciale, una fantastica compagna di squadra che guida, rassicura, incoraggia, sostiene, consiglia: non per niente è la capitana della Nazionale. Chapeau!


La seconda vittoria per 3-1 ci ha garantito matematicamente il primo posto nel girone, rendendo irrilevante il risultato del terzo incontro, in cui l'allenatrice ha potuto dare spazio anche alle riserve.
Sono stata in campo per i primi due set dell'ultima partita. Niente giri di parole: ho giocato male. 
Non ero nel mio ruolo: io sono da sempre una palleggiatrice e sono entrata invece come schiacciatrice, mi sentivo fuori posto, senza la possibilità di fare quello che mi riesce meglio. Questo però non basta a giustificare una prestazione davvero scadente, inferiore alle mie capacità, peraltro già modeste. Peccato, avrei voluto fare meglio e godermi di più questa straordinaria opportunità, ma pazienza, è andata così e difficilmente nelle finali del 7 e 8 maggio ci saranno altre occasioni di entrare in campo. 
Intendiamoci: mi è sempre stato perfettamente chiaro che il mio ruolo nella squadra sarebbe stato assolutamente marginale, partecipo soprattutto per imparare e non ho alcuna pretesa di giocare, però speravo di poter dare un minimo contributo con una prestazione almeno dignitosa. 


Ma c'è qualcosa che posso sempre fare per la squadra, indipendentemente dalle mie capacità tecniche e atletiche e questo sarà il mio ruolo nella fase finale del campionato: sostenere le mie compagne, che con me sono state straordinariamente accoglienti e pazienti, e offrire loro parole di incoraggiamento e piccoli gesti gentili.
Per esempio, sono la portatrice d'acqua di Francesca Bosio, ed è un onore!

regalini per le mie compagne

A proposito di gesti gentili: Marta, mia compagna di squadra a Pordenone, quando ha saputo che Renato non sarebbe venuto con me a Cesena lo scorso weekend perché impegnato nel campionato nazionale maschile, si è offerta di accompagnarmi e mi ha aiutato in tutti i modi possibili. 
A volte mi chiedo cosa ho fatto per meritare di avere intorno a me persone così speciali! 


E adesso, al lavoro per la prossima sfida!