domenica 21 gennaio 2018

Su e (molto) giù

Un altro compleanno è arrivato e passato: quota 49.
Giovedì era il mio giorno libero dall'ufficio e ne ho passato buona parte in cucina, a preparare il rinfresco da offrire il giorno seguente ai colleghi: panini, tramezzini e una torta che era la realizzazione di un sogno di bambina.
Non so l'avevo vista nel ricettario del Dolce Forno, nel Manuale di Nonna Papera o da qualche altra parte, ma avevo il ricordo insistente di una torta al cioccolato a strati farcita con una crema rosa.
Et voilà: base di torta al cioccolato, doppia farcitura di crema al latte e lamponi, copertura di frosting al philadelphia, crema al latte e lamponi. Un bel risultato, che ha raccolto molti apprezzamenti e mi ha dato grande soddisfazione.


Alla sera ho festeggiato con Renato in un ristorante a una ventina di chilometri da qui, il cui chef ha mostrato di meritare appieno la sua stella Michelin.
Un compleanno sereno.

Venerdì pomeriggio dovevo portare Gandalf dal veterinario per una verifica del cavo orale da effettuare in sedazione.
Da qualche tempo sospettavamo che avesse un problema in gola o in bocca: a volte sembrava che avesse difficoltà a deglutire e l'alito era cattivo.
L'avevamo fatto visitare un paio di mesi fa e poi di nuovo la settimana scorsa, ma pur essendo socievole e di buon carattere, Gandalf non tollera di essere tenuto fermo o manipolato e reagisce con una violenza insospettabile per una bestiolina di cinque chili o poco più, quindi non era stato possibile ispezionargli la bocca. La veterinaria sospettava una stomatite, ma per esserne certi, e poterlo curare, bisognava addormentarlo.
Venerdì l'avevo tenuto a digiuno dal mattino per prepararlo all'anestesia. Al momento di partire si è infilato allegramente nel trasportino, come sempre. Una cosa che non finisce mai di stupirmi, dato che il trasportino serve solo per andare dal veterinario e non è precisamente una gita di piacere, ma lui lo ama lo stesso.
Nonostante avessi preso appuntamento, ho dovuto attendere una buona mezz'ora, perché la clinica veterinaria era molto affollata. Attesa resa sgradevole dalla conversazione con un'altra cliente che, di sua iniziativa e senza alcuna sollecitazione da parte mia, ha pensato bene di deliziarmi con ipotesi diagnostiche catastrofiche sul problema di Gandalf, un po' come quelle vecchiette che dal medico o in ospedale ti descrivono con dovizia di particolari tutte le sofferenze a cui stai andando incontro, dato che loro, ovviamente, hanno già avuto la tua malattia, qualunque essa sia.
Da quanto ci aveva detto la veterinaria, la stomatite felina è una patologia molto fastidiosa, la cui cura spesso richiede l'estrazione di diversi denti. Pazienza: i gatti masticano poco e ne ho conosciuti diversi che riuscivano a mangiare di tutto pur essendo quasi completamente senza denti.
Ma le fosche previsioni della compagna di sala d'attesa mi avevano messo addosso una certa inquietudine.
Quando finalmente è arrivato il mio turno, ho firmato il consenso per l'anestesia e il preventivo che comprendeva sedazione, pulizia dei denti e analisi del sangue, e ho affidato Gandalf alla dottoressa, con l'accordo di tornare a prenderlo quando si fosse svegliato.
Sono tornata a casa con una certa preoccupazione per il nostro gattone, tutto solo in clinica.

Dopo un paio d'ore, la veterinaria mi ha telefonato per dirmi che potevo andare a riprenderlo.
C'era effettivamente una stomatite e i denti posteriori avevano molto tartaro. Uno aveva la radice molto indebolita ed era caduto praticamente da solo, avevano pulito gli altri.
Vabbè, la perdita di un dente non sarebbe stata un problema per il Patato, anzi probabilmente gli avrebbe dato sollievo, forse era proprio quello a fargli male.
Ero d'accordo per l'iniezione  di antibiotico a rilascio lento? Certo che sì, non saprei proprio come somministrare un antibiotico a Gandalf senza farmi squartare.
Ah, le analisi del sangue indicavano che è positivo per la FIV.

Mi si è fermato il cuore.
Perché la conoscevo già, la FIV. È quella che diciotto anni e due giorni prima mi aveva portato via George, il mio grande amore gatto. È una sentenza di morte.
La tipa in sala d'attesa aveva visto giusto, 'fanculo a lei.
Ho mandato un messaggio a Renato, che usciva dal lavoro, di raggiungermi direttamente in clinica e sono uscita come un automa, la mente che cercava un appiglio, il cuore che sprofondava.

Gandalf, ancora un po' intontito, ci è stato riconsegnato da un altro dei veterinari della clinica, che ha cercato di rassicurarci spiegando che la positività al virus può durare anche diversi anni prima che la malattia diventi terminale.
Il sistema immunitario di Gandalf però è molto debole, quindi dovremo tenerlo più possibile al riparo dal rischio di infezioni e controllare con attenzione, per intervenire subito in caso di problemi.

Non dite niente.
Non ho voglia di parlarne, fa troppo male.
Voglio solo cercare di dargli la migliore vita possibile per il tempo che avremo a disposizione.
Che poi è quello che dovremmo fare tutti, ognuno di noi, sempre, per coloro che amiamo.



P.S. Se qualcuno ha in mente frasi del tipo "È solo un gatto", se ne vada da questo blog. Subito.

lunedì 15 gennaio 2018

Compiti per casa

Oggi ho iniziato la fisioterapia: una sessione di valutazione preliminare in palestra e una applicazione di ultrasuoni.
Ho vinto subito una bella vagonata di compiti per casa:
  • ripetere alcuni esercizi che ho fatto in palestra
  • fare 10 minuti di cyclette al giorno
  • riprendere i trattamenti di linfodrenaggio
  • andare in piscina
La mobilizzazione attiva e passiva mi aveva provocato sul momento solo un po' di fastidio, che però nelle ore successive si è intensificato, creandomi qualche difficoltà di movimento.
Ho pensato che fosse solo l'effetto di uno sforzo a cui non sono più abituata. Ma quando ho eseguito a casa il primo esercizio, un semplice piegamento sulle gambe, alla seconda ripetizione mi è partito un crampo molto doloroso ai muscoli addominali.


Dopo provo la cyclette: speriamo che vada meglio.

domenica 31 dicembre 2017

Gemelli diversi

Notte di Natale. Qualche deficiente spara botti vicino a casa nostra.
Aki: "Aiuto, cos'è questo rumore spaventoso? Fuga! Panico! Paura! Terrore!"
Gandalf: "Uh,cos'è questo rumore interessante? Fammi guardare fuori!"

Mattina di San Silvestro. Spolvero il salotto con il piumino.
Aki: "Aiuto, cos'è questo oggetto spaventoso? Fuga! Paura!"
Gandalf: "Uh, cos'è questo oggetto interessante? Lo inseguo! Preso!"

Felice 2018 a chi ha paura e a chi non ne ha.


giovedì 21 dicembre 2017

Oncovacanza

Il giro di visite è stato lungo, più di cinque ore in tutto, la maggior parte in sala d'attesa, ma positivo.
Tutti i medici hanno valutato favorevolmente l'esito della risonanza, è addirittura spuntata la parola magica: "remissione".
I dolori all'inguine sono stati classificati come postumi dell'intervento e della radioterapia e sono uscita con una prescrizione per visita fisiatrica, che dovrebbe aiutarmi a risolvere questo problema, e con gli appuntamenti per le prossime visite a inizio marzo.
A parte il fisiatra, con cui spero di riuscire a prendere appuntamento in tempi brevi, mi aspettano circa due mesi e mezzo di libera uscita e ho intenzione di godermela: da oggi sono oncologicamente in vacanza!

venerdì 15 dicembre 2017

Perplessa

Ho ritirato l'esito della risonanza. Per essere più precisi, è andato Renato a ritirarlo perché io sono ancora in malattia, anche se finalmente sembra che l'influenza stia mollando l'osso.
Tanti termini tecnici, un testo difficile da interpretare.
Da quanto capisco, rispetto alla precedente risonanza di maggio sembra che l'anomalia di segnale alla radice della coscia destra sia leggermente più intensa, ma non si è allargata e può ancora essere interpretata come conseguenza di chirurgia e radioterapia. Il segnale rimane alterato anche nei muscoli circostanti, ma lo era già prima.
Non mi pare un esito negativo, ma lascia un margine di incertezza piuttosto fastidioso.
La settimana prossima ho le visite di controllo e chiederò maggiori chiarimenti, ma ho il sospetto che ancora una volta la risposta sarà: "Non è chiaro, aspettiamo".
Uffa.

giovedì 14 dicembre 2017

C'è chi sta peggio

Ho ancora la febbre.
E la tosse.
E il raffreddore.
E i capogiri.
E il mal di testa.
E niente, è solo influenza, poi passa.

C'è chi sta peggio, molto peggio.
Chi sta così male che la sua vita è ridotta a un pozzo di dolore la cui unica uscita è la morte. E chi semplicemente è arrivato alla fine del proprio viaggio e chiede di essere lasciato andare con dignità.

Io me la ricordo quella signora di quasi cent'anni, nella stessa stanza di ospedale di mia madre, legata al letto perché non potesse sfilarsi il sondino per l'alimentazione forzata. L'infermiera privata che l'assisteva durante la notte mi raccontava sottovoce che la paziente aveva detto chiaramente di non volere il sondino, ma i figli avevano deciso diversamente, costringendola a trascorrere i suoi ultimi giorni in quella condizione umiliante.

Se lo ricordino quelli che pretendono di decidere del dolore degli altri.
Se lo ricordino quelli che non hanno mai dovuto guardare negli occhi una persona amata che li pregava di lasciarla morire.
Se lo ricordino quei politici arroganti che oggi hanno pomposamente annunciato che intendono cambiare la legge appena arriveranno al potere.

Benvenuto biotestamento.



martedì 12 dicembre 2017

Da brividi

Sono giorni da brividi, questi.
Non per la neve che domenica ha imbiancato anche la nostra pianura, sia pure per poche ore.
Non per l'attesa dell'esito della risonanza, che aspetto sicuramente con curiosità, ma senza ansia. Non sono troppo ottimista sul risultato: anche se l'ecografia è andata bene, i dolori all'inguine non mi danno tregua. Cerco di mantenere un atteggiamento neutro, pronta ad affrontare qualsiasi scenario.
Ma i brividi ci sono, ed è tutta colpa dell'influenza.

Ebbene sì, sembra che quest'anno io abbia perso la mia scommessa e per la terza volta in 32 anni sono caduta vittima del malefico virus con tutti gli annessi e connessi: febbre, tosse, congestione nasale, dolori articolari modello mi-hanno-passata-al-tritacarne, capogiri e, naturalmente, brividi.
La febbre si sta mostrando particolarmente molesta: la sento subito, già a partire da poche linee, e questo è insolito per me, che in passato potevo allegramente ignorarla fino a 37,7 o giù di lì. Si vede che invecchio.

Me ne sto buona buona in casa, tra letto e divano, sempre ben coperta e amorevolmente assistita da solleciti infermieri.


Passerà.