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sabato 24 novembre 2018

La prozia

La prozia è sorella, o cognata, dei nonni.
Quando arriva, la prozia sparge il terrore salutando i pronipoti con frasi come "Vieni-qui-fatti-vedere-ma-come-sei-cresciuto-dai-un-bacio-alla-zia", per poi ricambiare quei baci recalcitranti con terrificanti pizzicotti sulle guance del malcapitato.


La prozia può essere armata di mestoli e mattarello, con cui realizza vagonate di tagliatelle e tortellini, oppure di ferri da calza e uncinetto che producono sciarpe chilometriche e centrini che ricoprono ogni superficie della casa.


La prozia può essere una signora severa e arcigna, che pretende silenzio assoluto dalle 13 alle 16 perché deve fare il riposino, oppure simpatica e affettuosa, sempre pronta ad allungare di nascosto ai pronipoti la seconda fetta di torta o qualche monetina per il gelato.

Ma la prozia è sempre, invariabilmente vecchia.

A maggio divento prozia.
Non sono pronta.

sabato 15 agosto 2015

Strani risvegli

PROLOGO
Le 9:30 circa di una domenica mattina durante l'anno scolastico 1985-1986 (era giurassica, in cui i telefoni cellulari erano un lusso riservato a pochissimi)
A casa della nonna Ester suona il telefono.
Nonna Ester: "Pronto!"
M.: "Pronto, buongiorno, sono M. Posso parlare con Mia?"
Nonna Ester: "È una questione di vita o di morte?"
M. (piuttosto sorpresa): "Be'... no... non direi..."
Nonna Ester: "Allora richiama più tardi: sta ancora dormendo."

Questo episodio - realmente accaduto - evidenzia quanto bene mi conoscesse la nonna Ester, cosa non sorprendente, dato che ho vissuto con lei fino all'età di 25 anni.
La nonna sapeva benissimo che svegliarmi nell'unica mattina della settimana in cui avevo la possibilità di dormire fino a tardi avrebbe avuto conseguenze disastrose sul mio umore e, di conseguenza, sulla serenità di tutta la famiglia.

Sono passati quasi trent'anni e molte cose sono cambiate.
La nonna Ester non c'è più, se n'è andata improvvisamente una mattina di marzo del 1995, pochi mesi prima di compiere 91 anni.
La casa in cui sono cresciuta è stata venduta e ristrutturata al punto da essere completamente irriconoscibile: quella che prima era una grandissima e luminosa villa degli anni '50, le cui dimensioni erano alleggerite da numerose finestre e terrazze, ora è un cubo spoglio, soffocato da siepi e alberi altissimi.



Io sono diventata più vecchia, più grassa e più acida.
Però mi piace ancora dormire fino a tardi e mi infastidisce essere svegliata prima di quanto sia strettamente necessario.
Nei giorni lavorativi, quando la sveglia suona alle 7:15, mi consolo facendo il conto i giorni che mancano alla successiva mattina libera, rassegnandomi ad alzarmi grazie a frasi come "Coraggio: fra 3 giorni potrai dormire!"

Capirete quindi la mia disposizione d'animo non proprio benevola quando alle 7:45 del mattino di qualche giorno fa, nel pieno del mio periodo di ferie, sono stata svegliata dallo squillo lontano del telefono.
Non il cellulare, che spengo ogni sera prima di addormentarmi proprio per evitare questo genere di incidenti, ma il telefono fisso dello studio, dato che quello che tengo sul comodino della camera è stato opportunamente silenziato.
(sì, questo è il telefono sul mio comodino; qualcosa in contrario?)

Ho aperto gli occhi, realizzato che no, non era un sogno, ma c'era davvero un telefono che squillava, ho tirato mentalmente un paio di maledizioni a chiunque ci fosse dall'altro capo del filo e poi finalmente ho sollevato la cornetta.
- Betty!
- Prego?

- Betty! No te son la Betty?
- No signora, non sono Betty, qui non c'è nessuna Betty, deve aver sbagliato numero.

- No go fato el numero giusto? Mi go ciamà el 347...
- No signora, quello è un numero di cellulare, lei ha chiamato un telefono fisso, un numero che inizia con 04...

- Ah. Alora che numero go da far per ciamar la Betty?
- Non saprei signora.

venerdì 4 luglio 2014

Ciao zia!

Io non sono credente e non lo so se c'è un "dopo".
Ma se c'è, sono sicura che adesso la Maria sta facendo gli onori di casa, dandosi un gran daffare ad accogliere, a presentare, a spiegare come funzionano le cose lì. E che sta aiutando la nuova arrivata - sua sorella - a sentirsi meno sola e meno triste per la separazione.

Ciao, dolce zia Nelia.

domenica 10 aprile 2011

Grazia

Il reato di menticidio è stato derubricato a lesioni colpose gravi: la mentuccia non è morta e fortunatamente siamo proprio nel periodo di massima vegetazione, quindi ha già messo fuori le prime foglioline e ho buone speranze di riuscire anche ad utilizzarla prima della fine dell'estate.
Data la minore gravità del reato, il sincero pentimento e la condotta esemplare dell'imputato (che ha appena finito di passare i pavimenti con il Vaporetto), il giudice ha stabilito di concedere la grazia.

A proposito di vegetazione: queste sono le mie piante di timo in fiore.

sabato 19 marzo 2011

Discorsi da bambini

In questi giorni è ospiti a casa nostra una mia cugina, con il marito e le due figlie, di 7 e 3 anni.
Oggi sono andati a Venezia. Hanno preso il treno e durante il viaggio Martina, la bimba più grande, per passare il tempo, si è messa a leggere il biglietto ferroviario.
Martina - Mamma, perché c'è scritto "2 adulti - 1 ragazzo"?
Mia cugina - I due adulti siamo io e papà e il ragazzo sei tu. Tua sorella non c'è perché è piccola e non paga il biglietto.
Martina - Mamma, ma come fanno a sapere che classe faccio?
Mia cugina - ???
Martina - Guarda, qui c'è scritto "CLASSE 2a"!

domenica 9 maggio 2010

Le altre mamme

Auguri anche alle altre mamme.
A quelle sanno che la maternità non è necessariamente una questione biologica.
A quelle che non "vogliono" un figlio, perchè con i figli non c'è niente da volere, bisogna solo dare.
A quelle a cui non importa se il figlio è "loro", perchè un bambino non è un oggetto da possedere.
A quelle che non fanno ogni mese il controllo dei giorni fertili, non si riempiono di ormoni e non si sottopongono a terapie per l'infertilità, perchè sanno che per essere mamma non è indispensabile una gravidanza.
A quelle che non vanno a scegliere i bambini come se fossero vacche al mercato, ma sono pronte ad aprire il cuore a tutti i figli che hanno bisogno di una mamma.

A tutte le mamme adottive e affidatarie.
A tutte le nonne e le zie che fanno da mamma ai nipoti.
A tutte le donne che hanno un cuore abbastanza grande da essere mamme anche per i figli degli altri.
Auguri!