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venerdì 10 febbraio 2012

Un rifornimento di pensieri felici

Siamo partiti presto, martedì scorso. L'aereo decollava alle 7 e anche se avevo già fatto il check-in online bisognava essere in aeroporto con adeguato anticipo per imbarcare i bagagli da stiva e passare i controlli di sicurezza, quindi la sveglia era puntata alle 4.
Alle 6:30 ero bella pimpante (be', più o meno...) e pronta per l'imbarco (notare l'abbigliamento in tema).

Il tempo ci ha graziati, pare che la nostra sia stata l'unica zona d'Italia a non essere sepolta sotto la neve (ma forse arriva domani...) e abbiamo trovato il cielo limpido su tutte le Alpi Orientali

In aereo, la levataccia ha fatto sentire i suoi effetti: per la prima volta sono riuscita ad appisolarmi anche se non avevo preso le pastiglie per il mal d'aria... salvo che pochi minuti dopo Renato mi ha chiesto se stavo dormendo, svegliandomi. Non l'ho ucciso, ma solo perché stava arrivando la hostess con la colazione a base di tè e brioche.
Mentre volavamo verso ovest, l'alba ci inseguiva, ma il sole non è riuscito a raggiungerci, perché quando siamo atterrati a Parigi il cielo era coperto.

Il recupero bagagli è stato velocissimo e subito dopo abbiamo trovato il bus navetta pronto alla partenza verso il regno della magia.

Avevo scelto l'hotel Sequoia Lodge, che ha come tema i parchi naturali, con strutture in pietra e legno immerse nel verde. Appena arrivati, abbiamo sbrigato velocemente il check-in e ci siamo diretti verso il lodge che ospitava la nostra camera.

La stanza era molto graziosa, appena ristrutturata sul tema di Bambi.



Una breve passeggiata ci ha portato verso il Disney Village, un complesso di negozi e locali a poca distanza dall'ingresso del Parco. Ormai eravamo in piedi da più di 6 ore: pausa da Starbucks per la seconda colazione!

Ancora una breve passeggiata, il controllo di sicurezza di zaini e borse e finalmente eccoci all'ingresso!

Basta varcare i cancelli per uscire dalla realtà ed entrare in un mondo da favola.



Ma ogni favola che si rispetti deve essere scritta in un libro speciale...


E deve esserci una principessa!

E fate, geni e magie!



Streghe cattive e draghi sputafuoco...



Nemici malvagi e amici sinceri...



Luoghi misteriosi...



E naturalmente non può esserci una favola senza un castello!


E non può mancare una carrozza!

Una vacanza che si rispetti è fatta di divertimento...


 


Un po' di avventura...



(del freddo polare però avrei fatto volentieri a meno!)

Buon cibo...




Incontri speciali...




E un po' di shopping... giusto un po'...
 (questo non l'ho comprato, però mi piaceva!)


Alla fine si torna a casa con tanti pensieri felici. E i pensieri felici servono per volare!

sabato 6 agosto 2011

London highlights - 1

La prima impressione dell'Inghilterra, guardando dal finestrino dell'aereo che scendeva verso Gatwick, è stata: alberi. Isolati o raggruppati in boschi, allineati a dividere i campi tra loro... Tanti, tantissimi alberi.

Il mio inglese è stabile: discreto bagaglio di vocaboli, accettabile familiarità con la grammatica e la solita pronuncia scadente: le parole che fluiscono leggere nella mia mente si arrotolano sulla lingua e si impigliano tra le labbra.

Cosa ci si può aspettare al primo risveglio londinese? Ovviamente pioggia!

E cosa si può trovare davanti al museo di Storia Naturale in un giorno di pioggia? Naturalmente una lunghissima e ordinatissima english queue!

Che sorpresa trovare la metropolitana della Piccadilly Line quasi vuota alle dieci del mattino... Ma la ressa del tardo pomeriggio compensa abbondantemente.

Sono un rottame. Diverse donne in stato di gravidanza avanzato e anziani con il bastone affrontano il giro dei musei con più vigore di me.

Lo shop del museo di Storia Naturale è pieno di giocattoli, peluches, souvenir e gadget. Trovare un bambino di dieci anni con gli occhi sgranati davanti ai libri allarga il cuore.

7-8 ore per ciascuno dei primi due grandi musei e alcune parti le abbiamo dovute fare di corsa: non ho abbastanza tempo: non ce la farò mai a vedere tutto quello che vorrei in soli 12 giorni.

Molti turisti italiani sono rumorosi e maleducati. Però pure gli Spagnoli si difendono bene...

Il famoso frappuccino di Starbucks a mio parere è ampiamente sopravvalutato: si può facilmente avere di meglio in qualsiasi gelateria artigianale italiana.

Consultare la cartina per orientarmi mentre cammino non è una buona idea: rischio di distrarmi dalla strada e finire lunga distesa sul marciapiede, modello pelle di leopardo (sì, è successo e no, non mi sono fatta male, solo una sbucciatura sul ginocchio destro).

La vera cucina cinese è molto diversa da quella che si trova nei ristoranti cinesi in Italia.

Sarebbe carino se chi mi si siede accanto sulle panchine si facesse la doccia almeno una volta ogni tanto.

lunedì 16 agosto 2010

Ostinatamente avanti

Dopo tre giorni di pioggia insistente, ieri mattina Giove pluvio sembrava aver deciso di concederci una tregua, così ci siamo armati di zaino (con dentro acqua, maglie pesanti e giacche impermeabili perchè - si sa - gli dei sono capricciosi), scarponcini da montagna e bastoncini da nordic walking e siamo partiti alla volta del santuario di Pietralba, accompagnati da un presagio beneaugurante.
Percorso su strada forestale in mezzo ai boschi, dislivello modesto, tempo di percorrenza circa un'ora e mezza per l'andata e altrettanto per il ritorno. Insomma, una cosa facile, che poteva essere alla mia portata.
Beh, non era proprio così facile. Il dislivello tra il punto di partenza e quello di arrivo è effettivamente modesto, circa 200 metri, però nel mezzo ci sono un bel po' di saliscendi, con qualche tratto di pendenza non indifferente, almeno rispetto alle mie scarse capacità atletiche.
Ma ce l'ho fatta.
Avanti, ostinatamente avanti, un passo dopo l'altro, piano piano in salita, pianissimo in discesa.
Con una piccola deviazione per vedere l'eremo di Leonardo.
Con una deviazione un po' più lunga per la Grotta di Lourdes, sotto uno scroscio di pioggia di dieci minuti, giusto il tempo di tirare fuori le giacche impermeabili e mettere al riparo la macchina fotografica.
Avanti.
Su per la salita e per le scale del santuario.
Avanti.
Giù dalla parte opposta, in mezzo ai prati e poi nel bosco.
Avanti.
Fino in fondo, guardando con sorpresa la mia gamba destra che si muoveva appena un po' più lenta e più debole della sinistra, ma l'ho capito solo alla fine, sentendo il braccio e la spalla destra indolenziti perchè ho usato il bastoncino un po' di più da quella parte per compensare.
Avanti, guardando l'orologio per scoprire che al ritorno abbiamo impiegato cinque minuti in meno rispetto al tempo indicato sul cartello del sentiero.
Avanti, quasi come se gli ultimi tre anni fossero stati solo un brutto sogno e quella passeggiata in Cansiglio di fine ottobre 2007, che credevo sarebbe stata la mia ultima escursione in montagna, fosse solo di pochi giorni fa.
Avanti, anche se stanotte ho dormito male per troppa stanchezza, anche se oggi i muscoli sono indolenziti. Ma è un dolore buono, che mi dice che finalmente mi sono mossa, che il vero limite non è la malattia, ma l'idea di essere malati.

PS: e oggi? Indovinate un po'? PIOVE!