Sto ragionevolmente bene.
Questa è la risposta che do in questi giorni a chi chiede notizie sulla mia salute, perché mi sembra la più corretta.
Dire che sto bene in senso assoluto sarebbe eccessivo: sto bene per quanto possibile, considerato quello che ho passato. Il mio fisico sta recuperando con un ritmo davvero eccellente, ne sono anche un filino orgogliosa, ma è pur sempre stato sottoposto a un formidabile stress, quindi il mio "bene" è piuttosto diverso da quello di un atleta o anche solo di una qualsiasi persona in buona salute.
La ferita principale si è rimarginata molto bene; ho avuto qualche problema con il foro del drenaggio, che fatica a chiudersi, ma ora è a buon punto anche quello e conto di poter fare una doccia completamente senza cerotti entro la fine della prossima settimana.
Mi muovo ogni giorno un po' meglio, l'andatura da bradipo zoppo ha lasciato il posto prima a quella da bradipo sano, poi a un dignitoso passo da persona anziana.
Ho ancora bisogno della fascia addominale quando non sono distesa, ma posso farne a meno per qualche minuto quando mi alzo, senza più quella sensazione di oddio-adesso-esce-tutto.
Sono completamente autonoma nel lavarmi, riesco a cucinare qualche piatto non troppo elaborato, posso lavorare per qualche ora alla scrivania, caricare la lavatrice e poi stendere i panni, andare a teatro... Oggi ho anche pulito i sanitari del bagno.
Riesco a fare praticamente qualsiasi cosa, a parte sollevare pesi, ma solo per poco. Poi ho bisogno del divano o del letto, perché crollo.
La stanchezza non è l'unico limite.
Tossire o starnutire sono ancora attività difficili da gestire, anche se non più drammatiche come i primi giorni, e anche gli sbadigli sono fastidiosi.
Ho qualche dolore intorno alla parte superiore del taglio chirurgico, dove per qualche motivo a me ignoto i muscoli hanno sofferto particolarmente per l'intervento: il primo ricordo che ho del risveglio in terapia intensiva è proprio una serie di crampi dolorosissimi in quel punto.
Complessivamente comunque sono piuttosto soddisfatta della situazione: i tempi di recupero sono in linea con le previsioni più ottimistiche.
Lunedì sono tornata al lavoro, per ora solo quello part-time da dipendente. È stato impegnativo, ogni mezza giornata di ufficio ne richiedeva altrettanta di divano per recuperare le forze, ma ce l'ho fatta.
Molti mi hanno chiesto se non avrei potuto restare a casa almeno un'altra settimana. Sì, avrei potuto; qualsiasi medico mi avrebbe firmato il prolungamento della malattia. Ma visto che mi sentivo abbastanza in forze e che non faccio lo scaricatore di porto per 12 ore al giorno, ma un lavoro d'ufficio per 20 ore a settimana, non ho intenzione di trasformare un diritto in un privilegio.
Tra l'altro, l'azienda che all'inizio di quest'anno mi ha assunto - e sottolineo assunto, pur sapendo che mi sarei a breve assentata per alcune settimane di malattia - mi sta offrendo alcune opportunità formative su cui mi butto a pesce.
Dopo quasi vent'anni di formazione pagata di tasca mia, a centinaia o migliaia di euro per volta, quasi non mi pare vero di avere la possibilità di imparare qualcosa gratis, o quasi. Qualche corso mi richiede di fermarmi al lavoro oltre il mio orario, ma è un prezzo che pago volentieri a fronte di un miglioramento delle mie competenze.
Nei miei anni da professionista ho avuto spesso a che fare con la formazione, sia come allieva che come docente, e ho incontrato le situazioni più disparate.
Professionisti come me, per i quali ogni corso è un investimento importante di tempo e denaro, determinati a ricavarne quanto più possibile in termini di conoscenze e competenza.
Lavoratori dipendenti interessati e motivati a migliorare la qualità del proprio lavoro; uno addirittura aveva preso una settimana di ferie e pagato di tasca propria una quota di iscrizione di oltre mille euro per un corso a cui teneva particolarmente.
Ma ho visto anche allievi, quasi sempre dipendenti pubblici, che consideravano la formazione un fastidio, anziché un'opportunità. Sempre lamentosi e distratti, con l'occhio sull'orologio, pronti a scappare allo scoccare del loro orario di lavoro anche se la lezione durava ancora mezz'ora, perché "Mica mi pagano lo straordinario". Ho sviluppato il massimo disprezzo per loro.
Sul fronte oncologico avrò qualche aggiornamento dopo la visita fissata per il 1° marzo.
In realtà mi avevano proposto l'appuntamento per il 23 febbraio ma... quel giorno ho un corso di formazione che mi interessa particolarmente, così ho chiesto di spostare la visita, a cui in un altro momento avrei probabilmente dato la massima priorità. Ma è tutto relativo.
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sabato 20 febbraio 2016
sabato 15 ottobre 2011
Di ortaggi, successi ed altre sciocchezze
La mia caviglia non assomiglia più ad un pompelmo.
Il gonfiore si è distribuito abbastanza equamente tutto intorno e stanno comparendo due grossi ematomi viola, uno all'interno e uno all'esterno, più un terzo sul ginocchio (sì, ho sbattuto pure quello!). Insomma, direi che adesso sembra più una melanzana.
Però non fa troppo male e oggi riesco a zoppicare per casa anche senza usare le stampelle, che è già un bel successo e mi restituisce una certa autonomia: almeno non ho bisogno di chiedere aiuto per fare cose semplici come portare un libro dalla camera al salotto.
Devo evitare di stare in piedi a lungo, altrimenti la melanzana potrebbe raggiungere le dimensioni di una zucca, ma sono abbastanza soddisfatta di come procede il recupero.
Quand'è la prossima maratona di New York?
Il gonfiore si è distribuito abbastanza equamente tutto intorno e stanno comparendo due grossi ematomi viola, uno all'interno e uno all'esterno, più un terzo sul ginocchio (sì, ho sbattuto pure quello!). Insomma, direi che adesso sembra più una melanzana.
Però non fa troppo male e oggi riesco a zoppicare per casa anche senza usare le stampelle, che è già un bel successo e mi restituisce una certa autonomia: almeno non ho bisogno di chiedere aiuto per fare cose semplici come portare un libro dalla camera al salotto.
Devo evitare di stare in piedi a lungo, altrimenti la melanzana potrebbe raggiungere le dimensioni di una zucca, ma sono abbastanza soddisfatta di come procede il recupero.
Quand'è la prossima maratona di New York?
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lunedì 16 agosto 2010
Ostinatamente avanti
Dopo tre giorni di pioggia insistente, ieri mattina Giove pluvio sembrava aver deciso di concederci una tregua, così ci siamo armati di zaino (con dentro acqua, maglie pesanti e giacche impermeabili perchè - si sa - gli dei sono capricciosi), scarponcini da montagna e bastoncini da nordic walking e siamo partiti alla volta del santuario di Pietralba, accompagnati da un presagio beneaugurante.
Percorso su strada forestale in mezzo ai boschi, dislivello modesto, tempo di percorrenza circa un'ora e mezza per l'andata e altrettanto per il ritorno. Insomma, una cosa facile, che poteva essere alla mia portata.
Beh, non era proprio così facile. Il dislivello tra il punto di partenza e quello di arrivo è effettivamente modesto, circa 200 metri, però nel mezzo ci sono un bel po' di saliscendi, con qualche tratto di pendenza non indifferente, almeno rispetto alle mie scarse capacità atletiche.
Ma ce l'ho fatta.
Avanti, ostinatamente avanti, un passo dopo l'altro, piano piano in salita, pianissimo in discesa.
Con una piccola deviazione per vedere l'eremo di Leonardo.
Con una deviazione un po' più lunga per la Grotta di Lourdes, sotto uno scroscio di pioggia di dieci minuti, giusto il tempo di tirare fuori le giacche impermeabili e mettere al riparo la macchina fotografica.
Avanti.
Su per la salita e per le scale del santuario.
Avanti.
Giù dalla parte opposta, in mezzo ai prati e poi nel bosco.
Avanti.
Fino in fondo, guardando con sorpresa la mia gamba destra che si muoveva appena un po' più lenta e più debole della sinistra, ma l'ho capito solo alla fine, sentendo il braccio e la spalla destra indolenziti perchè ho usato il bastoncino un po' di più da quella parte per compensare.
Avanti, guardando l'orologio per scoprire che al ritorno abbiamo impiegato cinque minuti in meno rispetto al tempo indicato sul cartello del sentiero.
Avanti, quasi come se gli ultimi tre anni fossero stati solo un brutto sogno e quella passeggiata in Cansiglio di fine ottobre 2007, che credevo sarebbe stata la mia ultima escursione in montagna, fosse solo di pochi giorni fa.
Avanti, anche se stanotte ho dormito male per troppa stanchezza, anche se oggi i muscoli sono indolenziti. Ma è un dolore buono, che mi dice che finalmente mi sono mossa, che il vero limite non è la malattia, ma l'idea di essere malati.
PS: e oggi? Indovinate un po'? PIOVE!
Percorso su strada forestale in mezzo ai boschi, dislivello modesto, tempo di percorrenza circa un'ora e mezza per l'andata e altrettanto per il ritorno. Insomma, una cosa facile, che poteva essere alla mia portata.
Beh, non era proprio così facile. Il dislivello tra il punto di partenza e quello di arrivo è effettivamente modesto, circa 200 metri, però nel mezzo ci sono un bel po' di saliscendi, con qualche tratto di pendenza non indifferente, almeno rispetto alle mie scarse capacità atletiche.
Ma ce l'ho fatta.
Avanti, ostinatamente avanti, un passo dopo l'altro, piano piano in salita, pianissimo in discesa.
Con una piccola deviazione per vedere l'eremo di Leonardo.
Con una deviazione un po' più lunga per la Grotta di Lourdes, sotto uno scroscio di pioggia di dieci minuti, giusto il tempo di tirare fuori le giacche impermeabili e mettere al riparo la macchina fotografica.
Avanti.
Su per la salita e per le scale del santuario.
Avanti.
Giù dalla parte opposta, in mezzo ai prati e poi nel bosco.
Avanti.
Fino in fondo, guardando con sorpresa la mia gamba destra che si muoveva appena un po' più lenta e più debole della sinistra, ma l'ho capito solo alla fine, sentendo il braccio e la spalla destra indolenziti perchè ho usato il bastoncino un po' di più da quella parte per compensare.
Avanti, guardando l'orologio per scoprire che al ritorno abbiamo impiegato cinque minuti in meno rispetto al tempo indicato sul cartello del sentiero.
Avanti, quasi come se gli ultimi tre anni fossero stati solo un brutto sogno e quella passeggiata in Cansiglio di fine ottobre 2007, che credevo sarebbe stata la mia ultima escursione in montagna, fosse solo di pochi giorni fa.
Avanti, anche se stanotte ho dormito male per troppa stanchezza, anche se oggi i muscoli sono indolenziti. Ma è un dolore buono, che mi dice che finalmente mi sono mossa, che il vero limite non è la malattia, ma l'idea di essere malati.
PS: e oggi? Indovinate un po'? PIOVE!
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martedì 1 giugno 2010
Batterie cariche
Ho caricato le batterie della Wii Balance Board. E già che c'ero, anche quelle dei telecomandi.
Mercoledì ho fatto una mezz'ora di esercizi molto leggeri, giusto per vedere come andava. Ed è andata bene.
Ho iniziato con il test fisico, tanto per regalarmi un po' di gratificazione, dato che rispetto all'ultima volta c'erano ben 12 chili in meno. E son soddisfazioni! Poi il test di postura, che è andato decisamente meglio di quanto mi aspettassi: pensavo di ritrovarmi sbilanciata invece era quasi perfetto. Qualche esercizio di equilibrio, in cui sono riuscita anche a ottenere un paio di buoni punteggi, e per finire due sessioni leggere di step a tempo di musica.
Tutto bene, la palla ha disturbato poco o niente e anche a distanza di qualche ora non ci sono state conseguenze negative.
Venerdì Renato ha avuto un attacco di regalite ed è arrivato a casa con il pacchetto Wii Sports Resort e un nuovo programma di esercizi, completo di attrezzature, con un nome che è tutto un programma:
Ci siamo sfidati subito con i nuovi giochi: ping pong, tiro con l'arco, combattimento con le spade, canoa, moto d'acqua, freesbee, pallacanestro, sci d'acqua... davvero divertenti e alcuni discretamente impegnativi dal punto di vista fisico.
Dopo qualche battaglia all'ultimo punto con Renato, ho provato una sessione di allenamento con il nuovo programma. Il risultato è stato più o meno questo:
Però ce l'ho fatta.
E due giorni dopo ci ho anche riprovato, con tanta fatica, soprattutto per i movimenti che impegnano la gamba destra, ma anche con tanta soddisfazione.
La palla non ha disturbato molto, gli esercizi erano concentrati soprattutto su gambe e braccia e la zona addominale era relativamente poco coinvolta.
Si può fare.
Oggi mi fanno male un paio di muscoli che non sapevo di avere, ma domani ci riprovo.
Mercoledì ho fatto una mezz'ora di esercizi molto leggeri, giusto per vedere come andava. Ed è andata bene.
Ho iniziato con il test fisico, tanto per regalarmi un po' di gratificazione, dato che rispetto all'ultima volta c'erano ben 12 chili in meno. E son soddisfazioni! Poi il test di postura, che è andato decisamente meglio di quanto mi aspettassi: pensavo di ritrovarmi sbilanciata invece era quasi perfetto. Qualche esercizio di equilibrio, in cui sono riuscita anche a ottenere un paio di buoni punteggi, e per finire due sessioni leggere di step a tempo di musica.
Tutto bene, la palla ha disturbato poco o niente e anche a distanza di qualche ora non ci sono state conseguenze negative.
Venerdì Renato ha avuto un attacco di regalite ed è arrivato a casa con il pacchetto Wii Sports Resort e un nuovo programma di esercizi, completo di attrezzature, con un nome che è tutto un programma:
Ci siamo sfidati subito con i nuovi giochi: ping pong, tiro con l'arco, combattimento con le spade, canoa, moto d'acqua, freesbee, pallacanestro, sci d'acqua... davvero divertenti e alcuni discretamente impegnativi dal punto di vista fisico.
Dopo qualche battaglia all'ultimo punto con Renato, ho provato una sessione di allenamento con il nuovo programma. Il risultato è stato più o meno questo:
Però ce l'ho fatta.
E due giorni dopo ci ho anche riprovato, con tanta fatica, soprattutto per i movimenti che impegnano la gamba destra, ma anche con tanta soddisfazione.
La palla non ha disturbato molto, gli esercizi erano concentrati soprattutto su gambe e braccia e la zona addominale era relativamente poco coinvolta.
Si può fare.
Oggi mi fanno male un paio di muscoli che non sapevo di avere, ma domani ci riprovo.
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martedì 6 maggio 2008
Normalità
Sto tornando ad una vita "normale".
Dopo la rimozione del catetere venoso e la completa cicatrizzazione di tutti i tagli, fori e forellini vari, ho potuto smantellare la farmacia che avevamo dovuto creare nel bagno della camera, riportando nella loro collocazione abituale garze e guanti sterili, mascherine da chirurgo, cerotti di vari tipi e dimensioni, acqua ossigenata, soluzione fisiologica, disinfettante e sapone antibatterico.

Finalmente posso fare doccia libera da medicazioni e mi pare quasi strano entrare nel box direttamente, senza il rito preliminare a base di domopak e cerotti che aveva preceduto ogni doccia degli ultimi sei mesi, passare la spugna senza il timore di bagnare o spostare una medicazione, mettere la crema sulla zona di pelle irritata e screpolata dopo sei mesi di cerotti.

E naturalmente sono tornata in piscina!
È stato fantastico immergersi di nuovo nell'acqua dopo tanto tempo: ho iniziato prudentemente con un po' di relax nella piscina piccola, quella per i bambini, ma l'immediata sensazione di benessere mi ha subito convinta di poter affrontare tranquillamente la vasca più grande.
Mi sono mossa con calma, nuotando lentamente per riprendere la percezione del corpo e dei movimenti nell'acqua senza rischiare danni o traumi.Un po' strana la sensazione sulla coscia destra, dove pelle in alcune zone è quasi insensibile a causa del danno al nervo e la ridotta percezione della pressione, della temperatura e del contatto con l'acqua aumenta la sensazione di intorpidimento.
Ho fatto una ventina di vasche, intervallandole con periodi di riposo: rispetto agli altri movimenti (camminare, pedalare in bicicletta) il nuoto sembra decisamente meno irritante per i nervi e i tessuti della zona operata, probabilmente grazie alla possibilità di muovere le gambe senza caricare peso sul bacino.
Piccoli passi verso la normalità, anche se questa volta il percorso è più lungo e più difficile rispetto a due anni fa: le conseguenze dell'intervento si fanno ancora sentire con qualche fitta dolorosa all'addome quando tossisco o starnutisco, alcune - i danni ai nervi - saranno permanenti.
Resta il timore di un'altra recidiva, una sensazione di incertezza che limita gli orizzonti e impedisce al pensiero di andare troppo in là, verso il futuro.
Ma l'importante è essere ancora qui, avere ancora la possibilità di camminare e tanti amici al mio fianco su questa strada.
Dopo la rimozione del catetere venoso e la completa cicatrizzazione di tutti i tagli, fori e forellini vari, ho potuto smantellare la farmacia che avevamo dovuto creare nel bagno della camera, riportando nella loro collocazione abituale garze e guanti sterili, mascherine da chirurgo, cerotti di vari tipi e dimensioni, acqua ossigenata, soluzione fisiologica, disinfettante e sapone antibatterico.

Finalmente posso fare doccia libera da medicazioni e mi pare quasi strano entrare nel box direttamente, senza il rito preliminare a base di domopak e cerotti che aveva preceduto ogni doccia degli ultimi sei mesi, passare la spugna senza il timore di bagnare o spostare una medicazione, mettere la crema sulla zona di pelle irritata e screpolata dopo sei mesi di cerotti.

E naturalmente sono tornata in piscina!
È stato fantastico immergersi di nuovo nell'acqua dopo tanto tempo: ho iniziato prudentemente con un po' di relax nella piscina piccola, quella per i bambini, ma l'immediata sensazione di benessere mi ha subito convinta di poter affrontare tranquillamente la vasca più grande.
Mi sono mossa con calma, nuotando lentamente per riprendere la percezione del corpo e dei movimenti nell'acqua senza rischiare danni o traumi.Un po' strana la sensazione sulla coscia destra, dove pelle in alcune zone è quasi insensibile a causa del danno al nervo e la ridotta percezione della pressione, della temperatura e del contatto con l'acqua aumenta la sensazione di intorpidimento.
Ho fatto una ventina di vasche, intervallandole con periodi di riposo: rispetto agli altri movimenti (camminare, pedalare in bicicletta) il nuoto sembra decisamente meno irritante per i nervi e i tessuti della zona operata, probabilmente grazie alla possibilità di muovere le gambe senza caricare peso sul bacino.

Resta il timore di un'altra recidiva, una sensazione di incertezza che limita gli orizzonti e impedisce al pensiero di andare troppo in là, verso il futuro.
Ma l'importante è essere ancora qui, avere ancora la possibilità di camminare e tanti amici al mio fianco su questa strada.

mercoledì 23 aprile 2008
Libera!
Dopo qualche dubbio legato ai globuli bianchi ancora scarsi (2900), finalmente oggi mi hanno tolto il catetere venoso.
L'intervento è durato pochi minuti, un po' di dolore all'inizio, quando il medico ha "scavato" nel foro per raggiungere la guaina di rivestimento del tubicino, ma complessivamente il disagio è stato molto contenuto. Tra un paio di giorni potrò togliere gli steril strip (i cerotti che possono sostituire i punti nelle piccole ferite) e poi potrò finalmente sguazzare!

Ben più impegnativo e stancante si è rivelato il recupero delle TAC che avevo lasciato ai medici prima dell'intervento: ho dovuto girare da un piano all'altro, da un reparto all'altro, mi sembrava di essere nel cartone animato "Le dodici fatiche di Asterix", quando Asterix e Obelix per farsi rilasciare un documento vengono spediti da un ufficio all'altro fino a rischiare la pazzia...

Alla fine sono riuscita a recuperare quasi tutto, manca solo il CD dell'ultima TAC, ma non avevo più energie e il nervo della gamba cominciava ad irritarsi... sarà per la prossima volta, cioè a metà luglio, quando farò la visita di controllo.
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martedì 15 aprile 2008
Libertà in vista!
Finalmente, dopo un'intensa trattativa sono riuscita ad ottenere dall'oncologo l'autorizzazione a togliere il catetere venoso: fisserà l'appuntamento e mi comunicherà data ed orario per la rimozione.
Può sembrare una piccola conquista, ma ha un buon sapore di libertà.
Libertà dalle medicazioni, dai lavaggi e dai cerotti, libertà dal prurito, dalla pelle che tira, dal continuo timore di infezioni, libertà di sudare, di fare la doccia, di nuotare...

Per il resto la situazione è abbastanza buona: dolori e fastidi ci sono ancora, ma a livelli sicuramente sopportabili.
I movimenti sono ancora limitati, in particolare faccio fatica a piegarmi a causa della pressione nell'addome; i nervi danneggiati formicolano, qualche volta fanno un po' male, ma in genere si tratta di disagi di modesta entità e di breve durata.
Passo ancora molto tempo distesa, ma mi alzo sempre più spesso e riesco a restare seduta anche per un paio d'ore consecutive... purchè la sedia sia abbastanza comoda!
Stamattina sono riuscita persino a concimare il prato, anche se poi la stanchezza si è fatta sentire.

Il recupero è più lento di quanto avevo sperato, ma sono fiduciosa sul risultato finale: ho intenzione di tornare in forma e riprendere tutte le mie attività!

E dato che non ho ancora vinto al SuperEnalotto, spero di tornare presto al lavoro...
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martedì 8 aprile 2008
Meglio
Venerdì scorso ho fatto la TAC per valutare meglio la situazione del versamento interno, riscontrando che il volume del liquido è rimasto sostanzialmente uguale rispetto a quanto valutato con l'ecografia.
Con l'occasione, il radiologo ha accertato anche che i linfonodi stanno bene e non ci sono noduli nè altri segnali che possano far pensare ad un residuo di malattia o ad una recidiva del tumore: finalmente una buona notizia!

Stamattina sono stata ad Aviano: l'oncologo ritiene che sarebbe meglio evitare tentativi di drenaggio o aspirazione del versamento, perchè ci sarebbe il rischio di infezioni, comunque ne parlerà con il chirurgo e valuteranno insieme la TAC.
Nel frattempo mi ha prescritto una terapia antinfiammatoria per dare sollievo ai tessuti irritati.
Negli ultimi 2-3 giorni comunque la situazione è migliorata spontaneamente: se rimango tranquilla non ho dolori, i movimenti sono più agevoli e riesco a restare seduta un po' più a lungo, anche un'ora, prima di sentire il bisogno di stendermi; gli spostamenti in macchina però mi risultano ancora faticosi, perchè alla posizione seduta si sommano le vibrazioni e i sobbalzi dell'auto.

Questi passi avanti, anche se piccoli, sono di grande aiuto per il morale: danno finalmente la sensazione di aver imboccato la strada del ritorno verso la normalità!
mercoledì 16 gennaio 2008
Meglio tardi che mai!
L'emocromo di stamattina mostra una ulteriore risalita dei globuli bianchi: non sono ancora nella normalità, ma un passo per volta si avvicinano ai valori di sicurezza e il ritmo di crescita è leggermente aumentato rispetto alla scorsa settimana.
Devono avere finalmente scoperto le gioie dei festeggiamenti, solo non capisco perchè ci abbiano messo così tanto: è da più di un mese che cerco di convincerli, come molti di voi mi hanno suggerito!

Meglio tardi che mai...
Nel frattempo la situazione fisica migliora: ogni giorno mi sento più in forze, ho iniziato anche a fare un po' di stretching e ginnastica dolce, per recuperare tono muscolare e flessibilità articolare ed arrivare all'intervento nel migliore stato di forma possibile.

E così devo accontentarmi delle nuotate in piscina e delle immersioni in mare che sogno ormai quasi ogni notte (per i patiti della psicanalisi: non è un desiderio inconscio di tornare nell'utero materno, è solo la voglia matta di tornare in acqua!).

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venerdì 11 gennaio 2008
Risalita!
Le analisi di oggi danno finalmente i globuli bianchi in risalita: probabilmente si è sparsa la voce che le terapie sono finite e hanno cominciato a festeggiare.
Il valore non è ancora sufficiente a consentire la ripresa della vita sociale (siamo circa a metà del normale), ma l'importante è che la ripresa sia cominciata; il tempo a disposizione prima dell'intervento dovrebbe essere sufficiente per un recupero completo o quasi.
Il valore non è ancora sufficiente a consentire la ripresa della vita sociale (siamo circa a metà del normale), ma l'importante è che la ripresa sia cominciata; il tempo a disposizione prima dell'intervento dovrebbe essere sufficiente per un recupero completo o quasi.
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mercoledì 9 gennaio 2008
Traguardo!

Rassicuro chi in questi giorni si è preoccupato per l'assenza di aggiornamenti: nessun problema, ma dato che il traguardo era ormai in vista, aspettavo di arrivare in fondo.
Adesso mi aspetta un mese di "vacanza", per dare modo al fisico di riprendersi dallo stress delle terapie e prepararsi all'intervento chirurgico di rimozione del tumore, previsto per il 19 febbraio.
Ieri i globuli bianchi erano ancora in discesa, ma nei prossimi giorni dovrebbe iniziare il recupero: farò un altro controllo venerdì e spero di trovare, se non un miglioramento, almeno una stabilizzazione, anche se gli effetti della radioterapia non finiscono immediatamente al termine dei trattamenti; infatti speravo di aver finito con il rito quotidiano della crema al cortisone sulle zone irradiate, invece mi hanno raccomandato di continuarlo ancora per un paio di settimane.
Dovrò quindi rinviare ancora il mio rientro in società: la situazione immunitaria non è preoccupante come al termine della chemioterapia di dicembre, ma richiede ancora un po' di prudenza nell'evitare le possibilità di contatto con virus e batteri, che in questo periodo sono particolarmente diffusi.
A questo punto comunque si tratta solo di avere pazienza: i valori del sangue torneranno a posto e potrò riprendere le mie consuete attività, ad esclusione del nuoto per il quale dovrò aspettare la rimozione del catetere venoso, dopo l'intervento chirurgico.
Chissà come riuscirò a festeggiare il mio compleanno venerdì 18...

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