Sto ragionevolmente bene.
Questa è la risposta che do in questi giorni a chi chiede notizie sulla mia salute, perché mi sembra la più corretta.
Dire che sto bene in senso assoluto sarebbe eccessivo: sto bene per quanto possibile, considerato quello che ho passato. Il mio fisico sta recuperando con un ritmo davvero eccellente, ne sono anche un filino orgogliosa, ma è pur sempre stato sottoposto a un formidabile stress, quindi il mio "bene" è piuttosto diverso da quello di un atleta o anche solo di una qualsiasi persona in buona salute.
La ferita principale si è rimarginata molto bene; ho avuto qualche problema con il foro del drenaggio, che fatica a chiudersi, ma ora è a buon punto anche quello e conto di poter fare una doccia completamente senza cerotti entro la fine della prossima settimana.
Mi muovo ogni giorno un po' meglio, l'andatura da bradipo zoppo ha lasciato il posto prima a quella da bradipo sano, poi a un dignitoso passo da persona anziana.
Ho ancora bisogno della fascia addominale quando non sono distesa, ma posso farne a meno per qualche minuto quando mi alzo, senza più quella sensazione di oddio-adesso-esce-tutto.
Sono completamente autonoma nel lavarmi, riesco a cucinare qualche piatto non troppo elaborato, posso lavorare per qualche ora alla scrivania, caricare la lavatrice e poi stendere i panni, andare a teatro... Oggi ho anche pulito i sanitari del bagno.
Riesco a fare praticamente qualsiasi cosa, a parte sollevare pesi, ma solo per poco. Poi ho bisogno del divano o del letto, perché crollo.
La stanchezza non è l'unico limite.
Tossire o starnutire sono ancora attività difficili da gestire, anche se non più drammatiche come i primi giorni, e anche gli sbadigli sono fastidiosi.
Ho qualche dolore intorno alla parte superiore del taglio chirurgico, dove per qualche motivo a me ignoto i muscoli hanno sofferto particolarmente per l'intervento: il primo ricordo che ho del risveglio in terapia intensiva è proprio una serie di crampi dolorosissimi in quel punto.
Complessivamente comunque sono piuttosto soddisfatta della situazione: i tempi di recupero sono in linea con le previsioni più ottimistiche.
Lunedì sono tornata al lavoro, per ora solo quello part-time da dipendente. È stato impegnativo, ogni mezza giornata di ufficio ne richiedeva altrettanta di divano per recuperare le forze, ma ce l'ho fatta.
Molti mi hanno chiesto se non avrei potuto restare a casa almeno un'altra settimana. Sì, avrei potuto; qualsiasi medico mi avrebbe firmato il prolungamento della malattia. Ma visto che mi sentivo abbastanza in forze e che non faccio lo scaricatore di porto per 12 ore al giorno, ma un lavoro d'ufficio per 20 ore a settimana, non ho intenzione di trasformare un diritto in un privilegio.
Tra l'altro, l'azienda che all'inizio di quest'anno mi ha assunto - e sottolineo assunto, pur sapendo che mi sarei a breve assentata per alcune settimane di malattia - mi sta offrendo alcune opportunità formative su cui mi butto a pesce.
Dopo quasi vent'anni di formazione pagata di tasca mia, a centinaia o migliaia di euro per volta, quasi non mi pare vero di avere la possibilità di imparare qualcosa gratis, o quasi. Qualche corso mi richiede di fermarmi al lavoro oltre il mio orario, ma è un prezzo che pago volentieri a fronte di un miglioramento delle mie competenze.
Nei miei anni da professionista ho avuto spesso a che fare con la formazione, sia come allieva che come docente, e ho incontrato le situazioni più disparate.
Professionisti come me, per i quali ogni corso è un investimento importante di tempo e denaro, determinati a ricavarne quanto più possibile in termini di conoscenze e competenza.
Lavoratori dipendenti interessati e motivati a migliorare la qualità del proprio lavoro; uno addirittura aveva preso una settimana di ferie e pagato di tasca propria una quota di iscrizione di oltre mille euro per un corso a cui teneva particolarmente.
Ma ho visto anche allievi, quasi sempre dipendenti pubblici, che consideravano la formazione un fastidio, anziché un'opportunità. Sempre lamentosi e distratti, con l'occhio sull'orologio, pronti a scappare allo scoccare del loro orario di lavoro anche se la lezione durava ancora mezz'ora, perché "Mica mi pagano lo straordinario". Ho sviluppato il massimo disprezzo per loro.
Sul fronte oncologico avrò qualche aggiornamento dopo la visita fissata per il 1° marzo.
In realtà mi avevano proposto l'appuntamento per il 23 febbraio ma... quel giorno ho un corso di formazione che mi interessa particolarmente, così ho chiesto di spostare la visita, a cui in un altro momento avrei probabilmente dato la massima priorità. Ma è tutto relativo.
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sabato 20 febbraio 2016
giovedì 4 febbraio 2016
Conteggio
Eccomi di nuovo davanti al mio PC.
Con l'occasione, abbiamo fatto il conteggio dei punti. Sì, perché le raccolte punti sono una cosa seria: pensate che in ospedale avevo vinto le calze anti-trombo già il giorno dell'intervento e dopo solo due giorni anche la padella!
Come avevo anticipato dall'ospedale, il supporto mobile di blogspot è semplicemente... imbarazzante. Si può a malapena scrivere un post di testo non formattato, non accetta nemmeno gli "a capo" ed è impossibile inserire immagini: fa passare la voglia di scrivere.
Pensavo di riprendere il computer appena tornata a casa, ma i primi giorni facevo fatica a stare seduta, sono riuscita soltanto a scaricare la posta.
Oggi mi muovo decisamente meglio, grazie anche al super trattamento che mi ha offerto Renato ieri sera: lavaggio capelli, mezza doccia senza bagnare i punti, spalmata di crema idratante, medicazione delle ferite e cambio cerotti, che finalmente non "tirano" più.

Ieri sera quindi Renato ha solennemente provveduto alla conta: questa volta sono 49, tutte graffe metalliche: ho una zip sulla pancia lunga quasi come quella della Brontofelpa.
Questo terzo ricovero è stato meno solitario degli altri: ho avuto molte più occasioni di incontrare altri pazienti.
All'accettazione in reparto ho ritrovato A, con cui avevo condiviso l'iter del pre-ricovero: ci eravamo inseguite per tutto il giorno tra ambulatori, prelievi, radiografie ed elettrocardiogramma, scambiando qualche parola nelle varie sale d'attesa e trovando un'immediata intesa nella condivisione di un approccio ironico alla situazione. Sarebbe stato bello finire in camera insieme, ma lei era in una sezione diversa, quindi ci siamo riviste solo in sala da pranzo.
La mia compagna di stanza è stata una presenza discreta, anche se la differenza di età e di interessi ha fatto sì che non si creasse una vera confidenza, L'unico problema erano i suoi gusti televisivi: ho trascorso quattro giorni a base di Unomattina, La vita in diretta, Un posto al sole, C'è posta per te e amenità simili. Meno male che avevo i miei libri.
Durante i pasti ho conosciuto anche L, il veterano del reparto, a cui un ricovero che durava da oltre 50 giorni iniziava ad incrinare il sorriso. Ma anche F, il professore di lettere siciliano, sempre gentilissimo. E poi E, che ogni mattina telefonava a casa per salutare la sua bimba di sei anni prima che andasse a scuola e si preoccupava di non avere il tempo di prepararsi alla caduta dei capelli se le avessero anticipato l'inizio della chemioterapia. L'ultimo giorno ho diviso la stanza con G, un anno meno di me e la paura di una recidiva da esorcizzare.
Persone, storie, sofferenze rispetto alle quali il mio problema di salute si ridimensionava.
Già: il mio problema.
Il chirurgo ha parlato di lipomatosi addominale: è molto probabile che ci siano altri lipomi più piccoli, oltre ai due che ha rimosso. Nel tempo potrebbero formarsene altri, crescere e richiedere nuovi interventi di rimozione. Ancora peggio, qualcuno potrebbe essere atipico, vale a dire maligno. Come avevo ipotizzato, le mie cellule, probabilmente per cause genetiche, hanno l'antipatica tendenza alle mutazioni tumorali. Questo significa che il mio follow-up durerà tutta la vita.
Il ritorno a casa ha dato una bella accelerata al percorso di recupero: mi è tornato subito un po' di appetito e già dalla prima notte sono riuscita a dormire girata sul fianco.
Dopo otto giorni di assenza, mi aspettavo un trionfale benvenuto micesco a base di strofinamenti e fusa. In effetti, quando Aki mi ha vista si è subito spanciottato, spingendo il musetto contro la mia mano per farsi accarezzare. Gandalf invece mi ha deliberatamente ignorata per dodici ore: evidentemente voleva punirmi per averlo abbandonato e solo a notte fonda, quando ha ritenuto di avere manifestato a sufficienza il proprio biasimo, è venuto a infilarsi sotto le coperte vicino a me. Da allora mi tiene quasi sempre sotto controllo visivo.
Ora mi godo una convalescenza a base di riposo, coccole, cibo leggero, visite di amici e parenti, libri e un po' di televisione. Che non è affatto male.
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sabato 30 gennaio 2016
Basta lap dance
È finita l'era della lap dance: stamattina mi hanno tolto l'ultima flebo.
Ieri ho avuto il permesso di mangiare... per modo di dire: la scelta era tra minestrina e semolino. Oggi mi hanno detto che posso iniziare un'alimentazione leggera, che probabilmente si concretizzerà in pasta in bianco, purè e stracchino, che per me non è affatto male, dato che sono cose che mangio sempre volentieri.
Stanotte ho fatto un'ottima dormita, sicuramente favorita da una temperatura un po' meno torrida in camera: ho addirittura usato la coperta!
L'unica nota non positiva è stata la medicazione di stamattina, che non aveva un bell'aspetto. Ma la precedente risaliva a martedì, quindi forse i residui sulle garze erano vecchi; la febbre dei primi giorni è passata e questo dovrebbe essere buon segno rispetto alla possibilità di un'eventuale infezione.
Confido nelle dimissioni all'inizio della prossima settimana, per completare la convalescenza a casa, con la giusta dotazione di gatti, connessione Internet e programmi TV decenti.
Ieri ho avuto il permesso di mangiare... per modo di dire: la scelta era tra minestrina e semolino. Oggi mi hanno detto che posso iniziare un'alimentazione leggera, che probabilmente si concretizzerà in pasta in bianco, purè e stracchino, che per me non è affatto male, dato che sono cose che mangio sempre volentieri.
Stanotte ho fatto un'ottima dormita, sicuramente favorita da una temperatura un po' meno torrida in camera: ho addirittura usato la coperta!
L'unica nota non positiva è stata la medicazione di stamattina, che non aveva un bell'aspetto. Ma la precedente risaliva a martedì, quindi forse i residui sulle garze erano vecchi; la febbre dei primi giorni è passata e questo dovrebbe essere buon segno rispetto alla possibilità di un'eventuale infezione.
Confido nelle dimissioni all'inizio della prossima settimana, per completare la convalescenza a casa, con la giusta dotazione di gatti, connessione Internet e programmi TV decenti.
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giovedì 28 gennaio 2016
Fashion me
Tradizionalmente, le mamme regalano alle figlie una o più camicie da notte da utilizzare "in ospedale", non come augurio di disgrazie, ma di maternità.
Per una volta, anche la Maria, la più anticonvenzionale delle mamme, si è adeguata alla tradizione, quindi anch'io possiedo un paio di camicie da notte. Stiamo pur sempre parlando della Maria, quindi toglietevi dalla testa quelle cosine delicate, tutte pizzi e colori pastello! Aspettatevi comunque una donna molto fashion che passeggia per i corridoi della chirurgia, con l'asta delle flebo al guinzaglio.
La degenza procede bene, sia pure con qualche intoppo. I primi giorni ho avuto qualche attacco di nausea e conati di vomito. Sospetto che la colpa vada suddivisa in parti uguali tra anestesia e vampate, che nel caldo sahariano dell'ospedale mi hanno massacrata.
Ieri mi hanno tolto il sondino e ho iniziato a scendere dal letto, acquistando progressivamente autonomia negli spostamenti. Ero molto soddisfatta... fino a quando è arrivata la tosse. Un paio di aerosol hano limitato i danni, ho passato una buona notte e oggi ho iniziato a pascolare per i corridoi, nella speranza - finora vana - che mi lascino togliere le odiose calze antitrombo, che probabilmente servono comunque a poco, dato che continuano ad arrotolarsi.
Al momento i motivi di insoddisfazione rimangono:
1. Gattonostalgia
2. Un paio di bolle sulla pelle del collo, reazione al cerotto; per fortuna a furia di chiedere ho trovato un'infermiera pietosa che ha tagliato via il pezzetto di cerotto responsabile dello scempio
3. Connettività a dir poco scadente: il segnale telefonico va e viene, quello di rete più che altro va
4 Caldo! Non so se l' obiettivo sia curare i pazienti o arrostirli, ma direi che siamo a buon punto per entrambe le cose
5. I programmi di cucina RAI. A casa non li vedo più da una decina d'anni, ma direi che non hanno fatto alcun passo avanti da allora: i cuochi "professionisti" che ho visto in questi giorni non passerebbero nemmeno le selezioni preliminari di Masterchef
6. Blogger: inqualificabile la gestione da dispositivo mobile.
Menzione positiva invece per la compagna di stanza, con cui condivido le passeggiate: molto discreta e dotata di ottimo udito, per cui ascolta la TV a volume basso e non disturba mai.
Per una volta, anche la Maria, la più anticonvenzionale delle mamme, si è adeguata alla tradizione, quindi anch'io possiedo un paio di camicie da notte. Stiamo pur sempre parlando della Maria, quindi toglietevi dalla testa quelle cosine delicate, tutte pizzi e colori pastello! Aspettatevi comunque una donna molto fashion che passeggia per i corridoi della chirurgia, con l'asta delle flebo al guinzaglio.
dettaglio del tessuto
La degenza procede bene, sia pure con qualche intoppo. I primi giorni ho avuto qualche attacco di nausea e conati di vomito. Sospetto che la colpa vada suddivisa in parti uguali tra anestesia e vampate, che nel caldo sahariano dell'ospedale mi hanno massacrata.
Ieri mi hanno tolto il sondino e ho iniziato a scendere dal letto, acquistando progressivamente autonomia negli spostamenti. Ero molto soddisfatta... fino a quando è arrivata la tosse. Un paio di aerosol hano limitato i danni, ho passato una buona notte e oggi ho iniziato a pascolare per i corridoi, nella speranza - finora vana - che mi lascino togliere le odiose calze antitrombo, che probabilmente servono comunque a poco, dato che continuano ad arrotolarsi.
Al momento i motivi di insoddisfazione rimangono:
1. Gattonostalgia
2. Un paio di bolle sulla pelle del collo, reazione al cerotto; per fortuna a furia di chiedere ho trovato un'infermiera pietosa che ha tagliato via il pezzetto di cerotto responsabile dello scempio
3. Connettività a dir poco scadente: il segnale telefonico va e viene, quello di rete più che altro va
4 Caldo! Non so se l' obiettivo sia curare i pazienti o arrostirli, ma direi che siamo a buon punto per entrambe le cose
5. I programmi di cucina RAI. A casa non li vedo più da una decina d'anni, ma direi che non hanno fatto alcun passo avanti da allora: i cuochi "professionisti" che ho visto in questi giorni non passerebbero nemmeno le selezioni preliminari di Masterchef
6. Blogger: inqualificabile la gestione da dispositivo mobile.
Menzione positiva invece per la compagna di stanza, con cui condivido le passeggiate: molto discreta e dotata di ottimo udito, per cui ascolta la TV a volume basso e non disturba mai.
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martedì 26 gennaio 2016
Giramento di palle
Rieccomi, da poco uscita dalla terapia intensiva dove ho passato la giornata di ieri e la notte.
L'intervento è andato benino, con qualche sorpresa di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. I lipomi erano due, non uno. e il linfocele si era attaccato un po' dappertutto e non è stato possibile rimuovere completamente la capsula. Amen.
Sto abbastanza bene, considerando che il nuovo taglio è un po' più lungo dell'ultimo, ma più corto del primo: a occhio e croce circa 25 cm che quando mi muovo si fanno sentire. In più c'è l'odioso sondino naso-gastrico che mi graffia la gola, quindi NON telefonatemi.
E state sereni: ne ho passate di peggiori.
L'intervento è andato benino, con qualche sorpresa di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. I lipomi erano due, non uno. e il linfocele si era attaccato un po' dappertutto e non è stato possibile rimuovere completamente la capsula. Amen.
Sto abbastanza bene, considerando che il nuovo taglio è un po' più lungo dell'ultimo, ma più corto del primo: a occhio e croce circa 25 cm che quando mi muovo si fanno sentire. In più c'è l'odioso sondino naso-gastrico che mi graffia la gola, quindi NON telefonatemi.
E state sereni: ne ho passate di peggiori.
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giovedì 14 gennaio 2016
Pronti, partenza...
Ci siamo: ricovero mercoledì 20, intervento giovedì 21.
E ora si entra nella fase organizzareorganizzareorganizzareorganizzare.
Cercare di completare i lavori aperti, lasciare tutto in ordine e poco o niente in sospeso, per andare via tranquilla e tornare senza assilli, per potermi occupare solo della mia salute.
Ci provo.
E ora si entra nella fase organizzareorganizzareorganizzareorganizzare.
Cercare di completare i lavori aperti, lasciare tutto in ordine e poco o niente in sospeso, per andare via tranquilla e tornare senza assilli, per potermi occupare solo della mia salute.
Ci provo.
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domenica 20 dicembre 2015
2 al prezzo di 1
Venerdì sono passata a ritirare l'esito della biopsia: è stato confortante vedere nero su bianco che il tessuto prelevato era semplicemente di tipo fibroso e adiposo, confermando che si tratta un lipoma.
Poi ho incontrato l'oncologo e il chirurgo, che inizialmente ha minimizzato la situazione, dicendo che un lipoma non crea problemi. Gli ho fatto notare che oltre al lipoma c'è anche il linfocele e lui ha risposto che nemmeno un linfocele crea problemi. Già, ho insistito, però la somma dei due qualche problema me lo sta creando.Ha continuato a mostrare scetticismo... almeno fino a quando l'oncologo ha iniziato a far scorrere sul monitor le immagini della TAC. Quando il chirurgo ha visto la dimensione e la posizione del linfocele, ha cambiato espressione e ha chiesto di esaminare direttamente la mia pancia per valutarne al tatto l'estensione.
Occhiata generale, pressione sul lato sinistro dell'addome. Tutto bene. Pressione sul lato destro. Ahi! Altra pressione. Ahi! Altra pressione. Ahi! Altra pressione. Ahi!
A quel punto il chirurgo aveva abbastanza chiaro il volume in questione e non ha più avuto esitazioni: togliamo. Sia il lipoma che il linfocele.
Ma come per ogni offerta speciale, bisogna fare attenzione alle fregature.
L'asportazione del lipoma non dovrebbe essere un problema. Il linfocele invece potrebbe esserlo, perché per fare un buon lavoro, bisogna rimuovere completamente la capsula che lo riveste. Il rischio è che si siano formate aderenze con i tessuti circostanti, cosa che complicherebbe parecchio l'intervento e il successivo recupero.
In base alle immagini della TAC, il chirurgo ha individuato in particolare due possibili complicazioni. In caso di aderenze con l'intestino, sarebbe necessario tagliarne un pezzo, operazione delicata ma fattibile e con conseguenze a lungo termine abbastanza modeste. Se invece le aderenze coinvolgessero l'uretere, la rimozione completa della capsula sarebbe molto più difficile e comporterebbe un rischio elevato di danni gravi e permanenti, per cui sarebbe più prudente evitare di togliere quella parte, accettando il rischio che il linfocele si riformi.
A seconda della situazione che si presenterà aprendo l'addome, la complessità dell'intervento potrebbe quindi variare di molto: il chirurgo, per darmi un'idea, ha detto che se si pone il caso migliore (niente aderenze) a livello 10, l'eventuale resezione intestinale lo porterebbe 60.
L'operazione deve quindi essere programmata in modo da avere a disposizione tutto il tempo che potrebbe essere necessario: non è possibile inserirla nel calendario già affollato dei pochi giorni lavorativi del periodo natalizio, ma andremo alla metà di gennaio. Nel frattempo, il chirurgo rivaluterà la TAC con il radiologo, per cercare di identificare tutte le possibili criticità.
Vuoi vedere che questa volta vinco la "settimana bianca" in ospedale proprio per il mio compleanno?
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palla
martedì 20 aprile 2010
Fatto!
Eccomi già di ritorno, l'intervento è stato più rapido del previsto e non è stato necessario nemmeno rimanere in osservazione, anche se per oggi è meglio che me ne stia buona buona sul divano, con la fascia addominale che mantiene lievemente compressa la zona dell'intervento.
Mi ero preparata scrupolosamente in un'ottica di non-si-sa-mai: doccia, borsa d'emergenza con cambio di biancheria, pigiama, ciabatte, spazzolino e dentifricio, pranzo leggerissimo con solo un po' di brodo. Non era richiesto il digiuno, ma considerato che ci sarebbe stato un ago nei dintorni dell'intestino, mi sembrava meglio farlo restare più fermo possibile.
Il raffreddore va molto meglio, già ieri aveva iniziato a sfogarsi con starnuti e naso gocciolante, ma almeno non mi faceva più male il viso, sono riuscita ad andare al lavoro e, alla sera, ho passato a pieni voti l'esame del corso Dive Medic. Stamattina però qualche dubbio l'avevo ancora: e se starnutisco proprio mentre c'è l'ago infilato nella pancia?
Ma non ho fatto in tempo a pensarci troppo, l'ora di partire è arrivata in un attimo. Ho raccolto tutto l'armamentario di borse, borsette, libri e documentazione medica, ma soprattutto il bagaglio più importante, tutti gli incoraggiamenti e gli auguri che mi sono arrivati in questi giorni da tante persone, in particolare - non me ne vogliano tutti gli altri - dalle amiche bloggers.
Avevo portato due libri, perchè uno era quasi finito e non volevo rischiare di trovarmi senza niente da leggere, ma in realtà ho fatto in tempo a finire sì e no un capitolo.
Il medico mi ha chiamata puntualissimo alle 14: prima di tutto voleva fare un'ecografia per valutare la situazione.
L'avvio non è stato precisamente incoraggiante.
Lui: Ah!
Io:
Lui: È profondo.
Io:
Lui: Devo andare a prendere l'attrezzatura adatta, qui in ambulatorio non ho un ago abbastanza lungo
Io:
È tornato dopo meno di dieci minuti, accompagnato da un'assistente che aveva in mano una di quelle buste sterili per strumenti chirurgici, bianca e verde. Ma era lunga forse 40 centimetri, NON POTEVA essere il mio ago!
Ovviamente invece era proprio lui: trenta centimetri abbondanti di acciaio con un tubo flessibile ad un'estremità.
L'anestesia locale è stata poco fastidiosa: ho sentito un po' di bruciore con la prima iniezione, ma la seconda era probabilmente in corrispondenza di una delle cicatrici dei vecchi drenaggi, dove la pelle è completamente insensibile, perchè non ho sentito assolutamente niente.
Anche l'inserimento dell'ago gigante ha portato poco disagio, non faceva male, anche se è sempre strano sentire un corpo estraneo che ti perfora la pelle e sprofonda tra le viscere.
Dopo che il medico ha posizionato l'ago con la guida delle immagini ecografiche, l'assistente ha collegato una grossa siringa al tubo flessibile e ha iniziato ad aspirare.
Subito però è arrivata una notizia confortante.
È proprio un linfocele.
Sollievo.
Il liquido aspirato era limpido e trasparente, di un colore giallo che ricordava la cedrata. Linfa, normalissima linfa. Niente sangue, corpuscoli o altri contenuti sospetti.
Il contenuto della prima siringa è stato messo in un contenitore destinato al laboratorio per l'esame istologico, quello delle successive sette siringhe invece è finito nei rifiuti.
Dopo le prime quattro aspirazioni, il medico ha dovuto spostare un pochino l'ago e poi premere sulla pancia per favorire la fuoriuscita: lì mi sono dovuta concentrare e controllare la respirazione per mantenere rilassati i muscoli addominali - o quel poco che ne è rimasto - perchè nonostante l'anestesia il dolore si è fatto sentire.
Alla fine la sacca era praticamente vuota: in totale poco meno di 250cc di liquido.Come ha detto poi Renato, era più o meno come avere in pancia una lattina di Coca Cola, di quelle un po' più piccole che si trovano nei distributori automatici.
Dopo aver sfilato l'ago e applicato una medicazione per proteggere la piccola ferita, medico è stato chiaro: Non posso promettere che non ritorni, capita spesso che un linfocele si riformi.
Lo so, è una possibilità che abbiamo messo in conto da subito. Ma perchè non sperare in un po' di fortuna?
Mi ero preparata scrupolosamente in un'ottica di non-si-sa-mai: doccia, borsa d'emergenza con cambio di biancheria, pigiama, ciabatte, spazzolino e dentifricio, pranzo leggerissimo con solo un po' di brodo. Non era richiesto il digiuno, ma considerato che ci sarebbe stato un ago nei dintorni dell'intestino, mi sembrava meglio farlo restare più fermo possibile.
Il raffreddore va molto meglio, già ieri aveva iniziato a sfogarsi con starnuti e naso gocciolante, ma almeno non mi faceva più male il viso, sono riuscita ad andare al lavoro e, alla sera, ho passato a pieni voti l'esame del corso Dive Medic. Stamattina però qualche dubbio l'avevo ancora: e se starnutisco proprio mentre c'è l'ago infilato nella pancia?
Ma non ho fatto in tempo a pensarci troppo, l'ora di partire è arrivata in un attimo. Ho raccolto tutto l'armamentario di borse, borsette, libri e documentazione medica, ma soprattutto il bagaglio più importante, tutti gli incoraggiamenti e gli auguri che mi sono arrivati in questi giorni da tante persone, in particolare - non me ne vogliano tutti gli altri - dalle amiche bloggers.
Avevo portato due libri, perchè uno era quasi finito e non volevo rischiare di trovarmi senza niente da leggere, ma in realtà ho fatto in tempo a finire sì e no un capitolo.
Il medico mi ha chiamata puntualissimo alle 14: prima di tutto voleva fare un'ecografia per valutare la situazione.
L'avvio non è stato precisamente incoraggiante.
Lui: Ah!
Io:
Lui: È profondo.
Io:
Lui: Devo andare a prendere l'attrezzatura adatta, qui in ambulatorio non ho un ago abbastanza lungo
Io:
È tornato dopo meno di dieci minuti, accompagnato da un'assistente che aveva in mano una di quelle buste sterili per strumenti chirurgici, bianca e verde. Ma era lunga forse 40 centimetri, NON POTEVA essere il mio ago!
Ovviamente invece era proprio lui: trenta centimetri abbondanti di acciaio con un tubo flessibile ad un'estremità.
L'anestesia locale è stata poco fastidiosa: ho sentito un po' di bruciore con la prima iniezione, ma la seconda era probabilmente in corrispondenza di una delle cicatrici dei vecchi drenaggi, dove la pelle è completamente insensibile, perchè non ho sentito assolutamente niente.
Anche l'inserimento dell'ago gigante ha portato poco disagio, non faceva male, anche se è sempre strano sentire un corpo estraneo che ti perfora la pelle e sprofonda tra le viscere.
Dopo che il medico ha posizionato l'ago con la guida delle immagini ecografiche, l'assistente ha collegato una grossa siringa al tubo flessibile e ha iniziato ad aspirare.
Subito però è arrivata una notizia confortante.
È proprio un linfocele.
Sollievo.
Il liquido aspirato era limpido e trasparente, di un colore giallo che ricordava la cedrata. Linfa, normalissima linfa. Niente sangue, corpuscoli o altri contenuti sospetti.
Il contenuto della prima siringa è stato messo in un contenitore destinato al laboratorio per l'esame istologico, quello delle successive sette siringhe invece è finito nei rifiuti.
Dopo le prime quattro aspirazioni, il medico ha dovuto spostare un pochino l'ago e poi premere sulla pancia per favorire la fuoriuscita: lì mi sono dovuta concentrare e controllare la respirazione per mantenere rilassati i muscoli addominali - o quel poco che ne è rimasto - perchè nonostante l'anestesia il dolore si è fatto sentire.
Alla fine la sacca era praticamente vuota: in totale poco meno di 250cc di liquido.Come ha detto poi Renato, era più o meno come avere in pancia una lattina di Coca Cola, di quelle un po' più piccole che si trovano nei distributori automatici.
Dopo aver sfilato l'ago e applicato una medicazione per proteggere la piccola ferita, medico è stato chiaro: Non posso promettere che non ritorni, capita spesso che un linfocele si riformi.
Lo so, è una possibilità che abbiamo messo in conto da subito. Ma perchè non sperare in un po' di fortuna?
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domenica 4 aprile 2010
In piena attività
No, non sono caduta definitivamente preda della pigrizia di cui al precedente post, al contrario, sono stata risucchiata da un vortice di lavoro, che ha occupato tutte le giornate e più di un dopocena delle due settimane appena passate, e da altre attività che hanno impegnato le rimanenti serate (corso di teatro, aggiornamento di primo soccorso). E il tutto probabilmente andrà avanti con questi ritmi - se non di più - almeno fine a fine maggio.
Nel caso ve lo chiediate: no, non ho improvvisamente recuperato le energie e sì, sono stanca. Ma il mio lavoro è così, alterna periodi di calma piatta ad altri straordinariamente intensi e quando c'è da fare, io faccio: semplicemente non mi fermo fino a che non ho finito.
Insomma, affronto con la stessa intensa determinazione sia l'ozio che il lavoro: sono capace di passare settimane a poltrire come un bradipo, ma anche di lavorare giorno e notte per rispettare gli impegni professionali.
L'oncologo ha discusso con il chirurgo della mia palla e mi hanno proposto un'aspirazione ecoguidata: in sostanza, si utilizza l'ecografia per posizionare un ago dentro la palla e aspirarla.
Si tratterebbe di un intervento relativamente poco invasivo, credo che si possa fare ambulatorialmente, ma non è detto che sia risolutivo: a seconda del livello di fortuna, il versamento potrebbe sparire definitivamente, riformarsi di dimensioni più ridotte oppure tornare tale e quale.
Ma credo che valga la pena di tentare, perchè l'alternativa sarebbe un'operazione vera e propria. E dato che non mi hanno ancora messo una cerniera sulla pancia, preferirei evitare ulteriori tagli...
L'oncologo sperava di riuscire a fissarmi l'intervento prima di metà aprile ma quando gli ho detto che dovevo escludere mercoledì 7 perché ho la mammografia e anche lunedì, martedì e mercoledì della settimana successiva perché devo tenere un corso, ha detto di richiamarlo dopo Pasqua per trovare una data più avanti.
Speriamo bene!
E dato che intanto si è fatto molto tardi e la mezzanotte è passata da un pezzo...
Nel caso ve lo chiediate: no, non ho improvvisamente recuperato le energie e sì, sono stanca. Ma il mio lavoro è così, alterna periodi di calma piatta ad altri straordinariamente intensi e quando c'è da fare, io faccio: semplicemente non mi fermo fino a che non ho finito.
Insomma, affronto con la stessa intensa determinazione sia l'ozio che il lavoro: sono capace di passare settimane a poltrire come un bradipo, ma anche di lavorare giorno e notte per rispettare gli impegni professionali.
L'oncologo ha discusso con il chirurgo della mia palla e mi hanno proposto un'aspirazione ecoguidata: in sostanza, si utilizza l'ecografia per posizionare un ago dentro la palla e aspirarla.
Si tratterebbe di un intervento relativamente poco invasivo, credo che si possa fare ambulatorialmente, ma non è detto che sia risolutivo: a seconda del livello di fortuna, il versamento potrebbe sparire definitivamente, riformarsi di dimensioni più ridotte oppure tornare tale e quale.
Ma credo che valga la pena di tentare, perchè l'alternativa sarebbe un'operazione vera e propria. E dato che non mi hanno ancora messo una cerniera sulla pancia, preferirei evitare ulteriori tagli...
L'oncologo sperava di riuscire a fissarmi l'intervento prima di metà aprile ma quando gli ho detto che dovevo escludere mercoledì 7 perché ho la mammografia e anche lunedì, martedì e mercoledì della settimana successiva perché devo tenere un corso, ha detto di richiamarlo dopo Pasqua per trovare una data più avanti.
Speriamo bene!
E dato che intanto si è fatto molto tardi e la mezzanotte è passata da un pezzo...
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mercoledì 23 aprile 2008
Libera!
Dopo qualche dubbio legato ai globuli bianchi ancora scarsi (2900), finalmente oggi mi hanno tolto il catetere venoso.
L'intervento è durato pochi minuti, un po' di dolore all'inizio, quando il medico ha "scavato" nel foro per raggiungere la guaina di rivestimento del tubicino, ma complessivamente il disagio è stato molto contenuto. Tra un paio di giorni potrò togliere gli steril strip (i cerotti che possono sostituire i punti nelle piccole ferite) e poi potrò finalmente sguazzare!

Ben più impegnativo e stancante si è rivelato il recupero delle TAC che avevo lasciato ai medici prima dell'intervento: ho dovuto girare da un piano all'altro, da un reparto all'altro, mi sembrava di essere nel cartone animato "Le dodici fatiche di Asterix", quando Asterix e Obelix per farsi rilasciare un documento vengono spediti da un ufficio all'altro fino a rischiare la pazzia...

Alla fine sono riuscita a recuperare quasi tutto, manca solo il CD dell'ultima TAC, ma non avevo più energie e il nervo della gamba cominciava ad irritarsi... sarà per la prossima volta, cioè a metà luglio, quando farò la visita di controllo.
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giovedì 6 marzo 2008
Visite
Ormai sapete che IL BLOG E' MIO!!!! Quindi ciancio alle bande, e passiamo al bollettino aggiornato.
Il decorso post-operatorio di MIA procede in maniera ottimale, senza particolari problemi. Oggi ha ricominciato a mangiare (anche se solo una deprimente minestrina), si alza dal letto con relativa facilità, deambula di qualche metro ed è sempre supportata dal suo incredibile carattere. La serata di oggi è stata movimentata dalla ressa di amici che sono entarti in stanza per salutarla : sembrava la porta di un autobus l'ora di punta in centro a Milano.... Ed ecco Michela dalla leonina criniera che scarta sulla destra ma viene stoppata dal team Isa&Luca. Approfittando del diversivo Nello si fionda sulla sinistra trainando Anna, che in appoggio sulla schiena si produce in una ruota degna della miglior Comaneci, piroettando sulla testa di Antonio e Stefania e atterrando al centro esatto della stanza. E si scatena il tripudio degli astanti e pazienti vari, che si lanciano in una intrepida ola facendo tintinnare le flebo in un groviglio di cateteri. Mette fine a tutto ciò un losco figuro di bianco vestito, che con sventolio di candidi tessuti richiama all'ordine la folla in delirio.
Insomma, non affollate troppo la stanza: l'aria è poca e batteri e virus anche troppi. Portate un po' di pazienza...
Alla prossima, e grazie ancora.
Renato.
Il decorso post-operatorio di MIA procede in maniera ottimale, senza particolari problemi. Oggi ha ricominciato a mangiare (anche se solo una deprimente minestrina), si alza dal letto con relativa facilità, deambula di qualche metro ed è sempre supportata dal suo incredibile carattere. La serata di oggi è stata movimentata dalla ressa di amici che sono entarti in stanza per salutarla : sembrava la porta di un autobus l'ora di punta in centro a Milano.... Ed ecco Michela dalla leonina criniera che scarta sulla destra ma viene stoppata dal team Isa&Luca. Approfittando del diversivo Nello si fionda sulla sinistra trainando Anna, che in appoggio sulla schiena si produce in una ruota degna della miglior Comaneci, piroettando sulla testa di Antonio e Stefania e atterrando al centro esatto della stanza. E si scatena il tripudio degli astanti e pazienti vari, che si lanciano in una intrepida ola facendo tintinnare le flebo in un groviglio di cateteri. Mette fine a tutto ciò un losco figuro di bianco vestito, che con sventolio di candidi tessuti richiama all'ordine la folla in delirio.
Insomma, non affollate troppo la stanza: l'aria è poca e batteri e virus anche troppi. Portate un po' di pazienza...
Alla prossima, e grazie ancora.
Renato.
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martedì 4 marzo 2008
ORA X
IL BLOG E' MIO!!! AH AH AH AH Ah (risata diabolica, o un'altra a scelta che più vi aggrada...) HO IL CONTROLLO! IL POTERE!! INCOMMENSURABILE, SMISURATO POTERE!!! IL BLOG E' MIO!!!!
E dopo queste righe di delirio doveroso e salutare (potrò anch'io dar fuori di matto ogni tanto, no?...) passiamo al bollettino di aggiornamento coscienziosamente redatto dal cane da guardia qui presente.
BARK! BARK! WOOF! SGNARF! BARK! BARK! WOOF! WOOF!
Tutto chiaro, nevvero?
Domande? Perplessità? Dubbi?
Ok... Ve lo rispiego...
Ieri Mia è stata ricoverata al CRO di Aviano dove ha avuto l'incontro con l'anestesista per definire gli ultimi dettagli dell'intervento e l'incontro con il chirurgo che le ha portato una notizia seccante.L'angioTAC ha rivelato che una vena è stata inglobata dal cancro, e quindi si renderà necessario utilizzare un pezzetto della vena safena della gamba sinistra per ricostruire quella che verrà tolta insieme alla massa tumorale.
A parte questo ennesimo casino (e direi che ci basta così...), la giornata è scorsa tranquilla con dieta a base di beverone sgorga-colon (con effetti da aerografo...) e brodino fatto con bestia non esattamente identificabile.Il beverone, dopo il primo litro, ha avuto l'ardire di provare a tornare sui propri passi, ma il giallo agrume e il tè hanno avuto la meglio su queste iniziative poco gradite.
Mia non ha sentito minimamente la mancanza della cucina del CRO, che si è rivelata un filo deprimente (patate... stracchino... minestrina...). Non capisco perchè bisogna deprimere il paziente con queste cose... Dategli una fiorentina... Una porzione di lasagne... Ecchecavolo!
La notte è passata discretamente, allietata dal sonoro russare tipo basso-tuba della compagna di stanza, che stamane si è prostrata chiedendo umilmente scusa per l'esibizione non richiesta. Fortuna volle che un'infermiera gentilissima, la quale avrà la nostra gratitudine per i prossimi trent'anni, le ha trovato un letto non occupato in un'altra stanza meno rumorosa.
Stamattina Mia è apparsa tranquilla, molto serena, sorridente. Feroce e "cattiva" come al solito, come piace a noi.Si era perfino stampata le raccomandazioni per l'anestesista, nel caso i sedativi non le permettessero di essere lucida...
E alle sette e cinquanta, due infermieri sono venuti a raccattarla per portarla in sala operatoria.
Pronti, e via!
Per oggi niente visite, poichè le faranno passare la notte in terapia intensiva, dove sarà costantemente monitorata.Tranne che per me e la Maria (genitrice dell'operanda)... RODETEVI, PERCHE' STASERA IO VADO A COCCOLARLA E VOI NO!!
IL BLOG E' MIOOOO! AH AHA AHAH AHAHAH AHAHAHAH...
Renato.
P.S. So che vi eravate abituati bene con immagini e disegnini... Portate pazienza...
E dopo queste righe di delirio doveroso e salutare (potrò anch'io dar fuori di matto ogni tanto, no?...) passiamo al bollettino di aggiornamento coscienziosamente redatto dal cane da guardia qui presente.
BARK! BARK! WOOF! SGNARF! BARK! BARK! WOOF! WOOF!
Tutto chiaro, nevvero?
Domande? Perplessità? Dubbi?
Ok... Ve lo rispiego...
Ieri Mia è stata ricoverata al CRO di Aviano dove ha avuto l'incontro con l'anestesista per definire gli ultimi dettagli dell'intervento e l'incontro con il chirurgo che le ha portato una notizia seccante.L'angioTAC ha rivelato che una vena è stata inglobata dal cancro, e quindi si renderà necessario utilizzare un pezzetto della vena safena della gamba sinistra per ricostruire quella che verrà tolta insieme alla massa tumorale.
A parte questo ennesimo casino (e direi che ci basta così...), la giornata è scorsa tranquilla con dieta a base di beverone sgorga-colon (con effetti da aerografo...) e brodino fatto con bestia non esattamente identificabile.Il beverone, dopo il primo litro, ha avuto l'ardire di provare a tornare sui propri passi, ma il giallo agrume e il tè hanno avuto la meglio su queste iniziative poco gradite.
Mia non ha sentito minimamente la mancanza della cucina del CRO, che si è rivelata un filo deprimente (patate... stracchino... minestrina...). Non capisco perchè bisogna deprimere il paziente con queste cose... Dategli una fiorentina... Una porzione di lasagne... Ecchecavolo!
La notte è passata discretamente, allietata dal sonoro russare tipo basso-tuba della compagna di stanza, che stamane si è prostrata chiedendo umilmente scusa per l'esibizione non richiesta. Fortuna volle che un'infermiera gentilissima, la quale avrà la nostra gratitudine per i prossimi trent'anni, le ha trovato un letto non occupato in un'altra stanza meno rumorosa.
Stamattina Mia è apparsa tranquilla, molto serena, sorridente. Feroce e "cattiva" come al solito, come piace a noi.Si era perfino stampata le raccomandazioni per l'anestesista, nel caso i sedativi non le permettessero di essere lucida...
E alle sette e cinquanta, due infermieri sono venuti a raccattarla per portarla in sala operatoria.
Pronti, e via!
Per oggi niente visite, poichè le faranno passare la notte in terapia intensiva, dove sarà costantemente monitorata.Tranne che per me e la Maria (genitrice dell'operanda)... RODETEVI, PERCHE' STASERA IO VADO A COCCOLARLA E VOI NO!!
IL BLOG E' MIOOOO! AH AHA AHAH AHAHAH AHAHAHAH...
Renato.
P.S. So che vi eravate abituati bene con immagini e disegnini... Portate pazienza...
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domenica 2 marzo 2008
Pronta!
Ho preparato la borsa con le cose da portare in ospedale.
Come capita di solito, probabilmente ho dimenticato qualcosa di importante e me ne accorgerò circa venti minuti dopo essere partita da casa, quando è troppo tardi per tornare indietro...
Come capita di solito, probabilmente ho dimenticato qualcosa di importante e me ne accorgerò circa venti minuti dopo essere partita da casa, quando è troppo tardi per tornare indietro...
Ho messo in ordine la scrivania, approfittandone per archiviare tutte le carte che finiscono sempre per accumularsi.
Adesso il mio studio è così ordinato che entrandoci ho avuto il dubbio di aver sbagliato stanza...
Adesso il mio studio è così ordinato che entrandoci ho avuto il dubbio di aver sbagliato stanza...

Ho passato a Renato le autorizzazioni per aggiornare il blog e la mailing list per tenervi informati sull'andamento della degenza... sperando che l'impegno di assistermi non gli rubi tutte le energie!

Ho lasciato la lista delle cose da fare per la signora delle pulizie...
Insomma, sono pronta.
Ormai manca davvero pochissimo!
Prima di partire per Aviano però vorrei ancora ringraziare tutti coloro che in questi giorni mi hanno trasmesso messaggi di solidarietà e di augurio e allora...
CREPI IL LUPO!!!

IN CULO ALLA BALENA!!!
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venerdì 29 febbraio 2008
Ci siamo!!!
Stamattina ho fatto tutti gli esami per il pre-ricovero: prelievo di sangue...







I globuli bianchi sono risaliti ALLA GRANDE!
Siamo a 5300, livello assolutamente normale: traguardo raggiunto giusto in tempo!

Elettrocardiogramma...
Controllo della pressione...
La minima era più alta del solito: secondo l'infermiera la causa è un po' di agitazione, ma io sospetto che ci sia lo zampino della vampata di calore che è arrivata poco prima di entrare nell'ambulatorio...
Raggi X del torace...

AngioTAC...

Anche questa volta la premedicazione ha evitato fastidiose reazioni al mezzo di contrasto.
Confermata la menopausa, si procederà con l'asportazione delle ovaie, ormai inutili, ma potenziale sede di ulteriori problemi oncologici.
Colloquio con il ginecologo...
Tutta la procedura è stata completata in mattinata: ancora un applauso all'infermiera del pre-ricovero che è riuscita ad organizzare tutto in modo così efficiente!
Resta solo la visita con l'anestesista, che si farà lunedì, quando saranno disponibili gli esiti di tutti gli esami di oggi.
Il ricovero è previsto lunedì mattina alle 9.
Intanto rispetto all'intervento siamo a -4...
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mercoledì 27 febbraio 2008
Pre-ricovero
Oggi mi hanno chiamato dal CRO per fissare l'appuntamento per il pre-ricovero: venerdì devo presentarmi alle 8 (SIGH!) per analisi del sangue, elettrocardiogramma, RX torace, visita ginecologica (per decidere cosa fare delle ovaie) e angioTAC per visualizzare meglio i vasi sanguigni vicini alla massa tumorale e dare al chirurgo un'idea più chiara della situazione.
L'infermiera che ha organizzato il pre-ricovero merita senz'altro un elogio per essere riuscita a programmare tutti questi accertamenti con così poco preavviso: ho il sospetto che abbia dovuto insistere non poco con i medici per ottenere la disponibilità necessaria...
Quando mi ha telefonato per l'appuntamento è rimasta un po' sorpresa nel trovarmi di buon umore, pare che i pazienti in attesa di intervento di solito siano piuttosto spaventati!
Intanto siamo a meno 6...
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martedì 26 febbraio 2008
Conto alla rovescia
Oggi ho incontrato di nuovo il chirurgo e il radioterapista per verificare la situazione e definire i dettagli dell'intervento, che è confermato per martedì 4 marzo.
Durante l'intervento sarà effettuata la radioterapia intraoperatoria, concentrando una consistente dose di radiazioni esclusivamente sulla zona del tumore: è possibile che questo trattamento provochi una lesione ad uno dei nervi della gamba, con conseguente riduzione della sensibilità a livello della coscia destra.
Ovviamente le complicazioni sono solo possibilità: con un po' di fortuna tutto filerà liscio!

I globuli bianchi sono ancora in sciopero: qualcuno ha suggerito che forse vogliono il rinnovo del contratto, ma non mi hanno fatto pervenire le loro rivendicazioni, quindi non saprei come accontentarli...
Il chirurgo ritiene comunque che il livello raggiunto (2700), insieme alla normale terapia antibiotica prevista per ogni operazione, sia sufficiente per questo tipo di intervento, che prevede una chirurgia "pulita", a basso rischio infettivo.
Se dovesse essere necessario, ci sarà la possibilità di intervenire con una terapia immunostimolante come era già stato fatto a dicembre, quando i globuli bianchi erano scesi a livello di emergenza: non è divertente, perchè le ossa fanno un male cane, ma funziona.
Comincia il conto alla rovescia!
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