venerdì 14 ottobre 2016

Cronache dal CRO 3 - Il naufragio della speranza

Sono le 7:10. Sono sveglia da quattro ore.
A casa, di notte mi sveglio una o due volte, per andare in bagno. Qui per ora non ho bisogno del bagno perché ho ancora il catetere, ma mi sveglio almeno ogni due ore per cambiare posizione. Mi giro, sistemo la calza che si arrotola sulla coscia, districo i tubicini delle flebo, controllo l'ora e poi mi riaddormento. Quasi sempre.
Stanotte, dopo il terzo risveglio, non c'è stato verso di riprendere sonno. Ci ho provato per un po', ma verso le 4 ho rinunciato. D'altra parte qui i passatempi non mancano.
Guardare il soffitto.
Sistemare la calza che si arrotola.
Annoiarsi.
Guardare la TV spenta.
Chissà come sarà la compagna di stanza.
Partitina a Farm Heroes Saga.
Guardare fuori dalla finestra.
Guardare le flebo. 
Annoiarsi.
Chissà se oggi mi fanno camminare.
Controllare le sacche dei drenaggi e del catetere.
Cercare una posizione più comoda. Inutilmente.
Partitina a Candy Crush Saga.
Chissà se la compagna di stanza mi lascerà tenere le veneziane aperte: speriamo che non le dia fastidio la luce.
Guardare le flebo.
Chissà se riesco a camminare.
Chiedermi quando mi toglieranno l'agocannula dal braccio, perché ogni volta che lo piego mi rimangono i segni del tappino.
Guardare il soffitto.
Chissà se la compagna di stanza guarda la TV. E cosa guarda.
Annoiarsi.
Guardare l'ora.
E poi,  finalmente,  arriva la compagna di stanza.
È del 1933.

3 commenti:

  1. Beh dai non è detto...io ho una zia del 1929 che è ancora parecchio arzilla e brillante!!! Spero sia così anche la tua compagna di stanza del '33...

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  2. La stessa età della mia mamma

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  3. Beh...avrà molto da raccontare... ;)

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