E sì, perché mica siamo come tutti gli altri, noi siamo una famiglia felina: alla mattina ci laviamo il muso e alla sera le zanne. E prima dei pasti, ovviamente, ci laviamo le zampe.
D'altra parte ormai lo sapete che non siamo tanto normali, no? Quindi anche le nostre manifestazioni di affetto hanno qualcosa di speciale.
Più di vent'anni fa, mia nonna Ester, guardando due gatti, il mio e il suo, che dormivano strettamente intrecciati l'uno con l'altro, osservò che trattandosi di animali era improprio dire che stavano abbracciati: erano "azzampati". Quella parola era talmente bella e rappresentativa, che da allora l'ho adottata senza riserve.
A casa nostra quindi ci si azzampa e ci si scambiano zampate. Ma tante!
Le manifestazioni di affetto qui sono sempre ottime e abbondanti e non ci facciamo mai mancare massicce dosi di coccole. L'unico che si tira un po' indietro da questo punto di vista è il felino alfa, il Ciccio: a lui piace farsi coccolare, ma non ricambia altrettanto generosamente. Il massimo che ci concede, ogni tanto, è di strofinare il muso contro la nostra mano e qualche volta, in via del tutto eccezionale, ci omaggia di una leccatina. Ma trattandosi di un gatto, bisogna accettare le sue condizioni.
(questo è il Ciccio che si fa coccolare e ricambia)
Torniamo agli umani.Le zampate qui sono all'ordine del giorno, anzi ce ne sono parecchie ogni giorno.
Ultimamente però la dose è cresciuta a dismisura. Prima c'era il bisogno di stemperare la tensione per l'esito dei controlli, poi la voglia di festeggiare il primo, ottimo risultato.
E allora vai di zampate.
Ogni occasione è buona e se non c'è l'occasione, la si crea.
Insomma, in questi giorni siamo... azzampatissimi!









