mercoledì 23 gennaio 2019

Non è facile

Le visite a Milano confermano una situazione difficile.
L'intervento chirurgico è molto complesso, perché la malattia è estesa e coinvolge tessuti già indeboliti dalle precedenti operazioni e dalla radioterapia.

Il chirurgo ortopedico non ritiene possibile inserire una protesi in sostituzione delle parti di osso del bacino che andranno asportate, perché il rischio di infezione sarebbe elevatissimo; considerati i precedenti, è probabile che abbia ragione. Se il femore è ancora sano, è possibile rimuovere le parti malate del bacino e riattaccare il femore a ciò che resta, più in alto, accorciando la gamba di diversi centimetri e conservando una funzionalità ridotta. Per dare la possibilità al femore di saldarsi nella nuova sede, sarà necessario un lungo periodo di immobilità assoluta, quaranta giorni con un'ingessatura dal torace al piede destro. Un calvario, ha preannunciato il chirurgo senza mezzi termini. Non faccio fatica a crederci.
Nel caso invece in cui anche il femore sia compromesso, sarà molto difficile riuscire a salvare la gamba.


Il lavoro del chirurgo oncologico si prospetta forse ancora più complicato e insidioso, in particolare per il coinvolgimento di vasi sanguigni importanti: se non sarà possibile eliminare le infiltrazioni tumorali dalla vena femorale, anche ricorrendo a innesti di tessuto sano, perderò la gamba.

Ma la cosa più difficile da digerire è la prospettiva che anche se tutto andasse nel migliore dei modi, la probabilità di ulteriori recidive resterebbe comunque elevatissima, quasi una certezza.
Siamo usciti dall'ospedale piuttosto frastornati; non è facile elaborare notizie come queste.
Il viaggio di ritorno è stato pieno di dubbi e incertezze. Vale la pena affrontare un percorso così duro, con una drammatica riduzione della qualità di vita per almeno un paio di mesi, per guadagnare forse solo poco tempo? Quali sono le alternative?

Una lunga conversazione telefonica con l'amico chirurgo mi ha aiutato a chiarirmi le idee. È vero che non c'è modo di sapere di quanto potrebbe aumentare la mia aspettativa di vita con questo intervento, ma è certo che, se non si interviene, il tumore continuerà a invadere la vena femorale fino a chiuderla, rendendo comunque necessaria l'amputazione della gamba, oppure a eroderne le pareti, provocando un'emorragia fatale. Senza questo intervento, quindi, mi resterebbe poco tempo e con una qualità di vita fortemente compromessa. Se tutto va bene, invece, potrò ancora camminare, anche se con un supporto, e con un po' di fortuna, la malattia potrebbe darmi tregua ancora per qualche anno.
Messa così, la scelta diventa più facile, ma non per questo meno faticosa.
Intanto ci dormo su.

25 commenti:

  1. Ti pensavo, e sono venuta qui a cercare tue notizie, e non volevo trovare queste. Mi vengono da dire solo parolacce... Buonanotte Mia, grazie come sempre per le tue parole

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo che il repertorio del turpiloquio in queste occasioni si arricchisce parecchio...

      Elimina
  2. Non ci sono suggerimenti da dare, sei molto più esperta di me. Non ci sono parole dadire, che non siano banali o superflue. Posso solo dire che può forse aiutarti analizzare bene e con razionalità le varie proposte, ma alla fine seguire il tuo istinto. Per quel che ti conosco, sceglierai di fare comunque qualcosa (se non la chirurgia, la chemio). Non ti ci vedo a tirare i remi in barca.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La chirurgia senz'altro, si tratta di capire quanto demolitiva.

      Elimina
  3. Praticamente devi scegliere tra la padella e la brace, tenendoti il forno rovente come carta di riserva. Così da ignorante valuterei la gambectomia, dato che il rischio di recidive è così alto da vanificare i benefici (ma ce ne sono?) del patchwork. Mollare tutto ora, anche a me sembra prematuro. Vediamo che consigli ti porta la notte, un bacione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti il dubbio è tra un intervento conservativo, ma con un post-operatorio davvero difficile, e uno demolitivo, ma più "semplice"

      Elimina
  4. situazione difficile, nella quale è diffcile dare consigli o pareri

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma possiamo sempre buttarla in vacca, che almeno si ride!

      Elimina
    2. Allora direi che sono venute già due palle anche alla donnina ingessata disegnata.. :)

      Un abbraccionissimo

      Elimina
  5. *Echecazzo* si puo' dire, no? Tanto ormai l'ho detto...
    Ti voglio bene, Mia
    Michela

    RispondiElimina
  6. Non so davvero cosa dire che non risulti assolutamente inadeguato ed inutile.
    Un abbraccio fortissimo

    Lina

    RispondiElimina
  7. Ciao, Mia. Ti seguo da anni e continuerò virtualmente a starti accanto, comunque sia. sorridendo dei tuoi sorrisi!

    RispondiElimina
  8. Non voglio dire le solite banalità. Ti ho sempre seguita con tanto tanto affetto e continuo a farlo. Mi sembrava un momento giusto per palesarmi e ricordarti che ti siamo vicini. È una decisione delicata, anche io seguirei il consiglio del tuo amico. Ti aspettiamo. Anna

    RispondiElimina
  9. Un bravissimo chirurgo un giorno mi disse 'finché si può operare va sempre bene'. Il buono è che hai ancora in mano la carta della chirurgia, giocatela benissimo Mia, la tua intelligenza e i professionisti che ti seguono sapranno guidarti. Noi qui non abbiamo strumenti per consigliarti, ma ti vogliamo bene e ti abbracciamo. Gio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sottoscrivo in pieno. Finché c'è l'opzione chirurgica, posso sperare di sfangarla. Grazie

      Elimina
  10. Un abbraccio! Syl

    RispondiElimina
  11. Eccheccavoli

    Un abbraccio. Di più non saprei che dire

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche Eccheccazzo va bene.
      Un abbraccio forte forte a te.

      Elimina