sabato 12 novembre 2016

Cronache dal CRO 11 - Venere

Rimane l'invito a evitare visite e telefonate, ma con un po' di pazienza, dovrei riuscire a spiegare come sono finita di nuovo qui.
Tra lunedì e martedì, il drenaggio si è bloccato definitivamente, trasformando la notte in un incubo di dolore e gonfiore. Martedì mattina prima delle otto ero già al CRO, in modo che il chirurgo potesse vedermi prima di entrare in sala operatoria. Preso atto della situazione, ha sfilato il tubo dalla gamba e ho passato le successive due ore a zampillare come una fontana, mentre il dolore veniva sostituito dal sollievo.
Dopo aver inzuppato quattro o cinque grossi pacchi di garze, mi hanno applicato un sacchetto da stomia, soluzione meno efficace del drenaggio perché raccoglie solo i liquidi superficiali che escono spontaneamente dal foro, senza aspirare in profondità.

Sono tornata a casa, ma nel pomeriggio, si è bloccato anche il sacchetto e ha iniziato a salirmi la febbre. A furia di camminare e massaggiare, sono riuscita a rimuovere il grumo di fibre filamentose che aveva provocato l'ostruzione e ho fatto scendere la febbre con l'aiuto di un antipiretico, ma nel frattempo la gamba aveva cominciato a gonfiarsi dolorosamente. Mercoledì ho cercato di gestire la situazione camminando e massaggiando, per facilitare il deflusso della linfa. Alla sera la febbre è salita parecchio, accompagnata da brividi di freddo. Ho passato la notte battendo i denti sotto al piumone. Più due coperte. Più una trapunta.

Giovedì mattina Renato mi ha riportato al CRO, febbricitante e in preda a nausea, conati di vomito, brividi e dolori lancinanti. Già, perché nel frattempo anche il nodulo del gluteo aveva deciso di unirsi alla festa, probabilmente irritato dal gonfiore della gamba, coinvolgendo anche il nervo sciatico, per cui il dolore arrivava ormai dappertutto, dall'inguine alle dita del piede, davanti e dietro, e non riuscivo quasi più a muovere la gamba. La coscia era bollente, gonfia, congestionata e arrossata, l'inguine rigido come un pezzo di legno.
I medici sono rimasti colpiti: non mi avevano mai visto così sofferente e hanno deciso di ricoverarmi... nello stesso letto del mese scorso. In camera ho ritrovato una delle compagne di tavolo del precedente ricovero, anche lei rientrata a causa di problemi con un drenaggio. Finalmente una compagna di stanza simpatica e più o meno della mia età...  infatti è stata dimessa il giorno seguente.
Hanno iniziato subito a somministrarmi soluzioni idratanti con elettroliti, antibiotico e antipiretico. Nel pomeriggio è venuto a visitarmi un anestesista, che dopo un esame scrupoloso mi ha prescritto una terapia del dolore a base di un potente oppiaceo, che ho accolto con gratitudine, nonostante la mia storica riluttanza ad assumere analgesici. Tanto per dare un'idea di che cosa sto parlando,  si tratta di un farmaco più potente della morfina, che non mi annulla i dolori, li rende solo sopportabili.
In tarda mattinata ho fatto un'ecografia. Indovina, indovinello? C'è un linfocele di dieci centimetri nei tessuti profondi dall'inguine! Tanto per non perdere le vecchie abitudini...

Riepilogando.
La febbre sale e scende nel corso della giornata in modo apparentemente casuale, con punte oltre 39°. 
L'oppiaceo mi aiuta a sopportare il dolore, al prezzo di forte sonnolenza, vertigini, nausea e rischio di sviluppare dipendenza, perché qui non si prospettano soluzioni a breve. 
Il foro del drenaggio spurga molto poco, meno di un quarto rispetto a quando c'era il tubicino. Tutto il resto si accumula nella gamba, che ha una circonferenza di oltre 90 centimetri e sembra un blocco di marmo. Chiamatemi Venere.


11 commenti:

  1. Ti penso sperando che tu stia un pochino meglio e che tu possa ritrovare un po di benessere. A.

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  2. Mia, grazie per aver trovato la forza di raccontare questa ennesima sventura...
    Ti auguro che tutto vada al meglio possibile, e tanto, tanto coraggio per i prossimi tempi...
    Michela

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  3. grazie per aggiornarci puntualmente...ti seguo e spero veramente che inizi una svolta positiva per la tua gamba e per te...forza

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  4. Grazie degli aggiornamenti. Facciamo tutti il tifo per te!
    Un abbraccio forte,
    Anna

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  5. Grazie Mia, spero la situazione migliori al più presto e tu possa aggiornarci con buone notizie. Un enorme abbraccio!

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  6. Cara Mia, faccio un tifo sfegatato per te! Un abbraccio grande!
    Ilaria

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  7. ti penso pure io...

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  8. Leggo da molto tempo ma non avevo mai scritto, lo faccio ora perché non capita quasi mai di legger ti così sofferente, mi dispiace davvero che, dopo tante operazioni affrontate, adesso per un drenaggio tu sia in questa situazione. Cerca di stare meglio, ti pensiamo!

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  9. Ciao Mia,
    ti pensiamo...spero che tu stia meglio!!
    A.

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  10. Mi dispiace ti mando un bacetto.
    Speriamo che i dottori trovino una soluzione.
    Ok gli oppiacei e a gogò se servono a non sentire troppo male, ma ragazzi miei qui stiamo parlando di Venere.......muovetevi a trovare una soluzione a quel drenaggio dell'accidenti.

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  11. Ho detto bene Mia???
    Dici che mi hanno sentito?!!

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