venerdì 2 maggio 2014

Un blog che merita una visita

Si chiama Alessio, ha 20 anni e un sarcoma osseo.
E scrive in modo fantastico.
Andate a trovarlo, ne vale la pena

http://guerraalcancro.blogspot.it/


domenica 27 aprile 2014

Evoluzione

Credo di non aver mai raccontato come è nata l'idea di questo blog: rimedio subito.
Quando mi è stata diagnosticata la recidiva, a settembre 2007, numerosi parenti e amici scrivevano e/o telefonavano per sapere come stavo, quale sarebbe stato il percorso terapeutico, se avevo bisogno di qualcosa...
Le persone che si interessavano alla mia situazione erano davvero tante ed era oggettivamente difficile rispondere singolarmente a tutti, per cui iniziai a utilizzare l'e-mail come strumento di comunicazione collettiva. 
Da subito decisi di dare ai miei messaggi un tono per quanto possibile leggero e ironico, riempiendoli di immagini buffe: ero ben decisa a non permettere alla malattia di rubarmi il sorriso.
Dopo le prime tre o quattro mail, ricevetti la risposta del mio amico Ugo, che insieme agli auguri per la mia salute inserì una proposta: "Perché non apri un blog?"
"Che bella idea, Ugo!" pensai leggendo. E subito dopo: "Ma che cos'è un blog?"
Davvero non ne avevo idea: fu necessaria una visita a Wikipedia per scoprirlo.
Ma Ugo non è ingegnere per niente: in calce alla sua mail aveva inserito un link alla guida di blogspot per creare un blog.
Decisi che era proprio quello che mi serviva e mi ci buttai a pesce.

Pochi minuti dopo si presentò la prima difficoltà.
Non si trattava di un problema tecnico, io non sono certo a digiuno di informatica e il tutorial era chiarissimo, ma era comunque una questione fondamentale: dovevo dare un titolo al blog.
Rimasi bloccata per diversi minuti nel tentativo di condensare in poche parole quello che era il mio scopo in quel momento: raccontare la mia storia di malata di cancro in modo lieve, se possibile addirittura divertente.
Ne venne fuori "Contro il cancro con un sorriso - Cronaca quasi seria della mia battaglia contro il cancro". Non mi entusiasmava, ma in quel momento ero ansiosa di iniziare la mia avventura di blogger e non mi venne in mente nulla di meglio.

Ero molto orgogliosa della mia decisione di aprire un blog e pensavo - molto ingenuamente - di aver fatto qualcosa di unico e speciale. Nessuna meraviglia: sono piuttosto egocentrica già di mio e in quel periodo di malattia ero particolarmente portata a pensare che il mondo girasse unicamente intorno a me.
Solo molti mesi dopo scoprii di non essere l'unica cancer-blogger al mondo... e per la verità nemmeno la migliore.
La scoperta degli altri blog fu un duro colpo per il mio orgoglio: non solo ce n'erano tanti, ma alcuni erano davvero splendidi. Uno più di tutti.
E avevano titoli bellissimi, evocativi, pieni di significato: On the widepeak, Le nebbie di Avalon, L'insieme di Julia... Il mio, al confronto, era di una banalità imbarazzante.
L'unica parte che mi piaceva era l'identificativo che avevo scelto per l'indirizzo: miasorriso.

In questi sei anni e mezzo di vita del blog ho pensato più volte di cambiare quel titolo, ma mi ha sempre frenato l'idea che avrei compromesso l'identità del blog, che l'avrei in qualche modo rinnegato.
È anche vero però che in questi anni il blog è cambiato e si è evoluto: con l'aumentare della distanza temporale dalla malattia, i post in cui parlo di cancro si sono fatti sempre meno frequenti rispetto a quelli che trattano altri argomenti.
È cambiato anche il mio modo di considerare la malattia. La parola "contro" non mi piaceva già all'inizio e ora mi piace ancor meno, perché implica un'emozione negativa, un senso di ostilità che mal si concilia con l'obiettivo di raggiungere uno stato di benessere fisico e spirituale. Ora tendo a considerare quel periodo non come una battaglia, ma come un tratto particolarmente faticoso del mio cammino di vita. E in questo cambiamento c'è sicuramente lo zampino di Anna.

Non ho ancora deciso se cambiare titolo al blog oppure no, ma intanto rifletto sulle possibili alternative. Magari se trovo quella "giusta" faccio il grande passo.
In realtà il titolo perfetto l'avevo trovato nell'autunno del 2010, ma l'ho messo a disposizione di un progetto più grande (ebbene sì, concedetemi questo momento di orgoglio personale: il titolo Oltreilcancro è una mia creatura e anche il logo con il sole).
NON si accettano suggerimenti sull'eventuale nuovo titolo: l'obiettivo è trovare qualcosa che mi rappresenti, quindi deve venire da me.
Però vi sarei grata se partecipaste al sondaggio che ho inserito in alto a destra, per conoscere la vostra opinione sull'opportunità o meno di modificare il titolo. Come di consueto, anche i commenti al post sono i benvenuti.

lunedì 21 aprile 2014

Gli ultimi pensieri famosi

Una delle convinzioni più diffuse in merito alle persone che hanno avuto il cancro è che la malattia abbia insegnato loro ad apprezzare le cose buone della vita, prima fra tutte la salute.
Probabilmente questo è vero per qualcuno, forse per molti. Per me assolutamente no.
Non perché io non sappia apprezzare le cose buone, ma proprio per il motivo opposto: non le ho mai date per scontate.
Ricordo nitidamente che, quando andavo alle scuole medie, nelle giornate in cui mi sentivo anche solo discretamente mi dicevo che avrei messo la firma per non stare mai peggio di così: già da ragazzina consideravo una fortuna il fatto di godere di buona salute.
Ho sempre riconosciuto anche il valore dei piccoli piaceri quotidiani: un libro, un bicchiere d'acqua fresca quando ho sete, il pane appena sfornato, ancora tiepido e profumatissimo, rintanarmi al calduccio sotto il piumone in una notte invernale... E la gioia di ammirare le meraviglie della natura: un tramonto coloratissimo, una notte stellata, le montagne innevate sullo sfondo, un albero, un fiore, un gatto...
Insomma, non ho avuto bisogno di una malattia grave per imparare ad apprezzare la vita, ci riuscivo benissimo già prima.
Quindi - per inciso - evitate di propinarmi scemenze del tipo: "Però tu (che hai avuto il cancro - ndr) adesso riesci ad apprezzare di più la vita e a dare il giusto peso alle cose!" Come se ammalarsi di cancro fosse una fortuna. O se fosse necessaria una malattia per capire cosa è importante nella vita.

Fine del pistolotto introduttivo, il cui senso si chiarirà nel prosieguo del post.

Quest'anno la Pasqua è stata l'occasione per spignattare un po', dopo settimane di impegni così fitti da non lasciarmi nemmeno il tempo di preparare una pasta al burro: stare tutti i giorni fuori dalla mattina alla sera e quasi sempre anche dopo cena non favorisce certo la vocazione culinaria. E a pensarci bene, non favorisce nemmeno l'aggiornamento del blog.
Ieri ero impegnata a preparare il mio contributo al pranzo pasquale, organizzato come di consueto dagli zii (che otto giorni fa sono diventati nonni: benvenuta piccola Zoe!) per il quale io di solito sono incaricata di fornire antipasti, verdure cotte e dolce. Quest'anno avevo deciso di proporre hummus di ceci, spuma di prosciutto e mousse di salmone da spalmare sui crostini, tartellette agli asparagi, mix di verdure al forno e un esperimento di pasticceria con cui volevo cimentarmi da tempo e che è riuscito abbastanza bene:


Dopo aver preparato lo zucchero a velo con un piccolo frullatore elettrico, vecchissimo, che originariamente usava mia nonna per macinare il caffè e mentre il mio adorato Kenwood Chef Titanium montava tuorli e zucchero per la crema, io frullavo i ceci con la tahina e il succo di limone per l'hummus con l'accessorio mixer del Minipimer.
Fedele all'atteggiamento che ho descritto nell'introduzione, riflettevo sulla comodità dei miei elettrodomestici da cucina, apprezzando il grande risparmio di tempo e di fatica che mi consentono. Mi dicevo che è una fortuna poter disporre di tante attrezzature, programmandone mentalmente le lavorazioni successive: la pasta frolla nel Kenwood, la mousse di salmone e la spuma di prosciutto nel mixer del Minipimer, la panna montata per la mousse con l'accessorio frusta.


Mai avrei potuto affrontare quell'impegno senza il supporto della mia tecnologia da cucina ed ero molto grata di avere a disposizione tutti quegli strumenti.
Se le avessi pronunciate ad alta voce, sarebbero state le ultime parole famose, invece le ho solo pensate, quindi si possono definire gli ultimi pensieri famosi.
Perché dopo aver frullato l'hummus, il mixer del Minipimer è morto. Defunto. Deceduto. Trapassato.
Non un problema di motore, si è bloccato il sistema di trasmissione del movimento che si trova nel coperchio e non c'è stato verso di farlo ripartire.
Niente panico: ho usato il frullatore a immersione per la spuma di prosciutto, che è venuta solo un po' meno cremosa di come avrei desiderato, e il mixer grande per la mousse di salmone... e alla fine ho comunque apprezzato la fortuna di avere addirittura la possibilità di utilizzare attrezzature sostitutive quando una non è disponibile. E ho potuto dare il mio contributo al pranzo pasquale

A proposito... Buona Pasqua!


mercoledì 9 aprile 2014

Scene di caccia

Aki vede alcuni storni che becchettano tra l'erba in fondo al giardino.
Parte, pancia a terra.
Lo guardo da dietro la porta a vetri del salotto.
Due passi.
Si mimetizza in mezzo al timo in fiore.
Faccio il tifo per lui.
Altri due passi.
Si appiattisce vicino all'erba cipollina.
Lo incoraggio silenziosamente: vai, piccolo cacciatore!
Ancora un passo.
Orecchie basse e sguardo feroce.
Un passerotto si posa poco distante e lui lo punta, con il corpo snello vibrante di tensione.
Attende pazientemente il momento giusto, agitando appena la punta della coda.
Il passerotto non si è accorto del micio in agguato e sbeccotta tranquillo tra le piante aromatiche.
Aki scuote lievemente il posteriore, si prepara al balzo...

E da dietro arriva quel patatone di Gandalf, zompettando allegramente con la grazia di un ippopotamo, e fa scappare tutti i volatili nel raggio di trenta metri.

Dietro alla porta a vetri, mi scompiscio dal ridere.


giovedì 3 aprile 2014

Fattori di rischio

Una newsletter dell'American Institute for Cancer Research mi informa che il sovrappeso costituisce un fattore di rischio per il cancro delle ovaie.
Ma tanto io le ovaie non ce le ho più.


PS: non ho abbandonato il blog, sono solo impegnatissima con il lavoro. Chi mi conosce capirà se dico che mi sto alzando alle sette e mezza almeno cinque mattine a settimana... e qualche volta anche alle sei.

domenica 9 marzo 2014

Buona (anche) la seconda!

Visto che la prima volta era andata bene, ci ho riprovato.
Un altro concorso letterario, con un tema che ha stuzzicato la mia creatività.

Come l'altra volta, prima di iniziare a scrivere ho lasciato per diversi giorni che l'idea prendesse forma, che i pensieri diventassero parole, prima vaganti e poi via via più definite e organizzate. Ho cominciato a costruire qualche frase, ad ascoltarne silenziosamente il suono, a definire un ritmo. E poi ho scritto, letto, corretto, riletto, riscritto, limato, aggiunto, tolto, cambiato...
Alla fine ne è venuto fuori qualcosa che ho ritenuto presentabile e l'ho spedito.
Non si vince un premio: le opere selezionate verranno lette in alcuni locali e poi pubblicate in un volume.
Il concorso è aperto fino alla fine di marzo, ma la mia creazione è già stata selezionata e ieri sera c'è stata la prima lettura, che ho fatto personalmente in un ristorante di Pordenone, cogliendo l'occasione per sfoggiare un look assolutamente inedito a base di abitino rosso fuoco e scarpe di vernice con tacco altissimo con cui devo ancora capire come si fa a camminare. Ma questa è un'altra storia.
Eccola qui, per chi ha il tempo e la pazienza di leggerla.


Lezione sugli uomini

Con l'uomo, cara amica, stai attenta
i maschi hanno la crescita più lenta
La bimba a tredici anni è già una donna
lui della mamma ancor cerca la gonna
Rimane bambinone ed incosciente
persino quando è più che adolescente

Si pone dei traguardi limitati
bisbocce con gli amici più fidati
mangiare tanto, bere un po' di tutto
e chiudere ogni pasto con un rutto
Intorno ciò che accade non lo tocca
e l'unico interesse è per la gnocca

Ancora ci vorrà molta pazienza
perché conquisti un po' di indipendenza
ma mica tanta: in fondo ogni maschietto
necessita di essere protetto:
la mamma, poi la moglie e anche l'amante
e a novant'anni, infine, la badante

E tu, povera ingenua, gli hai creduto
quando ha giurato d'essere cresciuto
pronto per una casa, una famiglia
ma gli interessa solo la bottiglia
Sognavi nella vita il grande amore
invece ti ha spezzato un braccio e il cuore

Sul viso ancora i segni dei ceffoni
perché non gli hai stirato i pantaloni
Adesso l'hai capito, è una carogna
ma in fondo provi un senso di vergogna
che forse quando scoppia la violenza
sei tu che gli fai perder la pazienza

Ci pensi mentre stai lavando i piatti
ne parli solamente coi tuoi gatti
nemmeno con le amiche più fidate
son cose da tenere riservate
Rispondi alla domanda più temuta
che no, non ti ha picchiata, sei caduta

Ma gli uomini non sono tutti uguali
ne esistono anche tanti di normali
Sicuro, son tutt'altro che perfetti
di solito han valanghe di difetti
però non sono bestie, sono umani
non alzano la voce né le mani

Piuttosto c'è il problema che sovente
non alzano davvero proprio niente
Per loro è già uno sforzo sovrumano
alzare il posteriore dal divano
e puoi considerare un gran guadagno
se alzano la tavoletta in bagno

E poi, quando la sera andate a letto
rimpiangi quel focoso ragazzetto
che aveva in mente solamente il sesso
almeno si trombava un po' più spesso
Ora ti basterebbe, sul più bello
che rimanesse alzato almeno quello!

C'è anche la questione del lavoro
sul quale hanno opinioni tutte loro
In fabbrica e in ufficio non c'è orario
fanno ore e ore di straordinario
ma tutta questa lena e buona voglia
si spegne pressappoco sulla soglia

Son fabbri, elettricisti, muratori
però mai dentro casa, solo fuori
Le loro superiori abilità
son destinate alla comunità
agli altri pronti a tendere la mano
ma tu meglio se chiami un artigiano

In casa lui non muove neanche un dito
e se ne sta servito e riverito
Se devi riparare le persiane
conviene che ti trovi un falegname
e per lavare i panni e le lenzuola
è meglio che ti arrangi a far da sola

Lui non affronterà la stiratura
nemmeno minacciato di tortura
e attenta se lo mandi a far la spesa
che arriva quasi sempre la sorpresa
ti riempirà di cibo spazzatura
dimenticando il latte e la verdura

Sugli abiti che porti ha da ridire
però lui non ha gusto nel vestire
gli manca proprio il senso dei colori
e i suoi accostamenti sono orrori
indossa ciò che trova nel cassetto
e mescola bermuda e doppiopetto

Pare distratto, disattento e ozioso
eppure è estremamente vanitoso
è sempre ossessionato dai capelli
ricorda che li aveva lunghi e belli
Ma il taglio si fa sempre un po' più corto
e quando perde il pelo… fa il riporto!

Non si ricorda mai l'anniversario
nemmeno se ha davanti il calendario
quel giorno evidenziato a pennarello
non dice proprio niente al suo cervello
però delle partite di pallone
sa dirti risultati e formazione

Ma dove mostra appieno il suo vigore
è nella relazione col dolore
Pretende l'intervento del dottore
persino per un lieve raffreddore
e per il mal di testa più banale
è quasi pronto per il funerale

Se lui per una semplice influenza
richiede mesi di convalescenza
a te dice di alzarti, tuo marito,
mezz'ora dopo avere partorito
Dovesse lui pagare questo prezzo
saremmo tutti estinti da un bel pezzo

Insomma: il maschio è proprio limitato
in fondo, quando è stato progettato
era una prova, il primo tentativo
a malapena conscio d'esser vivo
e Dio, dopo un'attenta riflessione
la donna ha realizzato a perfezione

Ma se proprio non riesci a stare senza
dovrai armarti di molta pazienza
per renderlo affidabile ed attento
gli servirà un bel po' di addestramento
Tu adotta polso fermo e decisione
vedrai che ti darà soddisfazione!

lunedì 3 marzo 2014

Conversazioni domestiche - 6

Lui: (premuroso) "Come stai?"
Io: (lamentosa) "Mi fa male la faccia, mi fa male la schiena, mi fanno male le giunture e sono tutta congestionata!"
Lui: (tenero) "Povero il mio amore che sta malissimo..."
Io: (lagna) "Sì!" (pausa di riflessione) "Ehm... beh, non esageriamo. In fondo ho il raffreddore, non la peste bubbonica!"

È proprio vero che parlare - e anche scrivere - aiuta a guardare le cose nella giusta prospettiva.

PS: però comincio a scocciarmi di ricevere due giorni di sinusite omaggio ogni volta che piglio un raffreddore!