mercoledì 23 settembre 2026

A rate

Sto cercando di gestire un post chemio piuttosto lungo e impegnativo: a distanza di due settimane dall'infusione ho ancora problemi di nausea, vomito e tanta stanchezza.
Per due volte ho pensato di esserne uscita, la scorsa settimana ho avuto un paio di giornate buone che mi hanno fatto credere di aver smaltito gli effetti fastidiosi, ma entrambe le volte il giorno successivo ho vomitato anche l'anima.
In effetti per la maggior parte del tempo sto benino, basta che rimanga ferma e zitta, perché la nausea risale appena mi muovo, dove muovermi non significa fare la maratona di New York, ma compiere azioni davvero minime come andare in bagno, cambiare posizione sul letto o sul divano e talvolta anche solo allungare la mano per accarezzare Ettore che mi fa compagnia sul letto oppure prendere qualcosa sul comodino. E se pensate che andare in bagno possa essere uno spostamento impegnativo, dato che nella zona notte per motivi di spazio non posso usare la sedia a rotelle ma devo camminare con il deambulatore, considerate che non devo raggiungere una baracca in fondo al giardino e nemmeno attraversare i corridoi chilometrici di un grande palazzo, ma entrare in una stanza di due metri per due la cui porta si trova a circa sessanta centimetri dal bordo del mio letto: praticamente con un passo sono dentro e con altri due raggiungo l'angolo più lontano.


Eppure in questi giorni mi tocca spesso fare tutto a rate e io odio rateizzare.
Sono una persona da "tutto subito", non mi piace avere questioni in sospeso e sono stata educata da mia nonna, che era una ferma sostenitrice del concetto che si compra soltanto ciò che ci si può permettere di pagare interamente e per la quale l'idea di avere un debito era un disagio insopportabile. 
Riconosco che ci sono situazioni in cui è inevitabile frazionare una spesa, ma per me sono limitate a pochissimi beni e servizi assolutamente essenziali: la casa di abitazione, le spese mediche/dentistiche e l'automobile per andare al lavoro. 
Nel 1987 per acquistare l'appartamento di Padova che ho utilizzato nel periodo universitario ho dovuto ricorrere a un mutuo, ma è stata un'esperienza estremamente impegnativa: all'epoca il tasso ufficiale di sconto* era del 12%, i tassi di interessi sui mutui erano intorno al 13% e il rimborso delle rate è stato davvero molto gravoso e ha costretto me e mia madre a diversi anni di drastici risparmi e rinunce.
Per le cure mediche mi capita molto raramente di ricorrere a prestazioni a pagamento, usufruisco quasi sempre del SSN, e non ho mai avuto bisogno di cure dentistiche costose; la mia dentista dice che è merito della mia scrupolosa igiene orale, ma io penso che sia soprattutto fortuna, perché conosco persone che hanno enormi problemi dentali nonostante un'igiene maniacale.
Anche in occasione dell'acquisto della mia prima (mezza) automobile sono stata fortunata, perché avevo appena ricevuto una piccola eredità derivante dalla vendita della mia quota, un ottavo, della casetta della mia nonna paterna che era mancata da poco; in pratica è stato l'unico contributo economico che mi sia mai arrivato da parte di mio padre e solo perché lui era già morto l'anno precedente. Quella cifra ha coperto quasi esattamente la mia quota del prezzo dell'auto che avevo acquistato insieme al mio compagno.
Non che io ritenga in assoluto sbagliato comprare altre cose a rate, ma personalmente non lo farei mai, mi provocherebbe un fastidio inaccettabile e rimango sempre basita nel vedere persone che contraggono debiti per cambiare il televisore o il cellulare o per andare in vacanza.
Fine della digressione, torniamo al tema principale.

In questi giorni per non alimentare la nausea devo muovermi a rate. 
Alla sera dopo aver fatto la doccia spesso sono costretta a tornare in camera, stendermi sul letto, applicare tecniche di respirazione e rilassamento per placare i conati di vomito e riposare un'oretta prima di alzarmi di nuovo per lavarmi i denti e prendere i farmaci serali. Quando riesco a scendere al piano terra, prima di affrontare qualsiasi attività devo riposare un po' sul divano e in generale devo prevedere lunghe pause intermedie per riuscire a fare qualsiasi cosa che comporti anche solo un minimo impegno fisico.
Come sempre, niente di drammatico, tutto fastidioso.


*Tasso ufficiale di sconto (TUS): era il tasso con cui la Banca centrale concedeva prestiti alle altre banche; dal 1999 è stato sostituito dal Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR).

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