venerdì 16 maggio 2008

Cose belle

Mercoledì è nata Chiara.


Chiara è la seconda figlia di mia cugina Maria Cristina e di suo marito Lorenzo.

Cosa c'entra con il blog?
Apparentemente niente, ma la mia vita non è fatta solo di cancro, ma anche di cose belle come questa nuova vita che inizia, portando un dono di gioia, sorrisi e speranza per tutti.

Anche per chi legge il mio blog.

Benvenuta, Chiara!



martedì 6 maggio 2008

Normalità

Sto tornando ad una vita "normale".

Dopo la rimozione del catetere venoso e la completa cicatrizzazione di tutti i tagli, fori e forellini vari, ho potuto smantellare la farmacia che avevamo dovuto creare nel bagno della camera, riportando nella loro collocazione abituale garze e guanti sterili, mascherine da chirurgo, cerotti di vari tipi e dimensioni, acqua ossigenata, soluzione fisiologica, disinfettante e sapone antibatterico.



Finalmente posso fare doccia libera da medicazioni e mi pare quasi strano entrare nel box direttamente, senza il rito preliminare a base di domopak e cerotti che aveva preceduto ogni doccia degli ultimi sei mesi, passare la spugna senza il timore di bagnare o spostare una medicazione, mettere la crema sulla zona di pelle irritata e screpolata dopo sei mesi di cerotti.


E naturalmente sono tornata in piscina!

È stato fantastico immergersi di nuovo nell'acqua dopo tanto tempo: ho iniziato prudentemente con un po' di relax nella piscina piccola, quella per i bambini, ma l'immediata sensazione di benessere mi ha subito convinta di poter affrontare tranquillamente la vasca più grande.
Mi sono mossa con calma, nuotando lentamente per riprendere la percezione del corpo e dei movimenti nell'acqua senza rischiare danni o traumi.Un po' strana la sensazione sulla coscia destra, dove pelle in alcune zone è quasi insensibile a causa del danno al nervo e la ridotta percezione della pressione, della temperatura e del contatto con l'acqua aumenta la sensazione di intorpidimento.
Ho fatto una ventina di vasche, intervallandole con periodi di riposo: rispetto agli altri movimenti (camminare, pedalare in bicicletta) il nuoto sembra decisamente meno irritante per i nervi e i tessuti della zona operata, probabilmente grazie alla possibilità di muovere le gambe senza caricare peso sul bacino.


Piccoli passi verso la normalità, anche se questa volta il percorso è più lungo e più difficile rispetto a due anni fa: le conseguenze dell'intervento si fanno ancora sentire con qualche fitta dolorosa all'addome quando tossisco o starnutisco, alcune - i danni ai nervi - saranno permanenti.

Resta il timore di un'altra recidiva, una sensazione di incertezza che limita gli orizzonti e impedisce al pensiero di andare troppo in là, verso il futuro.

Ma l'importante è essere ancora qui, avere ancora la possibilità di camminare e tanti amici al mio fianco su questa strada.

mercoledì 23 aprile 2008

Libera!

Dopo qualche dubbio legato ai globuli bianchi ancora scarsi (2900), finalmente oggi mi hanno tolto il catetere venoso.

L'intervento è durato pochi minuti, un po' di dolore all'inizio, quando il medico ha "scavato" nel foro per raggiungere la guaina di rivestimento del tubicino, ma complessivamente il disagio è stato molto contenuto. Tra un paio di giorni potrò togliere gli steril strip (i cerotti che possono sostituire i punti nelle piccole ferite) e poi potrò finalmente sguazzare!


Ben più impegnativo e stancante si è rivelato il recupero delle TAC che avevo lasciato ai medici prima dell'intervento: ho dovuto girare da un piano all'altro, da un reparto all'altro, mi sembrava di essere nel cartone animato "Le dodici fatiche di Asterix", quando Asterix e Obelix per farsi rilasciare un documento vengono spediti da un ufficio all'altro fino a rischiare la pazzia...

Alla fine sono riuscita a recuperare quasi tutto, manca solo il CD dell'ultima TAC, ma non avevo più energie e il nervo della gamba cominciava ad irritarsi... sarà per la prossima volta, cioè a metà luglio, quando farò la visita di controllo.

martedì 15 aprile 2008

Libertà in vista!

Finalmente, dopo un'intensa trattativa sono riuscita ad ottenere dall'oncologo l'autorizzazione a togliere il catetere venoso: fisserà l'appuntamento e mi comunicherà data ed orario per la rimozione.
Può sembrare una piccola conquista, ma ha un buon sapore di libertà.

Libertà dalle medicazioni, dai lavaggi e dai cerotti, libertà dal prurito, dalla pelle che tira, dal continuo timore di infezioni, libertà di sudare, di fare la doccia, di nuotare...

Per il resto la situazione è abbastanza buona: dolori e fastidi ci sono ancora, ma a livelli sicuramente sopportabili.
I movimenti sono ancora limitati, in particolare faccio fatica a piegarmi a causa della pressione nell'addome; i nervi danneggiati formicolano, qualche volta fanno un po' male, ma in genere si tratta di disagi di modesta entità e di breve durata.
Passo ancora molto tempo distesa, ma mi alzo sempre più spesso e riesco a restare seduta anche per un paio d'ore consecutive... purchè la sedia sia abbastanza comoda!

Stamattina sono riuscita persino a concimare il prato, anche se poi la stanchezza si è fatta sentire.


Il recupero è più lento di quanto avevo sperato, ma sono fiduciosa sul risultato finale: ho intenzione di tornare in forma e riprendere tutte le mie attività!


E dato che non ho ancora vinto al SuperEnalotto, spero di tornare presto al lavoro...

martedì 8 aprile 2008

Meglio

Venerdì scorso ho fatto la TAC per valutare meglio la situazione del versamento interno, riscontrando che il volume del liquido è rimasto sostanzialmente uguale rispetto a quanto valutato con l'ecografia.

Con l'occasione, il radiologo ha accertato anche che i linfonodi stanno bene e non ci sono noduli nè altri segnali che possano far pensare ad un residuo di malattia o ad una recidiva del tumore: finalmente una buona notizia!

Stamattina sono stata ad Aviano: l'oncologo ritiene che sarebbe meglio evitare tentativi di drenaggio o aspirazione del versamento, perchè ci sarebbe il rischio di infezioni, comunque ne parlerà con il chirurgo e valuteranno insieme la TAC.
Nel frattempo mi ha prescritto una terapia antinfiammatoria per dare sollievo ai tessuti irritati.

Negli ultimi 2-3 giorni comunque la situazione è migliorata spontaneamente: se rimango tranquilla non ho dolori, i movimenti sono più agevoli e riesco a restare seduta un po' più a lungo, anche un'ora, prima di sentire il bisogno di stendermi; gli spostamenti in macchina però mi risultano ancora faticosi, perchè alla posizione seduta si sommano le vibrazioni e i sobbalzi dell'auto.

Questi passi avanti, anche se piccoli, sono di grande aiuto per il morale: danno finalmente la sensazione di aver imboccato la strada del ritorno verso la normalità!

lunedì 31 marzo 2008

Che palla!!!

Vi ricordate i dolori alla fossa iliaca di cui ho parlato nel precedente post?
Io me li ricordo benissimo, soprattutto perchè si fanno sentire non appena passo un po' di tempo seduta o in piedi, cioè quando gli organi interni "pesano" sulla fossa iliaca e sull'inguine.
Oggi ho fatto un'ecografia per cercare di capirne l'origine...


C'è un versamento interno, una bella palla di liquido di dimensioni 12x7x5 cm. E ci credo che fa male...
Pare si tratti di una complicanza abbastanza comune negli interventi chirurgici come quello che ho subito io.
Pazienza, almeno adesso so qual'è la causa del dolore e nei prossimi giorni vedremo cosa si può fare per risolverlo.

Certo che ne avevo già avuto più che abbastanza di "palle" nell'addome!!!

mercoledì 26 marzo 2008

Dr. House

Un po' magagnata, ma ci sono ancora!
Nei giorni scorsi non avevo molta voglia di scrivere, perchè i disturbi post-intervento sono sensibilmente peggiorati e quelli che all'inizio erano solo fastidi spesso si sono trasformati in vere e proprie rogne.

Avete presente il Dr. House, scorbutico e zoppicante, con le pillole di antidolorifico sempre a portata di mano? Inizialmente l'avevo classificato come il tipico maschietto un po' lagna, incapace di sopportare il minimo disagio fisico (i signori uomini non si sentano offesi, è un dato di fatto che le donne hanno una maggiore capacità di sopportazione del dolore).
Dopo aver provato il dolore da nevrite comincio a cambiare idea... e vi assicuro che può rendere scorbutica anche la persona più solare!


In ospedale, quando il nervo si è "svegliato" dopo la sospensione della terapia antalgica post-intervento, per la prima volta nella mia vita ho sperimentato il livello 10 nella scala da 1 a 10 del dolore: erano passati 4 giorni dall'intervento, stavo camminando lentamente verso il bagno quando ho sentito un dolore lancinante e una sensazione di calore fortissimo all'inguine, come se la gamba si staccasse dal tronco. Ho urlato.
In un primo momento ho pensato che fossero saltati tutti i punti e la ferita si fosse aperta, ma il dolore era più in basso e più a destra rispetto al taglio chirurgico. Ho guardato, ho tastato con la mano, ma sulla pelle non c'era niente, il problema era all'interno.
Dopo una quindicina di secondi il dolore si è attenuato, ho fatto un altro passo per avvicinarmi ad una sedia perchè cominciava a girarmi la testa ed è arrivata un'altra ondata che mi ha fatto di nuovo urlare. Altri venti secondi di pura sofferenza, al limite dello svenimento, poi ho dovuto rimanere seduta per un buon quarto d'ora prima di riuscire a tornare a letto, con il terrore di nuove fitte ad ogni passo.

Fortunatamente questi episodi non si sono più ripetuti con la stessa intensità, in ospedale ho avuto qualche altra fitta, ma più leggera (diciamo 8 nella famosa scala 1-10) e di breve durata (5-10 secondi).
Nell'ultima settimana però i dolori si sono fatti sentire di nuovo, soprattutto di notte, meno intensi (livello 6-7), ma più prolungati (30-60 minuti).

E siccome le rogne non vengono mai da sole, negli ultimi giorni sono arrivati dolori anche nella fossa iliaca destra, sul margine inferiore della zona in cui sono stati asportati i tessuti malati.
Probabilmente questi nuovi dolori sono legati alla radioterapia eseguita durante l'intervento: i tessuti irradiati sono irritati e fanno più fatica a cicatrizzarsi.

Tutto qui?
Naturalmente no!
Temperatura sempre un po' alterata (36-8° - 37,2°), bruciori di stomaco, crampi intestinali.
Ah, e le emorroidi non hanno perso l'occasione per una visita e si sono trattenute per qualche giorno.

Ieri mattina sono dovuta andare ad Aviano per un controllo perchè c'era un po' di sangue nel tubicino del catetere venoso che mi esce dal petto. Il viaggio in macchina, gli spostamenti per raggiungere gli ambulatori, la lunga attesa sulle poltroncine hanno lasciato il segno: ho dovuto restare distesa sul divano per tutto il pomeriggio e rassegnarmi a prendere un analgesico abbastanza forte, che ha ridotto ma non annullato i dolori (e questo la dice lunga, perchè utilizzo gli antidolorifici solo in casi eccezionali e di solito mi bastano dosi davvero minime per raggiungere l'effetto) . Fortunatamente la notte è andata meglio, ma è evidente che anche il semplice restare seduta è ancora uno sforzo eccessivo per me.
In pratica, l'unica parte che non mi dà problemi è il taglio sulla pancia, che si è rimarginato bene. Per gli amanti dei numeri, una volta rimosse le medicazioni siamo finalmente riusciti a contare i punti: erano 38.

Ovviamente tutto questo non contribuisce a ripristinare il buonumore: in alcuni momenti riesco a malapena ad essere civile, non certo allegra.

Questa volta quindi non sono soltanto io che devo avere pazienza, ma anche tutti quelli che mi capitano a tiro...