Nell'attesa di un verdetto che potrebbe cambiarmi la vita, tutto rimane congelato. Difficile prendere decisioni, avviare progetti, assumere impegni. Impossibile guardare più in là del giorno previsto per la risposta.
È un blackout, uno schermo nero, un vuoto che è meglio non cercare di riempire, perché i pensieri potrebbero prendere direzioni pericolose.
Tutte le strade sono possibili, ma non c'è nessuna scelta, il cammino è già stabilito, ma ancora sconosciuto.
Non è facile gestire la tentazione del buio, di ridurre tutto alla sola attesa, di chiudermi in un bozzolo escludendo tutto e tutti. Ma cedere significherebbe rinunciare a questo tempo, gettarlo via. E io non ho tempo da sprecare.
Non è facile gestire la tentazione del buio, di ridurre tutto alla sola attesa, di chiudermi in un bozzolo escludendo tutto e tutti. Ma cedere significherebbe rinunciare a questo tempo, gettarlo via. E io non ho tempo da sprecare.
Così cerco ogni giorno, faticosamente, di costruire una ragionevole normalità, di usare bene il mio tempo, di riempirlo di cose che mi fanno stare bene.
Non è facile, a volte non ci riesco. E c'è sempre qualcuno ci mette del suo per rendermi le cose più difficili.
Ma ogni giorno c'è anche chi mi porta raggi di sole per illuminare il cuore.
Renato più di chiunque altro, che mi supporta (e mi sopporta) in ogni modo possibile. Le fusa e le coccole di Aki e Gandalf, naturalmente. Ma anche tanti altri che mi regalano una parola gentile, una coccola (vero, sorellina?), un gatto della buonanotte (vero, Rita?), la pazienza di ascoltare i miei sfoghi (vero, Cris?), un pensiero affettuoso (vero, Sclippa?).
Grazie a tutti voi, che rendete ricco anche questo tempo.




