lunedì 2 maggio 2016

È stata dura

Stamattina ho fatto la risonanza magnetica dell'addome completo. Questa volta è stata dura.
È un esame inconsueto, di solito si fa l'addome superiore oppure quello inferiore, non entrambi. A me però serviva un controllo più esteso, perché l'ultimo intervento ha interessato tutto all'addome. Quindi doppia dose.
Un'ora e venti con il corpo completamente inserito nel tunnel stretto dell'apparecchiatura, cercando di restare più possibile immobile. I rumori forti e martellanti della macchina che mi risuonavano in tutto il corpo, solo in parte attutiti dai tappi per le orecchie. Ogni tanto la richiesta di trattenere il fiato per un'apnea di durata aleatoria, a volte brevissima, altre lunga fino quasi al limite della mia resistenza.

Ma soprattutto il dolore intenso, all'inguine e alla parte alta della coscia, che mi accompagna a tratti già da diverse settimane, in particolare quando rimango un po' in piedi, e stamattina mi ha tormentato per quasi tutta la durata dell'esame. Dopo forse tre quarti d'ora ha iniziato a dolermi anche la spalla sinistra, evidentemente infastidita dalla prolungata posizione del braccio in estensione sopra la testa. Un calvario. 
Più di una volta sono stata sul punto di premere il pulsante del campanello di allarme per chiedere una pausa, poi stringevo i denti e resistevo, dicendomi che perché l'esame fosse efficace dovevo arrivare fino in fondo. Ho addirittura aperto gli occhi diverse volte, una cosa che normalmente non faccio per evitare l'effetto claustrofobico del tunnel.
Dopo una sequenza particolarmente lunga stavo per attivare l'allarme, quando ho sentito la voce della tecnica di radiologia: "è finita". Sollievo.

Mentre mi rivestivo, ho notato il solito arrossamento su petto, spalle e schiena, nonostante avessi seguito il protocollo di premedicazione, a base di cortisone è antistaminico, contro il rischio di razioni allergiche. Poco male, dopo un po' passa da solo e senza conseguenze: sono rimasta in zona per un po', approfittando del tempo di osservazione per rompere il digiuno con un muffin e un bicchiere di latte al bar, richiedere la copia della cartella clinica dell'ultimo intervento e consegnare all'Ufficio Relazioni con il Pubblico una sintesi delle osservazioni, alcune positive e altre negative, sull'esperienza del ricovero di fine gennaio.
Quando il rossore si è attenuato, ho avuto finalmente il permesso di tornare a casa.
Ho sbadigliato per tutto il viaggio di ritorno: l'antistaminico mi provoca una invincibile sonnolenza. Ora faccio fatica a tenere gli occhi aperti: mi appallottolo sul divano e buonanotte!

8 commenti:

  1. La calcolatrice è pur sempre una tastiera mi ha fatto ricordare mio padre.
    Un giorno mi telefonava col telecomando della tele.
    La mia mamma in un momento di allegra follia le dettava il numero e si scompisciava dalle risate (di nascosto), la tele a intermittenza cambiava i canali e mia madre rideva........
    4p

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  2. riposa cara, riposa che noi si resta in attesa degli esiti. L'unica cosa piacevole è l'effetto dell'antistaminico...buona ronfata!!!!

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    1. Avere un'ottima scusa per essere rinco quasi vale il prezzo pagato... ;o)

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  3. Tengo tutte le dita incrociate in attesa degli esiti! Tu riposa che te lo meriti (dev'essere proprio estenuante da come la descrivi... a me per fortuna questo esame manca...). Per adesso "è finita". Da domani si inizia a pensare al prossimo passo da affrontare!
    Ti abbraccio

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    1. Incrocia ancora per un paio di giorni, per favore!

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  4. Sending you virtual TLC + a BIG hug from here my dear Mia! What an ordeal this must have been. I really admire your courage, especially in enduring such an unusually long MRI session. I confess that if it were me, I would have had to cure my claustrophobia first, in order to tolerate that tube for a few minutes. Hat's off!! I hope you had enough time to sleep deeply and recuperate. Love you!

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    1. I slept four hours in the afternoon and the whole night after: it was just what I needed to recover!
      Warm hugs to you!

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