Ma quanta fatica...
Dopo la rimozione del catetere mi sono goduta qualche giorno di relativo benessere, con tanta stanchezza ma senza particolari disturbi. Il sabato successivo siamo usciti per alcune commissioni e mi sono resa conto che era la prima volta in quasi due mesi che mi allontanavo da casa per andare in un posto che non fosse un ospedale.
Ma le vecchie abitudini sono dure a morire, così martedì scorso ero di nuovo in ospedale per la cistoscopia.
Dopo una prima occhiata, l'urologa ha girato lo schermo in modo che anch'io potessi vedere le immagini dell'interno della vescica: non mi sono piaciute. Rispetto all'esame di fine giugno, la zona della cicatrice mi è sembrata decisamente più arrossata e irritata e c'erano alcune macchie scure che non ricordavo di aver visto nell'esame precedente. Nemmeno all'urologa è piaciuto ciò che vedeva: quell'area alterata è un ricettacolo di batteri e una promessa di nuove infezioni ed emorragie. Mi ha messa in lista per un intervento TURV*, per cercare di ripristinare la parete vescicale rimuovendo le zone danneggiate, su cui sarà necessario anche un esame istologico, perché non hanno davvero un bell'aspetto.
Usciti dall'ospedale con la prospettiva non proprio entusiasmante di tornare in sala operatoria, anche se per un intervento endoscopico relativamente poco invasivo, abbiamo cercato consolazione...
...e senza nemmeno sensi di colpa, dato che il mese scorso ho perso quasi cinque chili!
Dato che la cistoscopia è un esame invasivo che comporta un certo rischio di infezione, e considerati i miei disastrosi precedenti, l'urologa mi aveva prescritto un ciclo preventivo con due antibiotici per sei giorni.
La buona notizia è che ho capito che gli innumerevoli episodi di nausea e il vomito delle settimane precedenti erano dovuti agli antibiotici: probabilmente ne ho presi talmente tanti nell'ultimo anno che il mio stomaco non sopporta più nemmeno quelli che in passato non mi avevano mai creato problemi.
La cattiva notizia, di contro, è che ho passato altri cinque giorni con nausea e vomito più o meno devastanti e mi è anche andata bene, perché venerdì avevo la UroTAC e il cortisone di cui mi ero dovuta imbottire per l'allergia al mezzo di contrasto ha avuto anche un buon effetto antiemetico, per cui almeno quel giorno e parte del successivo sono stata graziata, anche se ho dovuto sopportare il solito cattivo sapore in bocca che mi ha costretta a "correggere" l'acqua con succo di limone per riuscire a idratarmi adeguatamente. La TAC mi ha lasciato in omaggio anche due grossi ematomi, uno sul braccio destro e l'altro sulla mano sinistra, perché anche le mie vene non ne possono più di essere sforacchiate ed è sempre più difficile trovare un accesso.
Finiti gli antibiotici è finita anche la nausea, a confermare la mia ipotesi sulla causa.
Ora si aspetta.
Per l'esito della TAC armiamoci di pazienza: l'infermiera ha detto che di solito ci vogliono dieci giorni, anche se trattandosi di esame in post-ricovero, spero che arrivi più velocemente, e in base a quello si deciderà come procedere sia dal punto di vista chirurgico, sia da quello oncologico, perché in tutto questo bailamme, la chemioterapia è ancora in sospeso.
Nel frattempo ieri ho ripreso il lavoro, dopo quasi un mese e mezzo di malattia, e nel tempo libero mi dedico a una delle mie attività preferite: l'organizzazione di una festa!
Perché, nonostante tutto, continuo ostinatamente a cercare di rendere la mia vita più bella che posso.
*TURV (resezione vescicale transuretrale): intervento chirurgico endoscopico per rimuovere i tumori o lesioni della parete vescicale.

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