venerdì 9 dicembre 2016

Se non riesci a uscire dal tunnel, arredalo!

Sono in ospedale da 29 giorni consecutivi, più di quattro settimane, quasi un mese: un'eternità.
I lavaggi quotidiani proseguono e sembrano efficaci, almeno a livello della coscia, e lunedì finalmente mi faranno la linfoscintigrafia, che servirà al chirurgo per valutare le possibilità di intervento.
Dato che le cose vanno per le lunghe e non si intravede all'orizzonte nemmeno l'ombra di dimissioni, conviene fare buon viso a cattivo gioco e organizzarsi in modo da rendere questo soggiorno meno sgradevole.

Comfort
Ho già avuto modo di dire che i letti qui sono scomodi: il materasso in lattice è troppo sottile e di qualità mediocre e con il mio dolce peso forma una fastidiosa buca al centro, attraverso la quale si sente la durezza della griglia metallica sottostante. Dopo troppi risvegli con le ossa del bacino doloranti, ho detto basta.
Ieri, con l'inestimabile aiuto di Laura mi sono procurata un materasso sottile da sovrapporre a quello dell'ospedale. Meglio, decisamente meglio! Non posso dire di dormire veramente bene, sarebbe impossibile senza Renato e qualche gatto, ma l'ultima notte è stata più accettabile delle precedenti.

Salvare la pelle
Dopo qualche tentativo, le medicazioni hanno raggiunto un livello di delicatezza ragionevole, con la riduzione delle zone incerottate (ho rivisto parti della mia coscia che non ricordavo più di avere!) e l'uso di cerotti di carta, meno aggressivi.
Purtroppo la doccia è ancora un miraggio lontano, devo accontentarmi dei lavaggi quotidiani con la spugna. Un buon sapone al burro di karitè e una crema idratante alla calendula mi aiutano a mantenere la pelle in condizioni accettabili.

Alimentazione
Il cibo dell'ospedale è buono e vario, ma necessita di qualche minima integrazione: nel comodino sono alloggiati i formaggini per la colazione, i grissini al mais con cui accompagno i formaggi teneri e le mandorle che sgranocchio durante la giornata.
Ci sono anche biscotti e cioccolatini che mi sono stati regalati, ma ancora non me la sento di affrontarli.

Forma fisica
Quando sono entrata in ospedale ero grassa e soda, ora sono un po' meno grassa e completamente flaccida. Non so esattamente quanti chili ho perso da quando sono stata ricoverata, ho il sospetto che si avvicinino alla doppia cifra, e sono tutti di muscoli. Sarà anche vero che il corpo umano è una macchina perfetta, ma questa faccenda che riducendo le calorie senza introdurre attività fisica, non si brucia nemmeno un grammo di ciccia, ma si demolisce il tessuto muscolare non mi pare una grande dimostrazione di efficienza.
Ogni giorno faccio qualche passeggiata in corridoio e  cerco di inserire qualche piccolo esercizio per la gamba sana, le spalle e le braccia, per cercare di non perdere proprio tutto il tono muscolare.
Il tutto con la massima calma: piano con la gamba per non tirare i punti dei drenaggi (ieri abbiamo dovuto comunque sostituire quelli della coscia che stavano cedendo), niente sforzi con gli addominali per non stuzzicare il laparocele, attenzione a non affaticare troppo la schiena, che risente molto dell'andatura sbilenca e zoppicante... Alla fine riesco a fare davvero poco, ma mi fa sentire meno in colpa.


Tempo libero
Ne ho tanto, troppo. Lavaggio e medicazione richiedono una ventina di minuti, aggiungiamone altrettanti per le misurazioni di temperatura e pressione sanguigna e la distribuzione dei farmaci, un'ora, forse una e mezza per i pasti e tutto quello che resta è noia.
Libri, Settimana Enigmistica, WhatsApp, Facebook, qualche telegiornale in streaming su Sky.
Un paio di giorni fa, Renato è arrivato con un bel regalo: il tablet con alcune puntate di Outlander: almeno riesco a riempire le serate!

Ieri Renato mi ha portato anche il PC: si avvicinano le scadenze fiscali di metà mese e dovevo assolutamente aggiornare la contabilità, pagare l'IVA, emettere le ultime fatture dell'anno e gestire alcuni adempimenti per le zie di cui sono Amministratore di Sostegno. Ne ho approfittato anche per scaricare oltre settecento mail e per scrivere questo post molto più comodamente di quanto si possa fare da un dispositivo mobile.

Amici
Non ho parole per ringraziare tutti quelli che stanno facendo qualcosa per me: la rete di affetto e di sostegno che mi circonda è semplicemente straordinaria. Grazie, grazie di cuore a tutti!

6 commenti:

  1. Ci si arrabatta per andare avanti al meglio

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  2. Mia sei fantastica.... punto e basta!!! Tanti baci!!!

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  3. ...scusa non mi ero accorta di avere inviato mex, volevo dirti di non aspettare più di due giorni su aggiornamenti SuperMia!! Baci
    Ori

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  4. Grazie a te Mia! A me insegni tantissimo, sei un esempio da seguire! Un abbraccio, Isa.

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  5. Ma non devi ringraziare per il sostegno. Fa bene a te e altrettanto bene a chi ti sostiene. Ti abbraccio moltissimo.

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