lunedì 3 settembre 2012

Non ce n'è per nessuno

Stamattina alle 8:30 ero in autostrada, diretta al lavoro. Poco traffico, soprattutto pochissimi mezzi pesanti, che sono quelli su cui si può misurare la vivacità del mercato: niente camion, niente vendite.
Fin qui niente di nuovo, rispetto agli ultimi mesi. Anzi, agli ultimi anni.
Quello che mi ha sorpreso è la quantità di auto che ho sorpassato oggi.

Premetto di essere sempre stata molto risparmiosa praticamente su tutto, esclusi forse soltanto i libri. Un po' per carattere e un po' perché ci sono stati periodi nella mia vita in cui ho dovuto stringere parecchio la cinghia, sono decisamente sparagnina, come si dice qui per indicare i tirchi, quelli con le braccine corte (ebbene sì, lo ammetto, Paperon de' Paperoni mi è sempre stato simpatico!).

Questo vale anche per la macchina. La mia auto questo mese festeggia il suo nono compleanno e non mi sogno nemmeno di cambiarla, la muovo soltanto quando è strettamente necessario, faccio rifornimento sempre e solo dal distributore meno caro della zona, in self service e negli orari in cui c'è lo sconto maggiore, e il computer di bordo è impostato per visualizzare il consumo di carburante, così appena vedo che l'indicatore sale mi vengono i sensi di colpa e rallento.
Cerco sempre di mantenere velocità  limitate ed uniformi, evitando brusche frenate ed accelerazioni; anche in autostrada, raramente arrivo a toccare il limite dei 130km/h, di solito mi assesto ad una velocità di 110-120 km/h, che mi consente di contenere i consumi.
Normalmente questo significa che faccio pochi sorpassi, perché quasi tutte le auto corrono più di me.

Di solito, nelle macchine che supero in autostrada c'è il classico "vecchio con cappello" che guida la sua Panda del 1985 senza mai superare gli 80 km/h, oppure la signora anziana aggrappata al volante della Micra con espressione terrorizzata, che probabilmente ad ogni metro si chiede chi gliel'ha fatto fare di prendere la patente, mentre procede a 70 km/h tra le maledizioni degli altri automobilisti (lo ammetto, anche le mie).

Oggi invece tra le auto che ho sorpassato c'erano grosse berline e modelli sportivi, guidati da uomini più giovani di me, quelli che di solito vedi in lontananza negli specchietti retrovisori e dopo due secondi sono già ad un metro dal tuo paraurti posteriore lampeggiando per chiedere strada.
Se anche loro hanno iniziato a rallentare per consumare meno, significa che non ce n'è davvero più per nessuno.

6 commenti:

  1. ......ma come le sai raccontare tu le notizie d'attualità, manco il miglior giornalista, non c'è storia ragazzi, la Mia è troppo forte.
    4p

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  2. domenica ho visto un film "il tramonto" in bianco e nero. parlava del cancro, quando i medici potevano nascondere le diagnosi per lasciar vivere le persone nell'incoscienza di tutti sul proprio destino...e ho letto un libercolo scritto per far fondi contro l'apatheid in cui gli africani si stupiscono del modo in cui gli italiani sono tristi e spenti. secondo loro è perchè sono vivi anche quando dovrebbero essere morti da tempo e non è successo grazie alle cure mediche...come disse la Maria "non mi interessa una buona morte, ho avuto una buona vita." non ha detto lunga, non ha detto facile, non ha detto perfetta: ha detto buona. quanto bene fai tu, Mia, quando scrivi e fai star meglio gli altri? non ti scoraggiare.

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  3. ho sbagliato luogo del commento, era per quello precedente. scusate!

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  4. ehy ciao, non ci conosciamo ma, sono finita nel tuo blog...perchè da più di un mese sto vivendo con il terrore...non so, ti va se ti mando una mail in privato?

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  5. anzi, mi sa che sto dando i numeri... scrivimi tu,se ti va.
    lamiapiccolabarbie@live.it

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  6. @4P: basta, va', che sennò mi monto la testa!

    @Anonimo: in effetti quando ho letto la mail di notifica del commento non avevo fatto caso al post a cui si riferiva e avevo dato per scontato che fosse quello che intendi tu

    @Rossella: il terrore non è un buon modo di affrontare i problemi... ma ne parliamo in privato

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