domenica 9 gennaio 2011

Raccogliere i pezzi

Rieccomi. Ancora qui, ma più triste e più sola.
Un vuoto in cui inciampo continuamente, con la casa ancora piena delle sue cose, dei mille segni che ha lasciato nella mia vita. I contenitori di verdura rimasti nel freezer, i suoi regali sotto l'albero di Natale, i consigli che non mi può più dare, le domande ormai per sempre senza risposta...
Mi dico che è ora di voltare pagina, di raccogliere i pezzi del mio cuore e di cercare di rimetterli insieme, non per dimenticare, ma per andare avanti. Un'altra volta.

Ho pensato spesso in questi giorni al fatto che nonostante la vita spesso non sia stata generosa con me, ho sempre avuto la capacità di apprezzarne gli aspetti positivi.
Non sono una che si accorge dell'importanza della salute solo quando si ammala: anche in tempi non sospetti, quando il cancro era ancora qualcosa che capitava solo agli altri, mi è successo parecchie volte di assaporare la sensazione di stare bene, così, senza un particolare motivo, e di pensare che avrei messo la firma perché fosse sempre così.
Per molti anni ho dovuto stringere i denti per affrontare tante difficoltà familiari ed economiche e aggrapparmi con le unghie ai miei progetti e ai miei sogni per cercare di realizzarli. Ho cercato continuamente di migliorare, mi sono posta sempre nuovi traguardi e quando sono riuscita a raggiungere alcuni obiettivi che consideravo fondamentali per il mio benessere, li ho assaporati pienamente, mi sono sentita soddisfatta per quello che avevo costruito e mi sono detta che ero proprio contenta di come andavano le cose.
Ma non sono mai riuscita a gustare quella sensazione per più di qualche mese prima che arrivasse qualche disastro a ridurre in pezzi la mia felicità. La fine di una relazione importante, la morte di un amico, la malattia... e adesso questo.
Sembra che ogni volta che riesco a costruire qualcosa di importante, ogni volta che arrivo ad essere contenta della mia vita, capiti un cataclisma a spazzare via la mia serenità. E ogni volta mi devo rimboccare le maniche, rialzarmi e ricominciare.
Dovrei cedere alla scaramanzia e non lasciarmi più andare all'ottimismo? No, non voglio lasciare che la paura per ciò che potrebbe riservarmi il futuro mi impedisca di apprezzare quanto di buono può offrirmi il presente.
Non intendo rinunciare ad essere felice, anche solo per un po'.

16 commenti:

  1. non bisogna lasciarsi condizionare da quello che verrà.
    Quando mio padre ebbe l'ictus, tutto è precipitato, tutto è cambiato, ma quando mi capitava di ridere lo facevo, con gusto, quando poi succedeva qualcosa che mi faceva ripiombare nel baratro, piangevo e mi dicevo che era la giusta punizione per le risate fatte, e tutte le volteche mi capitava diridere, mi chiedevo cosa sarebbe poi successo di brutto. ma alla fine, per fortuna,lerisate le ho sempre gustate appieno, senza pià chiedermi cosa di brutto ci fosse dietro l'angolo, anzi facevo di più, quando succedeva qualcosa di brutto brutto, mi divevo che poi sarebbero arrivate le risate.

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  2. E tu non rinunciare al tuo presente, ai nuovi orizzonti che si apriranno nella tua vita. La Maria vorrebbe solo vedesti serena e, perché no, felice. Quando ho perso la mia migliore amica Francesca ho pensato che mai più mi sarei aperta ad un'amicizia così profonda... Pensavo sarebbe stato l'unico modo per non soffrire più così tanto. Ma la vita ci riserva sempre qualcosa di inaspettato e come diceva proprio lei "c'è sempre qualcosa di bello dietro l'angolo. Devo solo arrivare alla fine di questa strada". Di amiche come Francesca credo che non ne avrò più, lei era unica come unico era il nostro rapporto, ne sono consapevole.. Ma lascio che lei viva in ogni battito del mio cuore, la sento vicina tutti i giorni e non ho mai tolto il suo anello... Quando con quella mano mi accarezzo la pancia so che in ogni mia carezza c'è la sua.
    La tua mamma non è mai andata via, Mia. Ora ti è vicina più che mai. Vivi.
    Con immenso affetto.
    Alessandra

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  3. Le tue ultime righe sono esemplari............
    Quello è ciò che devi fare : lo vuoi tu, lo vuole lei.
    Ti abbraccio e prego ogni giorno per voi. Silvana

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  4. Mia,che bel post!Rivela ancora di più,il tuo splendido carattere.Capisco come tu possa sentirti,ci sono passata anch'io,è inevitabilmente dura.Ti sono vicina.Un abbraccio.Daniela

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  5. "Persino il dolore più atroce si addomestica". E' vero, Mia. Tu sai che io lo so. Sono lì con te. Lina

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  6. Che dire,
    è così bene, così saggio,
    così profondo, ...
    quello che hai detto, che non posso che ascoltare e ascoltarmi.
    Grazie di tutto, buone cose, rosanna

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  7. Certo che non devi rinunciare ad essere felice. Immergiti nel dolore per la perdita della tua mamma, è giusto farlo, ma continua a vivere nel modo splendido che anche lei sicuramente amava e apprezzava.
    Ti abbraccio forte

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  8. Purtroppo, come si dice, il mondo è una ruota che gira, c'è la famosa Wheel of fortune, e un momento che la si tocca il momento dopo spesso va tutto in pezzi.
    Ma io spero sempre che tu abbia la forza di continuare a sorridere e ad essere come sei.
    Speciale.

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  9. Ciao, sono la figlia di una ragazza morta a 29 anni per un melanoma non diagnosticato in tempo. Ho sempre pensato a quanto coraggio possa avere una persona per morire a quell'età, ma soprattutto quanto ce ne voglia per vivere e convivere con la malattia. Non posso sapere tutte le difficoltà che hai incontrato, ma voglio dirti che ti ammiro e che nelle tue parole trovo molta forza. Ti auguro con tutto il cuore di vincere, di non mollare, di non perdere la forza, di non smarrire la speranza. Ti mando tutto il mio affetto! Un abbraccio forte...

    www.lineaimmaginaria.blogspot.com

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  10. Io sono sconvolta da queste parole e da quello che leggo!
    Vivo la mia vita nell'angoscia e nella tristezza che possa accadermi qualcosa,e lo faccio senza alcun motivo..il mio è brutto problema psicologico,niente di grave a cospetto,ma lo patisco...
    Vivo nella paura di poter riscontrare questo grande male nei mei familiari e prego ogni notte perchè questo non accada,ma prego anche per chi affronta giorno dopo giorno questa malattia e la mia è una grande ammirazione per chi riesce a combatterla.
    Credo in Dio e credo nei suoi miracoli,come credo anche che dalla bontà della gente lui non ne viene indifferente.
    Dobbiamo cercare un pò tutti d riuscire ad amare il prossimo,questo è il primo mattone da alzare x costruire una fortezza di felicità intorno a noi..
    Sono fiduciosa e ti auguro ogni bene:)
    Se ti va seguimi su
    http://selenia-levolchanel.blogspot.com

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  11. Cara Mia,
    ti capisco, condivido il tuo dolore e so che la mancanza si farà sentire ancora per molto tempo, come un dolore lancinante...le sue cose, i suoi vestiti...
    Ma noi siamo vivi e, in un qualche modo dobbiamo ricomporre i cocci e andare aventi...
    Poi, se siamo passate indenni attraverso un passato tribolato, dobbiamo farci i complimenti, perchè siamo brave e grandi...
    Ti sono vicina.

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  12. non so perché il mio commento sia sparito, ma credo che quello che volessi dirti qualche giorno fa sia di non cercare di voltare pagina, portare con te il dolore vuol dire portare con te anche il grande valore di un affetto così importante. anche se svegliarsi ogni giorno è doloroso.
    ti voglio bene mia, andrà tutto bene, sono sicura.

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  13. parole saggie: la paura non deve privare delle gioie che può riservare il presente. Leggendo il tuo blog è quello che mi ha insegnato tua mamma. Fatti forza, concentrati sulle cose da fare, e piano piano troverai la forza per andare avanti. Un abbraccio

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  14. Un forte abbraccio.
    E passa una serena gironata di Buon compleanno

    da Cip e Ciop

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