Nelle ultime settimane ho sentito il bisogno di modificare la mia comunicazione.
Ho scritto di meno e telefonato di più.
Ho letto molto e risposto poco.
Ho evitato spesso di esprimere la mia opinione (ma questo non significa che non ne avessi una!).
Ci sono millemila strumenti e canali di comunicazione sempre a disposizione: incontri, telefonate, messaggi, social network, blog... Diventa facile credere che sia opportuno - o addirittura necessario - comunicare ogni cosa che ci passa per la testa ed ecco che si moltiplicano i messaggi fraintesi, le frasi pronunciate oppure scritte troppo precipitosamente, i commenti fatti con le persone sbagliate, le parole sprecate con chi non ha intenzione di ascoltarle.
Mi sono trovata immersa in questo torrente di parole che io stessa contribuivo a creare, ho visto relazioni infrangersi contro gli scogli di questa comunicazione senza controllo, io stessa ho riportato qualche graffio e ho deciso di allontanarmi per un po'
Avevo bisogno di ritrovare il valore delle mie parole, di capire quali meritano davvero di essere dette oppure scritte.
Avevo bisogno di silenzio, per ascoltare meglio alcune
parole speciali.
Mi sono fermata sull'orlo del silenzio.
Non fuori, non nel silenzio, ma sulla riva, da dove posso scegliere quando e come entrare e quando uscire dal flusso, senza farmi trascinare completamente.
Ho capito che sto meglio se riesco ad tenermi fuori da alcune discussioni, che qualche volta posso evitare di commentare certe idiozie che leggo o ascolto e che non è sempre necessario dire come la penso, che ogni tanto fa bene fermarsi ad ascoltare e trarre le proprie conclusioni in silenzio. Addirittura qualche volta evito di confutare le
notizie-bufala che tanti continuano allegramente a diffondere a cervello spento, senza sforzarsi nemmeno per un secondo di valutarne l'attendibilità.
Non mi viene spontaneo, no, per niente. Istintivamente sarei portata a dire sempre la mia, ma sto scoprendo che se qualche volta riesco farne a meno, ci guadagno in serenità.
Non so quanto durerà, magari tempo una settimana mi rituffo nel maelström comunicativo, ma per adesso va così.