lunedì 1 marzo 2010

Raduno

Oggi a Bologna c'è stato un vero e proprio raduno di bloggheresse: ho finalmente conosciuto di persona ZiaCris (con il Ferrari), Sissi, AnnaStaccatoLisa e Julia (con relativo Principe) e rivisto con grande piacere Anna e Rosanna.
Incontro alla stazione, pranzo a base di piatti tipici (alla faccia della dieta!) e passeggiata in centro, il tutto condito da chiacchiere a ruota libera.

È stato bello dare finalmente un volto alle parole, a queste voci virtuali capaci di raccontare e di emozionare, ascoltare ciò che fino ad ora si era potuto soltanto leggere e riconoscere lo stile unico ed inconfondibile di ognuna di loro.
È stato bello trovarle proprio come me le aspettavo (beh, a parte Sissi che è mooolto più alta!): dietro a questi blog ci sono persone vere.
E molto speciali: Rosanna, questa è per te!

Incanto di un'anima chiara
sorriso che vede lontano
sguardi che leggono dentro
parole che scendono lievi
pensieri che sfiorano il cuore
come ali d'angelo.

sabato 20 febbraio 2010

Invalidità fantasma

Nell'incontro con le bloggheresse romane si era parlato anche di invalidità, delle difficoltà che spesso bisogna affrontare per vedere riconosciuti i propri diritti, Anna, Rosanna e Giorgia ne hanno anche scritto di recente nei loro blog.
L'argomento mi ha toccato da vicino proprio in questo periodo e merita qualche riflessione.

C'è una nuova procedura per presentare la richiesta di riconoscimento d'invalidità: il medico di base deve compilare il certificato on line, poi il richiedente deve inoltrare la domanda all'INPS per via telematica.

Mi vien da ridere.

Perchè penso a tutti i medici di base che ancora non hanno un PC con la connessione a Internet e/o non lo sanno usare.
Perchè penso a tutte le siora Maria che dovranno rivolgersi ad un patronato per compilare ed inoltrare la richiesta, dato che se dicessimo alla siora Maria che deve farsi dare il PIN per la trasmissione delle istanze telematiche dall'INPS probabilmente risponderebbe che ormai Natale è passato e in casa non ha posto per un pino, e poi perchè dovrebbe servire un albero per mandare le carte all'INPS?
Perchè penso a tutti quegli impiegati INPS che già non hanno alba di cosa si stia parlando se si chiede l'indennità di ricovero ospedaliero per un professionista (questione di competenza dell'INPS già da alcuni anni) e che ora si troveranno a dover rispondere anche in tema di invalidità civile.
Perchè penso agli impiegati dell'ufficio invalidi civili della mia ASL che quando nel 2007 ho presentato la mia domanda di invalidità mi hanno chiesto dove avevo trovato il modulo e alla mia risposta "su Internet, sul sito della Regione Veneto" hanno sgranato gli occhi e hanno detto che a loro quella nuova versione non era ancora arrivata.
Saremo anche nell'era dell'informatica, ma non tutti se ne sono accorti.

Io vivo praticamente davanti al PC, ed essendo moooolto pigra cerco tutte le possibilità di operare on-line (in pratica sfrutto qualsiasi mezzo per evitare di muovermi dalla scrivania...), quindi sono ovviamente favorevolissima all'informatizzazione di tutte le procedure burocratiche, ma temo che questo sia un esperimento condotto sulla pelle degli invalidi, che forse non sono proprio i più adatti a fare da cavie.
Però magari funzionerà e le procedure saranno più rapide, che sarebbe una buona cosa.

Il 3 febbraio ho ricevuto il verbale con l'esito della visita di revisione dell'invalidità che avevo fatto il 13 ottobre. Dopo 113 giorni, altro che i quindici previsti dalla legge 80/2006.
Già all'inizio di dicembre avevo iniziato a sollecitare l'ufficio invalidi dell'ASL, ho telefonato diverse volte, sono anche passata di persona e la risposta era sempre la stessa: "Ci dispiace, non ci hanno ancora mandato i verbali, appena arrivano li spediremo".
E meno male che questa volta almeno lo hanno spedito all'indirizzo giusto, perchè l'anno scorso, quando ho chiamato per sollecitare, dato che anche allora erano passati più di due mesi dalla visita, mi era stato risposto che il verbale era stato spedito, ma era tornato indietro perchè io avevo cambiato indirizzo. È vero, ho cambiato indirizzo. Nel 2002, cinque anni e mezzo prima di presentare la domanda di invalidità. Dove gli impiegati dell'ufficio invalidi siano andati a pescare il vecchio indirizzo rimane un mistero.

Questa volta sono stati riconfermati addirittura per due anni il 100% di invalidità civile e lo stato di handicap (legge 104/92), ma non la legge 68/99 per l'inserimento lavorativo dei disabili: se la saranno dimenticata.

Non che faccia differenza.
In realtà niente di tutto questo fa differenza, perchè questi riconoscimenti mi danno un unico beneficio concreto, l'esenzione totale dal ticket, praticamente ininfluente dato che la stragrande maggioranza delle prestazioni sanitarie di cui usufruisco riguarda la patologia oncologica, per la quale ho comunque diritto all'esenzione.
Niente altro.

Non ho diritto ad un assegno di invalidità perchè ho un reddito annuale superiore a 14.466 euro e questo tutto sommato è giusto. Meno giusto è che il sostegno economico mi sia stato negato anche quando sono stata per tanti mesi senza lavorare.
"Ma non eri in malattia?" mi ha chiesto qualcuno. No, i professionisti non hanno diritto all'indennità di malattia.
Quando ho iniziato l'attività in proprio, nel 1999, dovevo versare all'INPS il 10,5% di contributi previdenziali, poi qualcuno ha deciso che bisognava equiparare la gestione contributiva dei professionisti a quella dei lavoratori dipendenti, quindi l'aliquota è cresciuta ogni anno fino a raggiungere ora il 26,72%  (Circolare INPS 13/2010). Peccato che si siano dimenticati di equiparare anche tutto il resto.
Innanzitutto, mentre i lavoratori dipendenti hanno in busta paga una trattenuta per contributi di circa il 10%, e il resto è a carico dei datori di lavoro, "per i professionisti iscritti alla Gestione separata l’onere contributivo è tutto a carico dei soggetti stessi" (Circolare INPS 13/2010).
In secondo luogo, a fronte dei contributi INPS i lavoratori dipendenti hanno diritto, oltre alla pensione, anche ai trattamenti di malattia, maternità, disoccupazione, cassa integrazione e mobilità, tutti proporzionati al reddito; ai professionisti invece spettano solo la pensione (con importi più bassi, a parità di contributi versati), la maternità (con lo stesso trattamento economico delle lavoratrici dipendenti ma senza la possibilità di prolungamento oltre il terzo mese dopo il parto) e l'indennità di ricovero ospedaliero, nella misura massima di 38 euro al giorno. Lordi, per cui bisogna pagarci sopra l'IRPEF, le addizionali regionale e comunale e anche il famoso 26,72% di contributi INPS.
Detto in soldoni - letteralmente - questo significa che mentre un lavoratore dipendente riceve dall'INPS un'indennità di malattia pari al 66,6% dello stipendio (in realtà si arriva almeno all'80% perchè anche il datore di lavoro è tenuto a contribuire con una quota) per un massimo di 6 mesi, io per tutto il periodo di terapie, intervento e convalescenza (in totale 7 mesi di inattività completa più altri 4 a regime ridotto) ho ricevuto in totale 1.350 euro lordi. E mi è andata anche bene, perchè le giornate di day-hospital contano come ricovero.

Ma non è tutto. La legge 104 prevede per i disabili la possibilità di usufruire di permessi retribuiti, ma vale solo per i lavoratori dipendenti, Come dire: se sei un lavoratore dipendente, lo Stato ti paga quei 3 giorni al mese che devi dedicare a visite, analisi, controlli, terapie. Se invece sei un professionista, ti arrangi.

Nemmeno Renato ha diritto ai permessi per l'assistenza, perchè non è mio marito. L'anagrafe mi obbliga ad inserirlo nel mio stato di famiglia perchè vive con me, ma lo Stato non lo riconosce come mio familiare. Quando sono stata in ospedale per gli interventi, quando mi ha accompagnata a fare le terapie o i controlli in cui mi somministrano farmaci che mi impediscono di guidare, ha dovuto chiedere ferie o più spesso recuperare le ore di assenza, dato che l'azienda per cui lavora lo costringe a consumare praticamente tutte le ferie e i permessi nei periodi di chiusura estiva e natalizia (sì, lo so che non è legale e che dovrebbe avere la possibilità di disporre a suo piacimento dei permessi e di almeno metà dei giorni di ferie, ma qui siamo nel nordest, avete presente?)

Nel 2008 avevo anche preso in considerazione l'idea di cercare un lavoro come dipendente usufruendo della legge 68/99 e mi ero informata per l'inserimento nelle liste speciali per disabili, ma al Centro per l'impiego mi hanno detto che non potevo iscrivermi perchè il mio reddito superava i 4.800 euro lordi. In effetti perchè mai un disabile che guadagna più di 4.800 euro all'anno dovrebbe cercare un altro lavoro? Con 4.800 euro si vive benissimo, no?
Ah, naturalmente il limite di reddito per l'iscrizione dei lavoratori dipendenti è maggiore, 8.000 euro: forse per loro il costo della vita è diverso?
E mentre il datore di lavoro che assume un disabile come dipendente beneficia di agevolazioni, chi si avvale della collaborazione professionale di un disabile non ha nessun vantaggio fiscale.

In sostanza, i professionisti - a parità di reddito - pagano più dei lavoratori dipendenti per ricevere di meno e questa disparità è ancora più marcata se il professionista è invalido.
Qualcuno la chiama equità sociale.

Alla fine, non so che farmene di questa invalidità fantasma.
Qualcuno mi ha detto che potrei avere lo sconto al cinema. Magari la prossima volta ci provo.

giovedì 18 febbraio 2010

Si riparte

Mi sembra ieri quando scrivevo che l'oncologo mi aveva concesso 5 mesi di libera uscita, pareva un tempo lunghissimo, una vacanza di cui non si arrivava a vedere la fine.

È passata in un lampo, domani riparto con le analisi del sangue, con qualche giorno di anticipo perchè mi servono i risultati per la risonanza del 2 marzo, ma la settimana prossima sono impegnata tutti i giorni con il lavoro e non posso prendere una mattina per andare a fare i prelievi.

Già, perchè dopo mesi di fiacca professionale, mi sono piovute addosso parecchie cose tutte insieme e naturalmente, con perfetto tempismo, proprio nel momento sbagliato, quando mi sarebbe servito almeno un pomeriggio libero per le prove di musica d'insieme per i saggi di fine anno e avrei voluto poter restare sveglia fino a tardissimo per guardare le gare delle Olimpiadi invernali (ma la quinta medaglia olimpica di Armin Zöggeler non me la potevo perdere, anche se la mattina dopo sembravo uno zombie!).

Pazienza, vorrà dire che avrò meno tempo per preoccuparmi della "palla", che da qualche settimana mi sta dando parecchio fastidio e ha anche risvegliato le formiche dal letargo.

mercoledì 10 febbraio 2010

Bagordi

Mi sono concessa un altro viaggetto, un weekend lungo da dedicare agli amici.
Dove? Indovinate...
So' tornata n'antra vorta a Roma!

L'occasione era il grande raduno dei forum gemellati MondoOTDisneyland e TuttoDisneyland, uno straordinario momento di incontro tra più di 40 persone provenienti da otto regioni d'Italia, a dimostrazione che le amicizie nate su Internet non sono soltanto virtuali e che nei sogni c'è una magia capace di unire i cuori.

Inizialmente non pensavo di partecipare, considerando anche che Renato ha sempre difficoltà ad ottenere ferie o permessi e mi dispiaceva andare senza di lui, ma come resistere ad un volo aereo andata e ritorno a 21,96 euro (alla faccia di Trenitalia)?
Ho deciso quindi di approfittare della disponibilità degli zii che mi hanno ospitata e delle amiche che mi hanno scarrozzato avanti e indietro dagli aeroporti.

Roma m'incanta sempre, anche sotto la pioggia: le strade, le piazze, i palazzi, le fontane, i monumenti...e soprattutto quella sensazione di benvenuto che mi regala ogni volta che arrivo, un caldo abbraccio che dice "bentornata a casa".
Anche se questa volta l'annuncio del comandante in fase di atterraggio ha dato un duro colpo alla magia della città eterna: "Alla vostra destra potete ammirare il centro, con il Colosseo, piazza Venezia e la basilica di San Pietro, alla vostra sinistra il quartiere Tuscolano e Cinecittà, con la casa del Grande Fratello". Il reality show elevato a monumento nazionale. Abbiamo toccato il fondo.

Anna mia aveva invitato all'inaugurazione della mostra fotografica del National Geographic Il Nostro Mondo: ci siamo incontrate all'ingresso del Palazzo delle Esposizioni.

Anna ha lo sguardo chiaro
smeraldi e acquamarina
Anna ha cuore di mamma
e sorriso di bambina
Anna ha i capelli corti
e i buchi sulle braccia
Anna ha le piaghe ai piedi
e guarda il cancro in faccia
Anna ringhia coraggio
e sa cos'è il dolore
Anna è bellissima in viso
e splendida nel cuore

Nelle sale della mostra, foto di persone, uomini, donne e bambini che raccontano storie, culture, civiltà. La considerazione istintiva è stata che gli uomini non ne siano usciti troppo bene: nella sezione dedicata a loro, molte immagini parlavano di violenza, di esibizionismo, di competizione. Nei volti delle donne invece ho trovato allegria, fatica, dolore, amore, speranza. Ma sicuramente il mio è un giudizio di parte.


Dopo la mostra, ritrovo dagli zii con i tre cugini e le relative famiglie (in totale eravamo 14) per una sontuosa cena a base di pizza, supplì e olive condite.

Sabato di nuovo in centro, prima per una passeggiata con alcuni amici del forum da piazza di Spagna attraverso via Condotti e via del Corso fino a Piazza del Popolo, poi da sola oltre il Tevere, in zona Prati, gustando ogni passo di questa Roma elegante e anche un po' snob, per raggiungere le amiche bloggheresse Anna, Rosanna e Giorgia.
Una bella chiacchierata che ha toccato i temi più disparati: il cancro, la famiglia, l'odissea di Rosanna per il riconoscimento dell'invalidità, il libro di Giorgia, le terapie di Anna, il nostro progetto ancora in definizione, rivoli di parole che fluivano liberi, incrociandosi e mescolandosi fino a diventare fiumi davanti alle tazze di tè profumato.

Al raduno di sabato e domenica ho ritrovato gli amici di MondoOTDisneyland che avevo già visto nelle precedenti vacanze romane, ma ho anche incontrato finalmente di persona utenti che conoscevo da oltre un anno solo attraverso messaggi, chat e fotografie e i nuovi amici del forum gemello TuttoDisneyland: abbiamo riso, chiacchierato, mangiato (tanto!), cantato e ballato e ognuno di noi è tornato a casa un po' più ricco.

E a proposito di mangiare: la dieta prosegue a rilento; a partire dalla metà di dicembre è stato tutto un susseguirsi di occasioni mangerecce, che hanno provocato una battuta d'arresto: non ho ripreso i chili persi, e questo mi pare già un bene, ma rispetto a ottobre sono "solo" a -11Kg: i bagordi fanno benissimo al morale, ma non alla linea!

martedì 19 gennaio 2010

Vecchia ragazza

Uh, poffare poffarissimo! È tardi! È tardi! È tardi!


Avevo in programma una riflessione sul tempo che passa, ma... il tempo è passato e Sono in ritardo! In arciritardissimo!
Ma nei giorni scorsi ho avuto tanto da fare...

  

 

 


Insomma... ieri era il mio compleanno!!

Nonostante la frenesia dei festeggiamenti multipli (cena con tanti amici domenica, tè con i vicini di casa lunedì pomeriggio e incontro con gli amici del Club lunedì sera), tra una pasta frolla e una crema pasticcera ho trovato il tempo per qualche riflessione.

Innanzitutto sono contenta di esserci ancora. E scusate se è poco.

Ma ho pensato anche a quando avevo dieci anni e già i trentenni mi sembravano così "grandi" e distanti... figuriamoci i quarantenni, quelli erano decisamente vecchi, praticamente su un altro pianeta.
Sono diventata vecchia anch'io?
Io non mi sento addosso lo stesso alone di seria (e noiosa) rispettabilità che vedevo nei "grandi" quando ero bambina, non mi sento così lontana dall'infanzia e dall'adolescenza, di cui ricordo tanto bene le sensazioni, i ragionamenti e i giudizi, e mi sembra di aver conservato almeno un po' della curiosità e dello stupore con cui un bambino guarda il mondo.

Ma è davvero così? Come mi vede oggi un bambino di dieci anni?
Non cerco di assomigliare ad una ragazzina, sarebbe ridicolo se non addirittura patetico, ma mi sento molto più a mio agio in jeans, t-shirt, felpa e sneakers piuttosto che con il tailleur e le scarpe con il tacco. E soprattutto ci sono passioni e comportamenti generalmente classificati come infantili che continuo a coltivare perchè li sento ancora miei: mi piacciono i giochi, adoro i cartoni animati e i film fantastici, mi incanto davanti agli animali, mi entusiasmo sulle giostre di un parco divertimenti.
Sono diventata una "signora" o soltanto una vecchia ragazza?

venerdì 8 gennaio 2010

Riflessioni

Mi sono chiesta da dove sia nato lo stato d'animo del post precedente, un attacco di pessimismo un po' eccessivo, considerato che sto piuttosto bene e non ho particolari motivi di preoccupazione.
Ci ho rimuginato parecchio e a furia di riflettere, ho identificato alcune cause che si sono sommate.


1. Sono passati quasi quattro anni dalla prima diagnosi e dovrei festeggiare, dato che sono ancora qui e mi sento bene, invece in un angolo della mente fanno capolino le statistiche, quelle che parlano di percentuali di sopravvivenza a 5 anni. E allora oscillo tra la soddisfazione di  pensare che posso ancora sperare di essere nell'esiguo x% di quelli che ce la fanno e il disagio di sentirmi come una confezione con la data di scadenza, quel "consumare preferibilmente entro..." che non è tassativo, perchè il prodotto può restare commestibile ancora per un bel po' dopo, ma insomma, un dubbio te lo poni.


2. Non sono mai riuscita a ritornare alla normalità dopo la recidiva. I postumi delle terapie e dell'operazione mi hanno imposto disagi fisici rilevanti nei primi mesi e ora, anche se ridotti, sono sempre lì a ricordarmi che ho qualche limitazione, ci sono cose che non posso e non potrò mai più fare; più di tutto però, la prolungata inattività mi ha sprofondata in uno stato di pigrizia, secondo il noto principio che meno si fa e meno si farebbe. Tanti mesi senza lavorare, o lavorando poco, hanno alterato i miei ritmi ed ora sono meno attiva e più incline a crogiolarmi nell'ozio.


3. Infine, provo sempre una certa perversa soddisfazione nello sconvolgere le persone che mi stanno intorno; non mi piace essere classificata ed incasellata, ogni tanto ho voglia di dare uno scossone all'idea che la gente si fa di me, e allora ci sta bene anche un po' di autocommiserazione, tanto per ricordare che io non sono sempre quella che resiste e che sopporta tutto con il sorriso, ma sotto la scorza dura c'è un essere umano con tutte le sue debolezze.

sabato 2 gennaio 2010

Buoni propositi

Durante il cenone di Capodanno mi hanno chiesto quali sono i miei buoni propositi per il 2010.
Non ci avevo pensato prima, ma la risposta è arrivata immediata e spontanea: "arrivare al 2011". E basta.

Una volta per me iniziare l'anno era come aprire un quaderno nuovo, una cosa che a scuola mi piaceva tantissimo perchè era un'occasione per cominciare un nuovo progetto, con l'esperienza di quello che avevo già imparato, ma senza gli errori e le cancellature del quaderno precedente, la possibilità di scaricare tutto quello che c'era stato di sbagliato e ripartire solo con le cose buone e utili.
Un nuovo quaderno iniziava sempre con tanti buoni propositi: sarò più ordinata, più attenta, più brava. Al momento di scrivere il nome sulla prima pagina, ogni quaderno poteva diventare il quaderno perfetto, quello in cui non ci sarebbe stato niente da correggere, niente da rimpiangere. Alla fine non succedeva, prima o poi arrivava la cancellatura, la frase buttata giù troppo in fretta, il conto che non tornava; però per quelle prime, magiche pagine, tutto era ancora possibile.

Mi manca quella voglia di cominciare, di fare, di mettermi alla prova, di lanciarmi in nuove avventure; l'orizzonte è diventato troppo stretto, non riesco a guardare più avanti del prossimo controllo, ho paura di inizare cose che potrei non avere il tempo di portare a termine, non ho l'energia per affrontare nuove sfide.
Mi manca quella infinita speranza di futuro.