giovedì 29 agosto 2019

Agenda ricca

Nel tardo pomeriggio di ieri mi hanno spostata dalla camera tripla, purtroppo non nella singola, ma in una doppia, con una giovanissima compagna di stanza che viene dall'Alto Adige.
È assistita dal padre, che stanotte ha russato un po', ma lei - cara! - subito lo svegliava per farlo smettere.
Notte comunque disturbata, mi sono svegliata tante volte, da sola oppure quando sono venuti gli infermieri a cambiare la flebo alla ragazzina, e ho fatto tanta fatica a riaddormentarmi.
La stanza non è male, ampia, luminosa e climatizzata, ma il bagno è vecchissimo e non del tutto adatto ai disabili. Il water è rialzato, ma ha il maniglione di sostegno solo da un lato e anche piuttosto lontano, non c'è la doccia, ma soprattutto manca la doccetta per il bidet, stamattina per lavarmi ho dovuto chiedere l'aiuto delle OSS e sapete quanto mi rode quando non riesco a fare da sola.

Verso le sette e mezza mi hanno annunciato che il posizionamento dello stent era stato anticipato a oggi. Meno male che ero a digiuno.
Mi sono dovuta preparare in fretta e furia perché di lì a poco sono venuti i portantini a prendermi. Trasferimento in ambulanza, l'ospedale di Padova è grande e da un edificio all'altro i pazienti si spostano così.
Questa volta ho vinto la sedazione, perché l'intervento è più fastidioso della cistoscopia. Ha funzionato benissimo - roba buona! - non ho sentito niente.
Dopo invece sì, tanto fastidio e dolore da farmi salire la nausea (vi ricordate quanto la amo, vero?) e chiedere prima un analgesico leggero, poi uno forte, che finalmente mi ha fatto stare meglio, giusto in tempo per essere lucida quando sono passati i medici.
È venuto anche il primario di ortopedia che ha di nuovo espresso preoccupazione per il rischio di trombosi. Domattina mi faranno un ecodoppler, poi valuteranno con i chirurghi vascolari se utilizzare un filtro cavale, una sorta di setaccio che si mette nella vena cava per intercettare eventuali trombi e non farli arrivare ai polmoni.
Domani si inizia anche la dieta senza scorie per facilitare la pulizia dell'intestino: solo minestrine, patate, purè, formaggio o carne, niente frutta, verdura né cereali. Prevedo di perdere ancora parecchi chili, oltre a quelli che se ne andranno in blocco con la gamba. Vabbè, tutta salute!

L'intervento sarà lungo e complesso, insieme al chirurgo ortopedico dovranno lavorare il chirurgo generale e il chirurgo plastico, che si occuperà di ricostruire il moncone. Ci sarà anche l'urologo, con la speranza che la vescica sia indenne e il suo contributo non sia necessario, e probabilmente il chirurgo vascolare.
La dottoressa con cui ho parlato oggi mi ha detto che esistono protesi per questo tipo di amputazione, ma tutti i pazienti che lei ha conosciuto, hanno smesso di usarle dopo pochi mesi perché sono scomode. Mi ha rassicurata sulla possibilità di stare seduta e anche di fare le scale con le stampelle. Speriamo bene.

Considerato che Padova è lontana, l'autostrada costa e trovare parcheggio all'interno dell'ospedale o nei dintorni è praticamente impossibile, non mi aspetto molte visite e non sentitevi in colpa se non venite a trovarmi. Io non ci verrei, per dire.
Se a qualcuno saltasse comunque il ghiribizzo di affrontare l'impresa, naturalmente non nei giorni immediatamente successivi all'intervento, sono al quarto piano della Clinica Ortopedica, stanza 5, letto 8.
Orari di visita: tutti i giorni 7:30-8:30 (non sognatevi nemmeno di venire a quell'ora), 12:00-14:00 e 18:00-20:00.

Non portatemi niente, per favore. Se mi serve qualcosa, lo dico, lo sapete.
A Portogruaro e Jesolo ho apprezzato davvero tanto la frutta e verdura di contrabbando, i tramezzini, i tranci di pizza e alcuni ottimi biscotti che sono arrivati, ma sono tutte cose che ora non posso mangiare. Anche i pennarelli e i libri da colorare sono stati regali azzeccati, ma considerato il tempo che impiego per ogni pagina, ora credo di averne abbastanza da tenermi occupata fino alla pensione.
Non leggo libri di carta, scomodi da tenere in mano soprattutto ora, solo e-book, ma ho fatto scorta un paio di settimane fa, mi basteranno per diversi mesi.
Niente piante, non abbiamo spazi adatti per tenerle e soprattutto non abbiamo tempo di occuparcene, men che meno in questo periodo: morirebbero.
Niente fiori, che in ospedale sono sempre sconsigliati perché possono causare allergie.
Niente soprammobili, ninnoli, pupazzetti, portafortuna e ciapapuer vari: non so più dove metterli.
Niente, davvero.

Anzi, qualcosa sì.
Mi serviranno ancora sacche di sangue e plasma: andate a donare, se potete, e invitate altri a farlo. Quello mi serve davvero tanto.

TU DONI, IO VIVO

12 commenti:

  1. Io affronterei l'impresa di venirti a trovare se fossi nei paraggi............ma vivo in Sicilia e non mi resta che mandarti un forte abbraccio ed un in bocca a lupo! Andrà tutto bene tesoro........

    RispondiElimina
  2. Un abbraccio dalla Puglia. Clara

    RispondiElimina
  3. Carissimi Mia e Renato, mi chiamo Leo e scrivo da Bologna Ho scoperto e sto leggendo tutto d’un fiato (si fa per dire!) il blog di Mia. E vorrei rompere l’anonimo silenzio di lettore per rivolgervi un pensiero in questo weekend sicuramente di grande preoccupazione. Un abbraccio

    RispondiElimina
  4. Cara Mia ti seguo in silenzio e spero con tutto il cuore che questa sia finalnente la soluzione, che vada tutto bene e poi potrai avere la serenità che meriti. Un abbraccio grande,
    Sandra

    RispondiElimina
  5. Ti pensiamo in tanti, anzi vi pensiamo, in questi giorni di attesa. L'augurio è che i chirurghi quel giorno siano in super forma, rilassati, concentrati, efficienti, e che facciano l'intervento meglio riuscito della loro carriera. Un grande abbraccio. Ale

    RispondiElimina
  6. Cara Mia, faccio il tifo per te
    un abbraccio da Catania

    RispondiElimina