martedì 7 dicembre 2010

(Quasi) come il dottor House

Ieri con la mamma ci siamo concesse l'ennesima gita al Pronto Soccorso, per una nuova emorragia dalla lesione sulla gamba. Come ha detto oggi Cristina, ormai siamo clienti così affezionate che magari per Natale ci mandano una bella cesta, con il cotechino e il parmigiano.
L'episodio in sé non aveva niente di diverso rispetto alle volte precedenti, ma la reazione della mamma è cambiata. Imbarazzo, vergogna per essere stata di nuovo costretta a chiedere aiuto, paura di disturbare... sono sensazioni che ricordo fin troppo bene, pesano come macigni, forse più di ogni altra cosa creano la sensazione di malattia.
Ho cercato di sdrammatizzare, ci siamo anche fatte quattro risate mentre gli asciugamani che stavamo utilizzando per fermare il sangue si inzuppavano sempre più, ma so quanto è difficile sopportare l'idea di perdere la propria autonomia, di sentirsi costretti a dipendere dall'aiuto degli altri, anche se sono le persone più vicine, quelle con cui si ha maggiore confidenza.

Oggi l'ho portata a Bologna per la visita specialistica.
Viaggio tranquillo: poco traffico, appena un accenno di nebbia alla partenza, lei ha dormito per tutto il tempo, io ho ascoltato musica.
All'uscita del parcheggio dell'ospedale a Bologna ci è venuta incontro Cristina, la blogger di casa che è stata la nostra guida tra i padiglioni e i reparti del S. Orsola.
Eravamo un po' in anticipo, per strada non si sa mai cosa si trova e avevo preferito essere prudente, così ci siamo fatte quattro chiacchiere in corridoio in attesa del nostro turno.
Quando siamo entrate nell'ambulatorio... accidenti, sembrava una scena del dottor House! Al centro il professore e intorno ben quattro giovani assistenti, che ascoltavano, proponevano, registravano.
La mamma si è subito sentita a suo agio con questo medico così gentile, professionale e scrupoloso, che l'ha definitivamente conquistata quando per compilare una ricetta ha tirato fuori dal taschino una splendida penna stilografica, un segno di distinzione l'ha innalzato di almeno cento punti nella stima della mamma.
Ma veniamo alle conclusioni.
Confermata l'inapplicabilità del trattamento chirurgico: la parte sana di fegato è troppo piccola, il rischio di insufficienza epatica sarebbe troppo elevato. 
Per le terapie locoregionali, l'oncologo ha fatto copia del CD della TAC per valutarla insieme ad uno specialista radiologo, ma è dubbioso sulla possibilità di applicazione.
Fino a qui, niente di diverso da quello che mi aspettavo.
La sorpresa è arrivata parlando della terapia con il farmaco molecolare: il professore ritiene che in questo momento non sia praticabile, perché la piaga sulla gamba indica un problema di vasculite (tanto per non dimenticare il dottor House...) e il farmaco potrebbe seriamente peggiorarlo.
Ha proposto quindi una terapia di supporto, in attesa che la piaga guarisca., 
La mamma è stata contenta, in fondo quella lesione è la principale fonte di disagio per lei e non vede l'ora di liberarsene. Certo questo vuol dire ritardare l'inizio della terapia antitumorale vera e propria, ma nel frattempo il medico ha consigliato la somministrazione di albumina, per compensare la carenza legata alla sofferenza del fegato, e di un prodotto ricavato da un pesce, lo Zebrafish, che dovrebbe migliorare le condizioni generali e in alcuni casi si è rivelato efficace anche nella riduzione del tumore. Purtroppo il pesce-derivato è classificato come integratore e non viene fornito dal sistema sanitario, bisogna pagarlo interamente e costa pure una barca di soldi, ma se può essere utile, ben venga.
Dopo la visita, siamo andate a pranzo con Cristina e a pancia piena abbiamo ripreso la via di casa.
Ritorno un po' più trafficato e sotto la pioggia, siamo arrivate a casa verso le 17 e la mamma si è subito sistemata sulla poltrona, il viaggio l'aveva stancata più di quanto pensava.
Era il momento giusto per il tè... da gustare insieme al regalo di Cristina!

6 commenti:

  1. allora non si è strafocata la nmamma...te li sei sganasciati tutti tu con Nato.....birbantelli!!!

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  2. Mmmhhh, slurp che bontà, ma li ha fatti la ziacris i biscuits??????
    4 p

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  3. Urge fare una gita in quel di Bologna. Disinteressata chiaramente ;p
    Sara

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  4. ciao ho sentito la trasmissione: UNA CHE HA UNA VOCE COSI' E UNA PROPRIETA' DI LINGUAGGIO SIMILE E' SICURAMENTE UN PASSO AVANTI. ciao ciao

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  5. siete due avventueriere ammirabili tu e la tua mamma, il tuo resoconto del viaggio mi ha fatto pensare al signore degli anelli, siete voi le vere avventuriere, siete voi quelle veramente coraggiose, e siete voi che vi meritate la giusta ricompensa, cominciando con qualche biscotto come si deve :)

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  6. @ziacris: io ne ho mangiati alcuni il primo giorno e uno qualche giorno dopo, il resto se lo sono spartito i due golosi di casa

    @4p e Rissa: i biscotti arrivano da una pasticceria locale... che merita una visita!

    @Anonimo: arrossisco!!!

    @wide: addirittura il Signore degli Anelli?!? Che onore!

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