venerdì 5 marzo 2021

È successo di nuovo

L'altro ieri, non so come mai, mi è venuta in mente una serie di libri per ragazzi che avevo adorato quando ero bambina, cinque volumi letti e riletti decine di volte, quasi fino a distruggerli. Erano stati anche l'oggetto del mio tema di italiano all'esame di terza media.
Nella prima versione, si chiamavano I cinque sbarazzini e io mi sono a lungo identificata con George, la ragazzina solitaria, selvatica e scontrosa, ma schietta e leale, che avrebbe voluto essere un maschio: praticamente la storia della mia infanzia. Avevo addirittura chiamato il mio cane Timmy, come il suo.

Alla fine degli anni '70 era stata realizzata la serie televisiva, La banda dei cinque. Non avevo saputo subito che era stata messa in onda e ci ero rimasta malissimo quando mi ero resa conto di aver perso le prime puntate. A quel tempo non c'erano repliche né streaming e "perso" significava per sempre, un rimpianto che mi sono portata dietro per molti anni, quarantadue, per la precisione.


I telefilm avevano avuto molto successo e avevano portato alla pubblicazione di altri altri volumi della serie (in totale sono ventuno, ma non tutti sono stati tradotti in italiano); me li aveva regalati la zia, la stessa che è stata il mio angelo custode durante i ricoveri ospedalieri del 2019, e li avevo divorati con lo stesso entusiasmo dei primi.


Quando ho ripensato a questi libri tanto amati, mi è venuta voglia di rileggerli, proprio com'era capitato un paio d'anni fa con L'isola misteriosa di Verne. Purtroppo non so dove siano i primi cinque libri, i più vecchi. Uno credo sia stato buttato dopo che l'aveva rosicchiato Timmy (il mio, non quello di George), gli altri forse sono in qualche scatolone in garage, ma non in buone condizioni. 
Non ho perso tempo: ho aperto il sito da cui acquisto di solito gli e-book e ho visto che ce ne sono parecchi di questa serie, tutti quelli che ricordavo, anche se con titoli diversi, più altri che non ho mai letto. Volevo essere sicura che fossero proprio come i miei, uguali uguali, così ho aperto l'anteprima del primo, che nella vecchia versione si chiamava Avventura nell'isola ed è stato ripubblicato con il titolo Sull'isola del tesoro. Sono bastate le prime frasi.
«Mamma, hai deciso qualcosa per le vacanze estive?» chiese Julian, seduto al tavolo della colazione. «Possiamo andare a Polseath come al solito?»
Sì, era proprio quello, ne ricordavo quasi ogni parola: l'ho comprato e ieri sera mi sono messa a leggerlo.
Non è molto lungo, 172 pagine molto scorrevoli, un linguaggio semplice e gradevole: l'ho finito in poco più di un'ora, ritrovando con enorme piacere i personaggi, i luoghi e la storia. E appena l'ho finito, ho acquistato il secondo e ho letto anche quello, da cima a fondo.
Erano le due e mezza quando ho spento la luce e mi sono messa a dormire, felice come quella bambina che quarantadue anni fa aveva dieci anni.

E dato che non mi piace avere rimpianti, domani arriva questo cofanetto.



13 commenti:

  1. Io nei '70 ero impazzito per la serie "Les Galapiats" (Il tesoro del castello senza nome), sempre su un gruppo di ragazzini in vacanza in un campo estivo nelle Ardenne.

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    1. Era quella in cui un personaggio si chiamava Jean Lup? Mi è sempre parso stranissimo, quel nome.

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    2. Esatto, proprio quella. Anche la sigla mi è rimasta nella memoria fino ad oggi.

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    3. È vero, me l'hai fatta tornare in mente!

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  2. Quando ero piccola mia sorella prendeva in biblioteca i libri del Club dei Sette, che mi sembra fossero sempre della Blyton, e non ricordo se oltre a questi mi spazzolai pure la serie dei Cinque. Nelle edizioni che prendevamo mi sembra fossero intestati "il Club dei Cinque" e ci piacevano un sacco.
    Altre letture miliari furono "Il cucciolo","Nata libera" e "La collina dei conigli", poi Salgari, Cuore, vabbe' Piccole Donne e Pattini d'Argento non ce li metti? Starei ore a parlare di libri.

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    1. Sì, anche il Club dei Sette è della Blyton, quella donna ha scritto centinaia di libri.

      Elsa sempre nel cuore, di Salgari ho adorato tutta la serie del Corsaro Nero, mentre Sandokan non mi ha mai conquistata.
      Piccole Donne letto, riletto, visto e rivisto, l'ultima puntata della miniserie più recente proprio oggi. E non c'è niente da fare: ogni volta che Beth muore, piango e ogni volta che Teddy sposa quella insopportabile smorfiosa di Amy, mi arrabbio!
      Ci vediamo fu inlé!

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    2. Solo dopo aver inviato il commento ho visto la copertina dei Cinque all'isola di Kirrin e so per certo di averlo letto, quindi mi sono sbafata entrambe le serie.
      I corsari uhm, invece mi stavano troppo simpatici Yanez e Kammamuri. Cuore a rileggerlo è orribilmente stucchevole, ma Dagli Appennini alle Ande era epico, e piangerei ancora su Ferruccio che muore al posto della nonna.
      Pensa che credevo il lapino fosse veramente una lingua 🤦 di Adams ho trovato anche I cani della peste e La valle dell'orso, che non mi è piaciuto molto. Piccole Donne non mi è piaciuto fino a questo punto, appoggiavo più Tom Sawyer e Huck Finn 😁

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    3. Di Adams io avevo letto anche Traveller, ma non è all'altezza della Collina dei conigli.
      Altri amori d'infanzia: Il birichino di papà, ormai introvabile, che raccontava in tre volumi la storia di una ragazzina pestifera, poi mamma e nonna, David Copperfield, di cui avevo però una versione ridotta e riveduta per ragazzi e ho scoperto solo al liceo che in realtà Emily era la fidanzata di Ham, non sua sorella. Così come ho scoperto che nei Tre Moschettieri Constance era la moglie di Bonacieux, non la figlia come nella versione edulcorata che avevo letto da bambina. 😄😄
      E poi Heidi, Anna dai capelli rossi e Senza famiglia (Remi), regali della nonna quando erano usciti i relativi cartoni animati. Anche Il giornalino di Gian Burrasca era stato un regalo della nonna, suppongo con intento educativo. Amatissimi anche I ragazzi della valle misteriosa, Il giardino segreto, I ragazzi della via Pal e Il richiamo della foresta (che ho sempre preferito al più famoso Zanna Bianca).

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    4. Traveller mi manca, spero di trovarlo su qualche bancarella. Uh povero Nemecsek 😢 i moschettieri sto pensando di scaricarmeli su Kindle. Sempre grazie a mia sorella lessi pure La guerra dei bottoni. E Michael Ende starà sempre sul mio scaffale: Momo, La storia infinita, Jim Bottone in 2 libri, e Lo specchio nello specchio che non so cosa si fumasse quando lo scrisse...

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  3. Anche io adoravo la banda dei cinque!! Mi risuona in testa la canzone della sigla... Che ricordi, grazie.

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  4. Grande Camilla, mi hai fatto fare un tuffo nel passato, che meraviglia, grazie!
    Noi della banda dei cinque siamo tipi geniali, due colonnelli più tre generali, noi della banda dei cinque non abbiamo paura, dateci un'avventura e siamo qui

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