L'arrivo a Londra, con il pullman dall'aeroporto che attraversa i quartieri periferici, mentre sullo sfondo si avvicinano i grattacieli di Canary Wharf. E poi la Torre di Londra, il Tamigi, Southwark e Waterloo, il Big Ben e il Parlamento, Victoria Station. E ripeterci mille volte quanto è bella Londra.
Il fido bus 38, quello che prendevamo sempre durante la vacanza del 2011.
I colori e i profumi di Neal's Yard.
Fish & chips a Seven Dials, ragionando su come si troverebbero a Londra Aki e Gandalf.
Annusare tè al Tea Shop di Neal Street e pensare che dovrei tornarci con ZiaCris. curiosare tra negozi e bancarelle a Covent Garden market.
La stanza dell'hotel spaziosa, pulitissima e con un letto davvero king size.
Passeggiare a Chinatown.
L'arrivo a teatro e l'emozione di ritirare i biglietti.
La ragazza che probabilmente aveva ricevuto un regalo a sorpresa dai genitori e quando è entrata in sala si è commossa.
Lo spettacolo. Bellissimo, coinvolgente, straordinario, emozionante fino alle lacrime. E la voglia di tornare presto per vederne un altro.
Il risveglio pasquale con il sole. Fuori e dentro.
L'uomo di origine indiana o cingalese che in metropolitana si alza e mi cede il posto.
Un sontuoso brunch a King's Cross, in un locale in cui come prima cosa ti portano una bottiglia di acqua di rubinetto. Santi subito. Il toast integrale con uova strapazzate, bacon, funghi e pomodori.
E poi il plum cake al cocco con crema al limone e rabarbaro lessato.
L'incontro meraviglioso con Marina, perché un incontro virtuale può diventare amicizia vera.
Il binario 9 e 3/4 e un po' di shopping a tema.
Passeggiare da Horse Guards a Trafalgar Square e ripeterci quanto è bella Londra.
E non è ancora finita.
Nessun commento:
Posta un commento