giovedì 21 marzo 2013

Metodo scientifico e interrogazioni di anatomia

Il metodo scientifico, applicato con rigore per la prima volta da Galileo Galilei, consiste nel raccogliere evidenze sperimentali ed utilizzarle per formulare, dimostrare o smentire ipotesi e teorie.

Proviamo ad applicarlo alle reazioni avverse che ho manifestato in occasione delle Risonanze Magnetiche Nucleari (RMN).
  • quando mi hanno infuso sia il mezzo di contrasto che il Buscopan senza premedicazione (il trattamento preventivo per le allergie a basa di cortisone e antistaminici) mi sono ricoperta di grosse chiazze rosse e gonfie su spalle, braccia, torace e addome: robe che la Pimpa al confronto mi fa un baffo
  • quando mi hanno infuso sia il mezzo di contrasto che il Buscopan con premedicazione sono comparse alcune chiazze rosse
  • quando mi hanno infuso solo il Buscopan, senza mezzo di contrasto e senza premedicazione, sono comparse le chiazze rosse
  • quando mi hanno infuso solo il mezzo di contrasto, senza Buscopan, e con premedicazione (cioè l'altroieri), non sono comparse le chiazze rosse
L'ipotesi che il gadolinio sia innocente e che le macchie rosse siano da imputare unicamente al Buscopan mi pare sempre più ragionevole. Una rigorosa applicazione del metodo scientifico richiederebbe un'ulteriore verifica sperimentale, cioè l'infusione del solo mezzo di contrasto, senza Buscopan né premedicazione: chissà se la prossima volta mi lasciano provare.

Di Galileo, della scienza e delle mie macchie da dalmata in Technicolor vi importa poco o nulla e vorreste sapere com'è andata la risonanza? Be', vorrei saperlo anch'io, ma dovrò aspettare la metà della prossima settimana.

Intanto però stamattina ho avuto un'esperienza introspettiva straordinariamente interessante ed istruttiva.
Ricordate quando parlavo di guardarsi dentro? Ecco, oggi ho avuto la possibilità di farlo, e con una guida davvero squisita.
Era la prima volta che incontravo questo radiologo, ma mi ha fatto subito un'ottima impressione per la cortesia e l'attenzione che mi ha rivolto mentre si informava sulla mia storia clinica.
Deve avermi inquadrata subito come paziente curiosa, perché appena mi sono stesa sul lettino per l'ecografia, ha girato il monitor verso di me, affermando con sicurezza: "Lei vuole vedere". Sgamata subito...
Non si è limitato a lasciarmi guardare, ma ha instaurato un dialogo, fatto di spiegazioni ma anche di domande: "Ecco, questo è il fegato. Vede come appare chiaro? È per via della steatosi, la presenza di goccioline di grasso. Un fegato normale avrebbe un'immagine più scura, simile a questo che è...?"
"Il rene?"
"Esatto. Ora sposto un po' la sonda per esaminare un altro organo che si trova a ridosso del fegato..."
"Cistifellea? Pancreas?"
"Il secondo, brava. Ha forma allungata e questa è la coda".
E via così. Ha esaminato scrupolosamente il mio addome, spiegandomi passo passo tutto quello che veniva visualizzato sul monitor e interrogandomi di tanto in tanto sui nomi e le posizioni degli organi interni.
Abbiamo esplorato la milza, seguito l'aorta e le sue biforcazioni, perché - mi ha spiegato - bisogna esaminare con particolare attenzione i linfonodi vicino ai grandi vasi sanguigni. Ho dovuto distogliere lo sguardo dal monitor per un po' quando mi sono girata sul fianco, ma ha continuato a raccontarmi quello che vedeva. È stato davvero illuminante, finalmente sono riuscita a cogliere almeno alcuni degli elementi oggettivi di un'ecografia, a dare un senso a quelle macchie indistinte che agli occhi di chi non è addetto ai lavori possono far sembrare il lavoro del radiologo quasi più vicino alla stregoneria che alla scienza.

Sulla palla ha avuto un'esitazione: gli avevo spiegato che c'era un linfocele, ma credo non se l'aspettasse così grande: per farsi spazio, ha spostato la vescica, l'utero e i grandi vasi iliaci. Per spiegarmi cosa intendeva, mi ha fatto confrontare l'immagine della parte sinistra, in cui i vene e arterie sono al loro posto, con quella destra, evidenziata dall'ecodoppler, dove sono evidenti lo spostamento verso il basso e la compressione esercitati dalla palla con conseguenti... "Formicolii, problemi di circolazione e parestesie" ho concluso io.
Sempre con assoluta delicatezza, mi ha fatto notare lo spessore del mio strato di grasso addominale, indicandomi quale dovrebbe essere in condizioni normali. No, non ve lo dico quanto ne ho in più, ma fidatevi: è troppo!
Ha preparato il referto subito dopo l'esame e me l'ha consegnato dopo pochi minuti. Probabilmente la procedura di invio a domicilio che era stata introdotta qualche mese fa, oltre ad essere sgradita ai pazienti, non ha migliorato l'efficienza (e come avrebbe potuto, dato che introduceva attività aggiuntive?): spero sia stata abbandonata definitivamente.

Tutto a posto, nessuna anomalia, niente di preoccupante.
Per completa tranquillità devo aspettare l'esito della radiografia al torace e della risonanza, però a questo punto sono decisamente ottimista.

PS: Rita, avevi ragione: dalle stalle di ieri alle stelle di oggi...

16 commenti:

  1. ....medici rari come le mosche bianche.....avercene!
    Moooltoooo felice dell'esito e anche di avere, in qualche modo, anticipato il "benessere" di oggi.
    E questa notizia ha messo di buon umore anche me, davvero!

    P.S.: hai poi scelto il lupo o la balena???????
    rita

    RispondiElimina
  2. ssssssssspettacoloooooooooo...mi piace: l'esito, il medico, l'analisi che hai fatto sulla reazione allergica, insomma mi piace tutto

    RispondiElimina
  3. Ottimo direi!!! Mi sembra di ricordare che quasi sempre hai incontrato medici disponibili e affabili, e mi viene da pensare una cosa: evidentemente entri già con il sorriso e quindi li predisponi ad essere simpatici!! Ovviamente per la competenza è tutto un altro discorso... Bisogna essere fortunati!! Un abbraccio. Cristina

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo di avere merito nel trovare medici disponibili, mi sa che anche per quello è questione di fortuna. E a pensarci, è una cosa piuttosto triste, perché ci si aspetta che chi sceglie questa professione sia portato per i rapporti umani, mentre non è sempre così.

      Elimina
  4. la ginecologa mi dà una pillola per tenere le ovaie a riposo.la avverto che non tollero troppo bene i farmaci. dopo un mese mi riempio di pustole rosse a cerchi da un prurito insopportabile. col cortisone e l'antistamina si alleviano. domando "sarà la pillola?" "nooo!" allora noto che quando dimentico di prenderla di sera, la mattina non ho nulla, appena le prendo, tempo 2 ore e via! eritema. vado dal dermatologo e mi dice che potrebbe essere la pillola, non per l'ormone ma per qualche incipiente contenuto. cambio marca di pillola e sparisce l'eritema, ma mi scoppiano le vene. cura intensiva per le vene. mi tengo le cisti e abbandono la pillola. coi nuovi farmaci senza sperimentazione prolungata ogni volta è un terno al lotto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. mmmh, volevo dire "eccipiente"

      Elimina
    2. Cavie umane... e non ci pagano nemmeno!

      Elimina
  5. Che bello trovare medici cosi! E poi apprendere qualcosa di nuovo e' sempre interessante!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Davvero! Se fosse sempre così, io sono sicura che anche l'efficacia delle terapie ne sarebbe positivamente influenzata.

      Elimina
  6. Benone mi fa piacere, ma qualche consiglio sull'incicciottellamento addominale c'è?? M'interesserebbe asssssaaaaiiiii!!!!!!!!!!!
    4p

    RispondiElimina
  7. Sospettavo fossero loro, bè dovrò decidermi ad andare da un nutrizionista e .............
    4p

    RispondiElimina
    Risposte
    1. consiglio dr. Oliva Mestre.

      Elimina
    2. obesità.org del dr. Oliva a Mestre è un blog. visitatelo. non sono una paziente, non sono una parente, non ci lavoro. leggo quello che scrive e attendo gli eventi gratuiti col pubblico per l'informazione alla salute alimentare che propone il suo staff. condivido la sua filosofia di vita e conseguente proposta educativa all'alimentazione.
      non si tratta di diete, ma di persone.

      Elimina