mercoledì 16 gennaio 2013

Motivi per essere ricordati

Qualche giorno fa andavo al lavoro in macchina ascoltando l'ultimo disco di Guccini, forse ultimo in senso letterale, perché lo stesso autore ha dichiarato che sarà probabilmente la sua opera conclusiva.

Riflettevo in particolare sugli ultimi versi di L'ultima Thule, la canzone che conclude l'album e gli dà il titolo, una sorta di commiato: "si perderà in un'ultima canzone / di me e della mia nave anche il ricordo".
Be' - ho pensato - io che ascolto da tanti anni le sue canzoni, quel ricordo non lo perderò di sicuro, perché Guccini ha scritto brani che mi sono rimasti nel cuore. Non tanto i suoi pezzi più conosciuti, che pure apprezzo, ma perle di poesia sparse qua e là nei suoi dischi, piccoli capolavori che molti non conoscono neppure.
Bisanzio (Metropolis): la mia preferita; credo che i versi in cui descrive il Bosforo siano una magia: "Me ne andavo l'altra sera quasi inconsciamente / giù al porto Bosphoreion, là dove si perde / la terra dentro al mare fino quasi al niente / e poi ritorna terra e non è più occidente".
Asia (L'isola non trovata): parole e suoni capaci di dipingere colori ed evocare profumi e sapori esotici.
L'albero ed io (Due anni dopo): pur nel suo stile datato (il disco è del 1970, e si sente), è un grande inno al ciclo infinito della natura e delle stagioni.
Il pensionato (via Paolo Fabbri 43): pare quasi di vederlo, questo anziano che vive di là del muro, solo, con le sue abitudini un po' antiquate.
Odysseus (Ritratti): la fatica della scoperta e della conoscenza raccontate da un Ulisse intenso e drammatico.

Mi sono chiesta se lui, Guccini, si riconoscerebbe in queste mie preferenze o se sente più forte il legame con altre canzoni del suo repertorio.
Mi sono chiesta se gli piacerebbe l'idea di essere apprezzato e ricordato per questi brani, piuttosto che per L'Avvelenata o La locomotiva, le due canzoni che i suoi fans pretendono ad ogni concerto, quelle a cui non può mai sottrarsi, che tutti conoscono e cantano insieme a lui, talvolta forse caricandole di significati che vanno ben oltre le sue intenzioni. Credo che Guccini abbia scritto tante, tantissime cose migliori e mi piace pensare che gli vada stretta l'idea che qualcuno lo ricordi quasi solo per queste.

La mia mente ha continuato a viaggiare, seguendo fili logici imprevisti, e mi sono ritrovata a pensare a qualcun altro che, suo malgrado, sarà ricordato per una canzone.
"Che cosa posso dirvi? Andate, fate. / Tanto ci sarà sempre lo sapete / un musico fallito, un pio, un teorete / un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate".
Ora, diciamocelo francamente: avreste mai sentito parlare di Bertoncelli se non fosse citato proprio nell'Avvelenata? Io no di sicuro.
Bertoncelli è un critico musicale che scrisse una decisa stroncatura di uno dei dischi di Guccini, Stanze di vita quotidiana; il cantautore lo ripagò qualche anno dopo, nel disco successivo, con questi versi.
Sicuramente all'inizio questa notorietà gli sarà dispiaciuta parecchio, ma chissà se poi ha finito per apprezzare, se non l'immortalità, almeno quella memoria di lungo corso che gli è garantita da questa citazione.
Certo che, potendo scegliere, sarebbe preferibile essere ricordati per qualcosa di meglio che l'aver sparato cazzate.

6 commenti:

  1. Anche per me Guccini è un grande e bello è questo suo ultimo cd, con musiche e testi che forse ne richiamano altri, ma sempre 'speciali'.
    Tra le canzoni che amo di più ci sono Amerigo, Don Chisciotte, Eskimo e poi tante, tante altre.
    Ognuno dei suoi 'prodotti' regala qualcosa all'ascoltatore...

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    1. Hai ragione, anch'io in questo disco ho ritrovato sonorità conosciute, ma sempre gradevoli

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  2. Non lo ascolto tantissimo, ma alcune sue canzoni sono fantastiche. Mi piace moltissimo ascoltarlo quando rilascia interviste, non smetterei mai di sentirlo parlare!. Recentemente l'ho visto da Fazio e pochi giorni fa ho acquistato il suo libro in e-book.
    Credo che cantautori/poeti così (anche se il mio preferito in assoluto rimane De Andrè)faranno la storia e sarà difficile averne altri. rita

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    1. Fanno parte di una generazione che non ha avuto seguito. Purtroppo.

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  3. il vecchio e il Bambino...sssssssspettacolo!!!!!!!!!!
    E' di una dolcezza infinita

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