mercoledì 21 novembre 2012

La fatica, e poi...

Giornate intense, di lavoro e non solo.
Faticose, da farmi crollare addormentata sul divano prima di cena e poi sforzarmi di aprire gli occhi per affrontare gli impegni serali: riunioni, corsi, prove di teatro.
Da un doloroso pizzicare alla base del naso che sussurra di sinusite.
Da non accendere il PC a casa nemmeno per scaricare la posta elettronica per due giorni consecutivi.
Da fare il conto dei giorni che mancano fino alla prossima mattina libera, in cui poter dormire fino a tardi.
Da risvegliare il dolore alla schiena fino a zoppicare; da sentire il cuore in gola, che accelera per compensare la pressione bassa.
Da chiedermi se queste poche energie e questa stanchezza sempre dietro l'angolo siano figlie dell'età, della menopausa o del cancro.

E poi...
La prima scadenza importante di lavoro superata brillantemente e la consapevolezza che non è stato un caso, ma il frutto di un lavoro ben impostato.
Il dolore alla schiena che piano piano si attenua, senza antinfiammatori, solo con attenzione e qualche esercizio leggero leggero, ripetuto tante volte nel corso della giornata.
I pezzi del lavoro con il nuovo cliente che cominciano ad incastrarsi e in pochi giorni passano da un'accozzaglia di idee e bozze ad un sistema.
Una mattina scintillante, con i campi intorno all'autostrada che brillano immersi in una cascata di luce e una poiana sulla rete a lato della strada.
La tavolozza dei colori autunnali del Carso, che entrando in autostrada, quasi quasi invece di tornare a casa viene voglia di girare a destra, verso l'altipiano, di salire in mezzo al rosso dell'edera e del sommacco per arrivare in quel punto, dopo Padriciano, in cui la strada si affaccia sul Golfo di Trieste, che da lì, al tramonto, sembra oro fuso.
Il sole del pomeriggio che inonda la campagna di rosa e arancio e un'altra poiana vicino all'autostrada; o forse è la stessa di stamattina che si è spostata.
Un sorso di serenità da una tazza di tè al gelsomino e, finalmente, un po' di tempo per il mio blog.

14 commenti:

  1. Ed è bello rileggerti! :)
    Certo questa lotta con la stanchezza ce l'abbiamo un po' tutte...Però vedi che riesci a fare tante cose e a sentirti soddisfatta?
    Questo è l'importante.

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    1. Hai ragione Rosie, l'importante è esserci e riuscire a trovare soddisfazione da ciò che si ha.

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  2. Mai fidarsi di come inizi i Tuoi post...fanno spesso presagire il peggio, poi ecco che ne esce un bel quadro di positività, fatto di piccole grandi cose del nostro quotidiano. La capacità sta proprio nel coglierle, senza sottovalutare un "successo" sul lavoro, i colori della natura, il fisico che nonostante lo si strapazza, ci sostiene...
    Bello Mia, a noi ci piace!!! Un bacio. rita

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    1. Rita, ormai dovresti conoscermi, lo sai che prediligo i titoli ad effetto!
      Ripensandoci, magari potrei dedicarmi al giornalismo...

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  3. Bellissimo, contenta della tua ripresa e i colori del Carso sono quasi unici, non c'è autunno uguale

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    1. La tavolozza del Carso mi affascina in ogni stagione: ora è rossa, in primavera ci sono i piumini rosa del sommacco e poi il giallo delle ginestre... È sempre uno spettacolo!

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  4. Un post rilassante... davvero! Temevo fosse in agguato l'effetto sorpresa che tanto ti diverte ma che spesso mi fa stare col fiato sospeso fino alla fine.
    Un abbraccio!

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    1. Ecco, vedi? Ti ho tenuta comunque con il fiato sospeso!
      (lo so, sono perfida)

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  5. La seconda parte è una meraviglia, un concentrato di soddisfazione, giusto orgoglio e bellezza!
    Per la stanchezza non so che dire, mi ritrovo spesso a farmi la stessa domanda...
    Felicissima per la schiena :)

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    1. Grazie carissima: per i complimenti, per la comprensione, per la partecipazione.
      Un bacio!

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  6. Un post d'oro fuso. 4p

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    1. Addirittura?!?
      Non voglio prendermene troppo merito: i panorami del Carso si raccontano da soli.

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  7. che bello, mi hai portato con te tra i colori, grazie :)
    wide

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    1. Io ti porto sempre con me: sei nel mio cuore in ogni momento.

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