giovedì 4 febbraio 2016

Conteggio

Eccomi di nuovo davanti al mio PC.
Come avevo anticipato dall'ospedale, il supporto mobile di blogspot è semplicemente... imbarazzante. Si può a malapena scrivere un post di testo non formattato, non accetta nemmeno gli "a capo" ed è impossibile inserire immagini: fa passare la voglia di scrivere.
Pensavo di riprendere il computer appena tornata a casa, ma i primi giorni facevo fatica a stare seduta, sono riuscita soltanto a scaricare la posta.
Oggi mi muovo decisamente meglio, grazie anche al super trattamento che mi ha offerto Renato ieri sera: lavaggio capelli, mezza doccia senza bagnare i punti, spalmata di crema idratante, medicazione delle ferite e cambio cerotti, che finalmente non "tirano" più.

Con l'occasione, abbiamo fatto il conteggio dei punti. Sì, perché le raccolte punti sono una cosa seria: pensate che in ospedale avevo vinto le calze anti-trombo già il giorno dell'intervento e dopo solo due giorni anche la padella!
Ieri sera quindi Renato ha solennemente provveduto alla conta: questa volta sono 49, tutte graffe metalliche: ho una zip sulla pancia lunga quasi come quella della Brontofelpa.

Questo terzo ricovero è stato meno solitario degli altri: ho avuto molte più occasioni di incontrare altri pazienti. 
All'accettazione in reparto ho ritrovato A, con cui avevo condiviso l'iter del pre-ricovero: ci eravamo inseguite per tutto il giorno tra ambulatori, prelievi, radiografie ed elettrocardiogramma, scambiando qualche parola nelle varie sale d'attesa e trovando un'immediata intesa nella condivisione di un approccio ironico alla situazione. Sarebbe stato bello finire in camera insieme, ma lei era in una sezione diversa, quindi ci siamo riviste solo in sala da pranzo.
La mia compagna di stanza è stata una presenza discreta, anche se la differenza di età e di interessi ha fatto sì che non si creasse una vera confidenza, L'unico problema erano i suoi gusti televisivi: ho trascorso quattro giorni a base di Unomattina, La vita in diretta, Un posto al sole, C'è posta per te e amenità simili. Meno male che avevo i miei libri.
Durante i pasti ho conosciuto anche L, il veterano del reparto, a cui un ricovero che durava da oltre 50 giorni iniziava ad incrinare il sorriso. Ma anche F, il professore di lettere siciliano, sempre gentilissimo. E poi E, che ogni mattina telefonava a casa per salutare la sua bimba di sei anni prima che andasse a scuola e si preoccupava di non avere il tempo di prepararsi alla caduta dei capelli se le avessero anticipato l'inizio della chemioterapia. L'ultimo giorno ho diviso la stanza con G, un anno meno di me e  la paura di una recidiva da esorcizzare.
Persone, storie, sofferenze rispetto alle quali il mio problema di salute si ridimensionava.

Già: il mio problema.
Il chirurgo ha parlato di lipomatosi addominale: è molto probabile che ci siano altri lipomi più piccoli, oltre ai due che ha rimosso. Nel tempo potrebbero formarsene altri, crescere e richiedere nuovi interventi di rimozione. Ancora peggio, qualcuno potrebbe essere atipico, vale a dire maligno. Come avevo ipotizzato, le mie cellule, probabilmente per cause genetiche, hanno l'antipatica tendenza alle mutazioni tumorali. Questo significa che il mio follow-up durerà tutta la vita.

Il ritorno a casa ha dato una bella accelerata al percorso di recupero: mi è tornato subito un po' di appetito e già dalla prima notte sono riuscita a dormire girata sul fianco.
Dopo otto giorni di assenza, mi aspettavo un trionfale benvenuto micesco a base di strofinamenti e fusa. In effetti, quando Aki mi ha vista si è subito spanciottato, spingendo il musetto contro la mia mano per farsi accarezzare. Gandalf invece mi ha deliberatamente ignorata per dodici ore: evidentemente voleva punirmi per averlo abbandonato e solo a notte fonda, quando ha ritenuto di avere manifestato a sufficienza il proprio biasimo, è venuto a infilarsi sotto le coperte vicino a me. Da allora mi tiene quasi sempre sotto controllo visivo.

Ora mi godo una convalescenza a base di riposo, coccole, cibo leggero, visite di amici e parenti, libri e un po' di televisione. Che non è affatto male.

sabato 30 gennaio 2016

Basta lap dance

È finita l'era della lap dance: stamattina mi hanno tolto l'ultima flebo.

Ieri ho avuto il permesso di mangiare... per modo di dire: la scelta era tra minestrina e semolino. Oggi mi hanno detto che posso iniziare un'alimentazione leggera, che probabilmente si concretizzerà in pasta in bianco, purè e stracchino, che per me non è affatto male, dato che sono cose che mangio sempre volentieri.
Stanotte ho fatto un'ottima dormita, sicuramente favorita da una temperatura un po' meno torrida in camera: ho addirittura usato la coperta!
L'unica nota non positiva è stata la medicazione di stamattina, che non aveva un bell'aspetto. Ma la precedente risaliva a martedì, quindi forse i residui sulle garze erano vecchi; la febbre dei primi giorni è passata e questo dovrebbe essere buon segno rispetto alla possibilità di un'eventuale infezione.
Confido nelle dimissioni all'inizio della prossima settimana, per completare la convalescenza a casa, con la giusta dotazione di gatti, connessione Internet e programmi TV decenti.

giovedì 28 gennaio 2016

Fashion me

Tradizionalmente, le mamme regalano alle figlie una o più camicie da notte da utilizzare "in ospedale", non come augurio di disgrazie, ma di maternità.
Per una volta, anche la Maria, la più anticonvenzionale delle mamme, si è adeguata alla tradizione, quindi anch'io possiedo un paio di camicie da notte. Stiamo pur sempre parlando della Maria, quindi toglietevi dalla testa quelle cosine delicate, tutte pizzi e colori pastello! Aspettatevi comunque una donna molto fashion che passeggia per i corridoi della chirurgia, con l'asta delle flebo al guinzaglio.

dettaglio del tessuto

La degenza procede bene, sia pure con qualche intoppo. I primi giorni ho avuto qualche attacco di nausea e conati di vomito. Sospetto che la colpa vada suddivisa in parti uguali tra anestesia e vampate, che nel caldo sahariano dell'ospedale mi hanno massacrata.
Ieri mi hanno tolto il sondino e ho iniziato a scendere dal letto, acquistando progressivamente autonomia negli spostamenti. Ero molto soddisfatta... fino a quando è arrivata la tosse. Un paio di aerosol hano limitato i danni, ho passato una buona notte e oggi ho iniziato a pascolare per i corridoi, nella speranza - finora vana - che mi lascino togliere le odiose calze antitrombo, che probabilmente servono comunque a poco, dato che continuano ad arrotolarsi.
Al momento i motivi di insoddisfazione rimangono:
1. Gattonostalgia
2. Un paio di bolle sulla pelle del collo, reazione al cerotto; per fortuna a furia di chiedere ho trovato un'infermiera pietosa che ha tagliato via il pezzetto di cerotto responsabile dello scempio
3. Connettività a dir poco scadente: il segnale telefonico va e viene, quello di rete più che altro va
4 Caldo! Non so se l' obiettivo sia curare i pazienti o arrostirli, ma direi che siamo a buon punto per entrambe le cose
5. I programmi di cucina RAI. A casa non li vedo più da una decina d'anni, ma direi che non hanno fatto alcun passo avanti da allora: i cuochi "professionisti" che ho visto in questi giorni non passerebbero nemmeno le selezioni preliminari di Masterchef
6. Blogger: inqualificabile la gestione da dispositivo mobile.
Menzione positiva invece per la compagna di stanza, con cui condivido le passeggiate: molto discreta e dotata di ottimo udito, per cui ascolta la TV a volume basso e non disturba mai.

martedì 26 gennaio 2016

Giramento di palle

Rieccomi, da poco uscita dalla terapia intensiva dove ho passato la giornata di ieri e la notte.

L'intervento è andato benino, con qualche sorpresa di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. I lipomi erano due, non uno. e il linfocele si era attaccato un po' dappertutto e non è stato possibile rimuovere completamente la capsula. Amen.
Sto abbastanza bene, considerando che il nuovo taglio è un po' più lungo dell'ultimo, ma più corto del primo:  a occhio e croce circa 25 cm che quando mi muovo si fanno sentire. In più c'è l'odioso sondino naso-gastrico che mi graffia la gola, quindi NON telefonatemi.
E state sereni: ne ho passate di peggiori.

martedì 19 gennaio 2016

Regali più o meno graditi

E anche questo compleanno è andato e come per ogni compleanno che si rispetti, sono arrivati dei regali. Alcuni graditi, come il tè verde al gelsomino di ZiaCris e la gift card per gli ebook di Renato, altri decisamente meno...

Quale inizio migliore per il giorno del proprio compleanno che trovarsi con una gomma dell'auto bucata al momento di andare al lavoro?

E vogliamo parlare della telefonata che a metà mattina mi ha annunciato che il mio intervento è stato rinviato a lunedì prossimo?

Però...
Però è stata una fortuna che mi sia accorta della gomma sgonfia, perché non so voi, ma io non guardo spesso gli pneumatici. Ed è stata una fortuna che la gomma non fosse del tutto a terra e il gommista non troppo distante, così sono riuscita ad arrivare, piano piano, senza dovermi cimentare con cric e ruotino. Ed è stata una fortuna che il gommista abbia riparato subito la foratura. E che l'appuntamento che avevo con un fornitore fosse nella tarda mattinata, per cui l'ora di ritardo con cui sono arrivata in ufficio non ha creato grossi problemi.
Ed è una fortuna che la mia ossessiva programmazione comprenda anche una buona dose di flessibilità rispetto agli imprevisti, per cui il rinvio dell'operazione ha comportato una ripianificazione senza particolari ansie. Anzi, potrò anche partecipare ad una cena a cui altrimenti avrei dovuto rinunciare.

E poi ci sono state tante cose belle. Centinaia di persone - letteralmente - che hanno speso un po' del loro tempo per mandarmi qualche parola di auguri, un'immagine, un video. Messaggi, telefonate, pensieri gentili che scaldano il cuore. E per finire, una bella dose di coccole, che fa sempre bene.

Alla fine sì, è stato un buon compleanno.


giovedì 14 gennaio 2016

Pronti, partenza...

Ci siamo: ricovero mercoledì 20, intervento giovedì 21.


E ora si entra nella fase organizzareorganizzareorganizzareorganizzare.
Cercare di completare i lavori aperti, lasciare tutto in ordine e poco o niente in sospeso, per andare via tranquilla e tornare senza assilli, per potermi occupare solo della mia salute.
Ci provo.


giovedì 7 gennaio 2016

Conversazioni domestiche - 9

Stiamo cenando.
Gandalf, elegantemente posizionato sulla parte non apparecchiata del tavolo, ci osserva con espressione falsamente angelica. In realtà è pronto ad allungare la zampa per artigliare qualsiasi cosa gli capiti a tiro, con l'unico scopo di soddisfare la sua curiosità e guardarla più da vicino. Oggi a pranzo ha già rovesciato il mio bicchiere dell'acqua e lunedì mattina una tazza piena di latte e cacao.
Gli faccio un grattino sulla fronte e mi viene in mente una cosa che ho letto su Facebook qualche giorno fa.
Io: 'More, conosci la leggenda del gatto del presepe?
Lui: ???
Io:Nella stalla di Betlemme oltre al bue e all'asinello, c'era anche un gatto, che si mise accanto al Bambin Gesù per riscaldarlo. Maria, grata per questo aiuto, benedisse il micio con una carezza. Sulla fronte del gatto, dove si era posata la mano della Madonna, comparve la M di Maria, che si vede ancora in molti gatti dal mantello tigrato.
Lui:Ah.
Io:Guarda, ce l'ha anche Gandalf!

Lui: Se ci fosse stato Gandalf, nella stalla di Betlemme, come minimo avrebbe rovesciato la culla per guardare cosa c'era dentro e invece di una M sulla fronte ora tutti i gatti avrebbero il segno di una scarpa sul posteriore!


Ok, forse oggi di Gandalf vi importa poco e volete sapere com'è andato il pre-ricovero.
Tutto ok: abile e arruolata!
La vertigine dei giorni scorsi è solo un vago ricordo: oggi avevo recuperato tutto il mio aplomb ed ero assolutamente tranquilla.
Organizzazione efficientissima: sono arrivata alle 8:02 e alle 9:45 avevo già fatto prelievo, colazione, RX torace, elettrocardiogramma e colloquio per l'apertura della cartella infermieristica. 
Poi ho bivaccato al CRO fino alle 14, orario fissato per la visita anestesiologica, in compagnia del mio e-reader e di due telefoni cellulari. Già, perché da oggi, dopo 17 anni, sono di nuovo una lavoratrice dipendente e mi hanno pure dato il telefono aziendale.
È un lavoro part-time, 20 ore a settimana, quindi nel tempo che resta continuo la mia attività professionale. Vale la pena di sottolineare che i miei nuovi datori di lavoro sanno benissimo che a breve dovrò assentarmi per l'intervento, ma mi hanno assunta lo stesso.
L'esito degli esami del mattino era già disponibile: analisi del sangue più che buone, con i globuli bianchi sopra i 4.000, pressione e tracciato ECG normali. Anche il colloquio con l'anestesista è andato bene e mi ha dichiarato idonea per l'intervento.
Non ho ancora una data, ma l'infermiera del pre-ricovero chirurgico, in base al calendario degli interventi programmati, ha ipotizzato che potrebbero chiamarmi il 21/22 oppure all'inizio della settimana successiva.
Sia quando sia, io sono pronta.