venerdì 17 ottobre 2014

Tre gatti e mezzo

Caro diario,
Ormai sono qui da circa due mesi. Ho trovato una tana comoda, tante ciotole sempre piene, tre felini e due umani amichevoli.

Be'... veramente gli umani mi fanno un po' paura.
Sono gentili, mi portano la pappa e mi parlano. Io rispondo. A volte facciamo di quelle chiacchierate... Però vorrebbero toccarmi e questo mi spaventa. Non è colpa loro, è qualcosa che è successo prima di incontrarli, ma come faccio a spiegarglielo?
Li lascio avvicinare abbastanza, ho anche preso il cibo dalle loro mani qualche volta, ma appena cercano di toccarmi mi allontano. Non insistono mai, ma si vede che gli dispiace. Lei dice che il cibo in questa casa non è gratis, che in cambio vuole un po' di fusa e coccole. Però continua a darmi da mangiare anche se non mi lascio toccare. Meno male.

Mi dispiacerebbe andare via: qui si sta davvero bene e poi Gandalf e Aki sono così simpatici!
Quando ci sono loro ho anche meno paura degli umani e non scappo. Penso che se loro si fidano, un motivo ci sarà. Qualche volta fanno un po' i sostenuti: quando mi avvicino per scambiare effusioni affettuose, loro si spostano. Però mi hanno accolto bene e qualche volta giocano con me: ci rincorriamo in giardino e poi su, sugli alberi.
Anche il Ciccio è simpatico, però è vecchio e non gioca. Ogni tanto viene a dormire nella cesta vicino alla mia e io non lo disturbo mai. Sono un gatto rispettoso.

Qualche volta entro in casa.
All'inizio lo facevo solo di notte, quando gli umani dormivano. La prima volta che ho seguito Gandalf attraverso quella piccola porta trasparente ho trovato tanta pappa come non ne avevo mai vista in vita mia. Gandalf e Aki sono stati gentili, mi hanno lasciato ripulire le loro ciotole. Sembravano quasi contenti e io non capivo: come potevano lasciare tutto quel cibo a me? Poi ho scoperto che qui le ciotole si riempiono continuamente e svuotarle significa avere presto altra pappa, più fresca. Adesso ho anch'io il mio vassoio con le ciotole: una per gli umidi e una per i crocchi. Però ogni tanto vado ancora a spazzolare quelle degli altri. A loro non dispiace e nemmeno agli umani: mi chiamano lavastoviglie con il pelo: non so cosa vuol dire, ma non sembra un insulto.
Gli umani mi invitano spesso a entrare; aprono la porta grande e mettono le mie ciotole lì vicino, così sento il profumo. All'inizio avevo paura, paurissima! Però ho visto che quando entro non succede niente: mi lasciano mangiare, non mi cacciano e non mi picchiano. Adesso qualche volta entro anche se ci sono loro. Mi lasciano la ciotola piena vicino alla porta piccola, credo che lo facciano apposta per farmi entrare. Io mangio e poi esco. Le prime volte scappavo al minimo rumore, adesso ho capito che anche se gli umani sono nei paraggi non c'è pericolo.

Oggi lei non è venuta a darmi la colazione. Strano. La colazione e lo spuntino di mezzanotte sono diventati quasi un rito, tra noi due. Dopo un po' mi sono stufato di aspettare, sono entrato dalla porta piccola e sono andato verso la cucina. Lei era sul divano e alla prima occhiata ho capito perché non era uscita a salutarmi: sta male, ha la febbre.
Ho ripulito la ciotola di Aki, ma c'era poca roba, così lei si è alzata per darmene ancora. Quando si è avvicinata sono quasi scappato, ma quando ho visto che riempiva la ciotola, le sono andato quasi vicino.

Sono strani questi umani, non ne ho mai conosciuti di uguali. Aki e Gandalf si lasciano toccare da loro o addirittura prendere in braccio e sembra che gli piaccia. Magari una volta provo anch'io...

 Shadow


PS: se per caso ve lo state chiedendo... Sì, sono bellissimo anch'io!



domenica 14 settembre 2014

La maledizione

Lo so, capita a tutti.
E non è nemmeno così grave.
Però...

Ieri mattina, prima di iniziare le consuete pulizie del sabato...

(Oddio, mi sono appena resa conto che anche il post precedente riguardava lo stesso argomento: mi sono forse ridotta a parlare solo di faccende domestiche? Noooo... andate avanti e vedrete!)

Riprendiamo.
Ieri mattina, prima di iniziare le consuete pulizie del sabato, sono uscita sul terrazzino per annaffiare i ciclamini e ho trovato una bellissima ragnatela, con il suo artefice e proprietario, un ragno di discrete dimensioni, piazzato proprio nel mezzo ad attendere gli ospiti.

In altri tempi sarei fuggita urlando.
Come regola generale, mi piacciono gli animali che non abbiano meno di due zampe né più di quattro (le pinne dei pesci valgono come zampe), per tutti gli altri i miei sentimenti vanno dall'indifferenza al disgusto fino al terrore cieco. I ragni rientrano nell'ultima categoria.

La paura dei ragni è istintiva nell'uomo, che li riconosce a livello subconscio come potenziali pericoli, ma la mia va oltre il normale istinto di conservazione.
Ho un sospetto sull'origine di questa fobia.
Molto tempo fa, avrò avuto forse tre o quattro anni, mi sono addormentata in macchina mentre ero in viaggio verso casa con la Maria, a bordo della sua storica 500 rossa.


Non ricordo da dove fossimo partite, forse da Roma o Salsomaggiore, comunque era un viaggio lungo e all'arrivo era ormai sera inoltrata. La Maria iniziò a scaricare i bagagli mentre io dormivo ancora sul sedile posteriore, lasciando accesa la luce interna dell'auto per evitare che mi spaventassi nel caso mi fossi svegliata al buio mentre lei portava su le valigie.
In effetti mi svegliai mentre lei non c'era. Il mio sguardo corse subito a quella lucina sullo specchietto retrovisore e... mi spaventai a morte.
Non ero sola in macchina: a farmi compagnia c'era un ragno che stava tessendo la sua tela proprio davanti alla luce. Non era un ragno particolarmente grosso o di aspetto spaventoso, ma ho ancora in mente la sua immagine in quella luce fioca e giallastra, mentre fuori era tutto buio e io piangevo disperata pensando che la mamma mi avesse abbandonata. La cosa non è durata più di un paio di minuti prima che la Maria arrivasse a consolarmi, ma il danno ormai era fatto.
(Nota per chi ha figli: NON lasciateli soli in macchina con un ragno!)

Negli ultimi anni ho cercato di gestire questo terrore irrazionale: è vero che esistono ragni pericolosissimi e alcuni hanno un aspetto davvero spaventoso, ma non mi pareva il caso di farmi prendere dal panico anche di fronte a un innocuo ragno ballerino, di quelli con il corpo piccolo e le zampe lunghe e sottili, che si trovano comunemente nelle nostre case.

Renato mi ha aiutata: per sdrammatizzare, abbiamo iniziato a chiamarli in modo più amichevole.
"Ragno" è una parola che evoca immagini spaventose, quindi da qualche anno in casa nostra tutte queste bestiole si chiamano Gigi. Vuoi mettere?
Non dico di essere arrivata ad amarli o di essere entrata in confidenza con loro, continuano a farmi paura, ma in qualche modo riesco a gestirla e posso tollerare di trovarmi a meno di due metri da un ragno senza urlare.

Ieri mattina quindi mi sono addirittura fermata ad ammirare la ragnatela, che era davvero bella. Peccato che in parte fosse ancorata sul bagnafiori, e quando l'ho preso in mano è praticamente collassata, lasciando me mortificata e il ragno - probabilmente - a lanciarmi maledizioni.
Maledizioni che in qualche modo hanno funzionato.

Avete presente quando vi si infila in testa una canzone e non riuscite a smettere di canticchiarla?
Bene: io mi sono fatta tutto il giro di aspirapolvere-spolvero-pulizia bagni con "Un elefante si dondolava / sopra il filo di una ragnatela / e ritenendo la cosa interessante / andò a chiamare un altro elefante / Due elefanti si dondolavano / sopra il filo di una ragnatela / e ritenendo la cosa interessante / andarono a chiamare un altro elefante..."
Mi sono fermata diverse volte chiedendomi perché, tra tutte le meravigliose canzoni che ci sono al mondo non riuscivo a togliermi dalla testa proprio quella, comunque sono arrivata a un numero considerevole di elefanti.



sabato 6 settembre 2014

Dubbi esistenziali della mezza età

A un certo punto della vita cominci a farti domande su argomenti a cui quando eri più giovane non avevi mai dedicato nemmeno un brandello di pensiero. Il tempo che passa ti porta a soffermarti su cose di cui a vent'anni - o anche a trenta - non ti accorgevi nemmeno.
Rendersene conto può essere un trauma:  la chiamano crisi della mezza età.

In ogni fase della vita si affrontano scelte diverse, che al momento sembrano fondamentali e generano ansia e preoccupazioni, ma che spesso più tardi si ricorderanno con tenerezza.
L'importanza di queste scelte aumenta con il tempo, allenandoci ad affrontare via via domande più difficili.
Il neonato non è chiamato a prendere decisioni, lo fa la madre per lui, ma presto inizia ad affrontare le prime scelte: i giochi, le pappe. E poi, crescendo, anche i vestiti da indossare, gli amici da frequentare, lo sport a cui dedicarsi...
I dubbi dell'adolescente riguarderanno la ragazza a cui chiedere di uscire, il locale in cui passare il sabato sera, la scelta della scuola superiore e poi, forse, dell'università...
Poi arriveranno i dubbi sul lavoro, sul mutuo per la casa, sul momento giusto per avere figli, su come educarli...

In ogni momento della vita si guarda con tenerezza ai problemi dei più giovani e quasi con incredulità ai pensieri di chi è più anziano, che sembrano totalmente estranei e pare impossibile che un giorno possano diventare i nostri.
Con il passare degli anni, invece, bisogna rassegnarsi ad affrontarli, ad accettarli come le rughe, i capelli bianchi e gli altri segni del tempo che passa, anche quando sono pensieri pesanti e dubbi opprimenti.

Per esempio: per pulire i sanitari del bagno, è meglio chinarsi e poi avere mal di schiena oppure abbassarsi flettendo le gambe e poi avere male alle ginocchia?


sabato 16 agosto 2014

Non odiatemi

Considerato che:

  1. (anche) quest'anno non si va in vacanza
  2. negli ultimi sei mesi ho sempre lavorato cinque giorni a settimana in azienda e due a casa, quindi non c'è nemmeno la possibilità di gite della domenica
  3. l'uomo di casa è spiaggiato sul divano a causa di un infortunio sul lavoro che gli ha regalato la frattura di una costola (e a me ha regalato il raddoppio del carico di faccende domestiche)
  4. l'uomo di cui sopra non sopporta il caldo, al punto che più volte ha pubblicamente sostenuto che le temperature superiori ai 20°C dovrebbero essere vietate per legge
  5. in casa non abbiamo il climatizzatore
a me questa estate che deve ancora arrivare, con giornate fresche e spesso piovose, non è dispiaciuta affatto.
Non odiatemi.


giovedì 7 agosto 2014

Ciao,Gabriele!

Volevi consegnare alla morte una goccia di splendore
hai regalato al mondo torrenti di simpatia
fiumi di sorrisi
un lago di fede
un mare di saggezza
un oceano d'amore.

Ciao, gigante buono. 
Grazie per aver camminato al nostro fianco.


domenica 3 agosto 2014

Shopping selvaggio

La visita ortopedica di ieri non ha riservato sorprese: le cartilagini del mio ginocchio sono solo un po' usurate, per fortuna non abbastanza da richiedere un intervento chirurgico; solo antinfiammatori o al limite infiltrazioni di cortisone se il dolore dovesse peggiorare.

Dopo la visita sono passata al distretto sanitario per informarmi sulla vaccinazione antitetanica. Avrei dovuto fare il richiamo lo scorso anno, però ero immunodepressa. Quest'anno invece posso finalmente vantare un livello normale di globuli bianchi, quindi mi sono rivolta all'ufficio vaccinazioni per valutare la situazione. Le infermiere hanno fatto visionare le mie analisi del sangue al medico, che ha dato parere positivo, raccomandando anche il richiamo per la difterite.
Ricordavo l'ultima antitetanica piuttosto dolorosa, invece questa volta me la sono cavata solo con un lieve indolenzimento, come se avessi preso una botta sul braccio.

Oggi pomeriggio, dopo aver completato la mia dose di pulizie, mi sono immersa in sessioni multiple di shopping selvaggio, in negozio e on line.

Ho comprato ai felini decine di confezioni del loro cibo umido preferito
 

e anche parecchi chili di crocchi
libri per me

e anche ebook

aste per le tende e appendini per i pantaloni

maglie

lingerie

anche un nuovo mouse: dato che qualcuno ha rosicchiato il cavo del precedente (vero, Gandalf?), questa volta l'ho preso senza fili
Sì, lo so che è del tutto naturale per un gatto cercare di mordere la coda dei topi, infatti il colpevole non è stato scuoiato. Però sono circa venticinque anni che in casa mia convivono pacificamente gatti e mouse, quindi permettetemi di essere almeno un po' seccata.

Il più importante tra gli acquisti di oggi, quello che mi è costato di più, mi sembrava particolarmente adatto per un sabato sera, per la sua grande potenza, unita alla capacità di risvegliare i più bollenti spiriti: già stasera abbiamo passato un paio d'ore insieme.

Ve lo presento...
























martedì 29 luglio 2014

Questa casa non è un albergo!

Lei mi ha detto che questa casa non è un albergo.
Ha ragione.

Negli alberghi si va per dormire, io invece dormo quasi sempre fuori, entro in casa solo per mangiare.

Questa casa è un ristorante!

      Ciccio