Natale, tempo di regali. Per molti, un vero incubo.
Per cominciare, vorrei fare un sondaggio, niente di impegnativo, solo due domande veloci.
1. Alzi la mano chi non si è mai trovato alle prese con la fatidica domanda tipica delle ricorrenze (Natale, compleanno, anniversario, matrimonio, battesimo...): "
Cosa posso regalare?".
Non vedo mani alzate: ne deduco che siamo tutti persone normali.
2. Alzi la mano chi non ha mai ricevuto un regalo orrendo, assolutamente, totalmente, completamente estraneo ai propri gusti o necessità.
Anche qui non vedo mani alzate, segno che anche i nostri amici e parenti sono normali, e ogni tanto, in assoluta buona fede, capita loro di sbagliare clamorosamente nell'indovinare i nostri desideri.
(Come? Dite che nel non vedere mani alzate c'entra qualcosa il fatto che sono le tre di notte e mi trovo sul divano di casa mia mentre voi siete altrove ed in un momento diverso? Uuuh, ma che sofistici...)
Insomma, i regali sono una faccenda spinosa, che può generare situazioni imbarazzanti per il donatore e/o per il ricevente.
Tutto nasce da un retaggio culturale, una sorta di pudore che ci viene inculcato fin da piccoli, secondo cui chiedere un regalo è maleducazione. È vero, ma solo fino a un certo punto.
Possiamo considerare senz'altro inopportuno andare a chiedere a qualcuno di regalarci qualcosa, però ci sono occasioni in cui i regali sono ormai istituzionalizzati, per cui mi pare ipocrita fingere di non aspettarseli.
I primi a rendersi conto di quanto potesse essere deleteria questa forma di educazione sono stati gli sposi. Non si contano infatti, i casi di novelli coniugi alle prese con:
- Otto servizi da caffè, ovviamente tutti diversi tra loro per stili e colori, utilissimi soltanto se si vuole aprire un negozio di casalinghi.
- Una gondola di Venezia con luce, che si poteva mettere solo sopra i vecchi televisori a tubo catodico, ma è incompatibile con quelli a schermo piatto (su, ringraziatemi per avervi dato una buona scusa per farla sparire!).
- Sedici cornici d'argento, ideali nell'era della fotografia digitale in cui si stampa sì e no una foto su cinquemila.
- Un servizio da tè in peltro... occorre commentare?
- un busto in vetroresina di Padre Pio, ingiustificabile anche con la più sincera devozione.
- Una coppia di candelabri a quattro bracci: l'unico utilizzo sensato che mi viene in mente è calarli violentemente sulla testa di chi li ha regalati, ma è illegale. Peccato.
- Quattro orologi da tavolo con palle girevoli, che magari possono anche piacere, ma se te ne arrivano quattro, a girare non sono solo le palle degli orologi...
Devo continuare? Insomma, ad un certo punto, qualcuno ha preso coraggio, affrontando eroicamente vecchi pregiudizi e vecchie zie, e sono nate le liste nozze.
C'è chi non le ama perché ci tiene a scegliere un regalo che rappresenti il gusto di chi lo fa, io invece preferisco rispettare i gusti di chi lo riceve, quindi le trovo meravigliose.
Nel dicembre di molti anni fa, in occasione della mia laurea, mia madre si trovò a fronteggiare un certo numero di amici e parenti che le chiedevano cosa avrei gradito come regalo. Dato che la Maria era una donna estremamente pratica, non perse tempo a cercare di indovinare e scelse la strada più semplice ed efficace: me lo chiese direttamente.
Il risultato fu una lista di oggetti che mi sarebbe piaciuto avere, con prezzi che andavano da poche migliaia a un centinaio di lire (sì, proprio le vecchie lire: ho detto che si trattava di molti anni fa...), in modo che la Maria potesse rispondere sia a chi voleva fare solo un pensierino, sia a quelli che si mettevano insieme per un regalo più impegnativo, spuntando via via quello che veniva scelto, per evitare il rischio di doppioni.
Si trattava di un elenco molto eterogeneo e piuttosto eterodosso: comprendeva ad esempio il
Risiko!, che non è esattamente il genere di cosa che si regala di solito per una laurea, ma che ancora oggi utilizzo con grande soddisfazione (a proposito: sono sempre alla ricerca di compagni di gioco, se a qualcuno interessa...).
In quella occasione venne fuori anche un elenco di cose che
non mi sarebbe piaciuto ricevere, tra cui figuravano alcuni dei classici regali di laurea, come la penna stilografica o la valigetta portadocumenti di cuoio. Meno male: più tardi venni a sapere che qualcuno si era già orientato verso questi oggetti, ma prima di acquistarli ebbe l'ottima idea di fare una verifica di gradimento e cambiò programma.
Questa
lista dei desideri fu un successo, apprezzatissima dalla ricevente - cioè io - ma anche dai donatori, al punto che l'anno seguente, con l'approssimarsi del Natale, alcuni di loro mi chiesero di prepararne un'altra, che avrebbe semplificato la vita a tutti. La cosa è proseguita con successo fino a pochi anni fa: all'inizio di dicembre preparavo la mia
letterina per Babbo Natale, sempre con l'accortezza di inserire oggetti per tutte le tasche, e la distribuivo a chi me la chiedeva.
Naturalmente la lista è sempre stata intesa come uno strumento, una possibilità per facilitare la scelta e mai un vincolo; mi è capitato diverse volte di ricevere regali, anche molto graditi, che non ne facevano parte.
Nelle settimane prima di Natale, mentre mi arrovellavo alla ricerca di idee per i regali, ho pensato che sarebbe una gran bella cosa avere a disposizione la lista dei desideri di tutte le persone che ci sono care. Non servirebbe sempre: a volte capita di trovare un oggetto che ci sembra perfetto da regalare ad una certa persona, il classico "
appena l'ho visto ho pensato a te" e in quel caso credo sia meglio seguire il proprio istinto e fare quella che probabilmente sarà una gradita sorpresa. Però la maggior parte delle volte queste ispirazioni miracolose non arrivano, e un suggerimento sarebbe davvero utile per evitare figuracce e banalità.
Allora ho deciso: comincio io. Sto compilando la mia lista dei desideri, e prossimamente la pubblicherò. Mettetevi comodi, perché sarà lunghissima!