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venerdì 12 dicembre 2025

Esprimi un desiderio

Un paio di mesi fa, in un gruppo Facebook di appassionati di Disneyland Paris di cui faccio parte, è apparso un post che mi aveva fatto venire gli occhi a cuoricini 😍 e avevo espresso un desiderio


Non era un desiderio facile da realizzare, perché i prodotti Disneyland Paris si possono acquistare soltanto a Disneyland Paris, e anche se mi piacerebbe tantissimo una piccola vacanza al Parco, organizzare un viaggio in questo periodo in cui non so mai quando starò bene o male sarebbe un'impresa praticamente impossibile, perché i posti disponibili per le persone con disabilità sugli aerei e negli hotel sono limitati e vanno prenotati con un certo anticipo.
Peccato, mi sono detta.
Ma l'autore del post, Massimiliano, è una persona davvero speciale e ha deciso che se io non potevo realizzare quel sogno, l'avrebbe fatto lui per me.


A fine novembre è andato al Parco e ha girato diversi negozi fino a trovare la mia taglia e quando è rientrato a Roma ha preparato e spedito il pacco, che è arrivato ieri sera.


Ci sono sogni che vanno oltre le mie possibilità, ma ci sono anche persone meravigliose che mi prestano le loro ali per farmi volare.


martedì 15 ottobre 2024

Diario felino - Trappyversario

Caro diario,
è passato esattamente un anno dal mio arrivo in questa casa e le cose sono andate piuttosto bene. 
Certo ci sono state quelle brutte giornate in cui stavo male e mi hanno lasciata triste sola e abbandonata in clinica veterinaria, ma sono passati diversi mesi e da allora non ho più avuto problemi di salute.
In questo anno sono cresciuta molto e il mio pelo si è scurito soprattutto sulla pancia e sulla schiena e ora che si avvicina l'inverno ho messo su pelo e peso e ho un bel musotto tondo.


Mi piace ancora giocare con i topini, ma sono più pigra, non ho più voglia di fare tante corse per prenderli, e comunque ho deciso che i topi veri, le lucertole e gli uccellini sono più divertenti.


Vado molto d'accordo con Edison e lui è quasi sempre gentile con me, mi lascia addirittura le sue prede per giocarci e quando gli salto addosso e cerco di azzannargli la gola non si arrabbia quasi mai, al massimo mi tira qualche zampata, ma senza usare le unghie; qualche volta gli do una lappatina sulla testa e lui è contento. Anche con Fergus vado d'accordo, ogni tanto giochiamo insieme in salotto girando intorno alla colonna e facendo grandi zompi e acrobazie. Ettore non dà molta confidenza, se cerco di avvicinarmi troppo mi fulmina con lo sguardo, però tollera la mia presenza e ogni tanto si lascia fare qualche dispetto. Invece Penny continua a soffiarmi e Matilde mi rugna sempre, anche quando non ci sono ma lei pensa che potrei arrivare: l'umana dice che fa il rugnamento preventivo.

Gli umani parlano spesso con me e anch'io parlo molto con loro, i siamesi sono notoriamente chiacchieroni: quando mi avvicino li saluto sempre con un sonoro GNAU e una lappatina, soprattutto verso le tre di notte; quando invece tardano un po' a darmi da mangiare, li richiamo all'ordine con un perentorio GNAAAAAAAAAAAAAAUUUUUUUUUU! Ebbene sì, i siamesi sono anche prepotenti.
Devo ammettere però che il cibo non manca e me ne danno tutte le volte che lo chiedo. Devo solo cercare di finirlo prima che arrivi Edison, altrimenti me lo ruba.

Posso dormire dove voglio, mi piacciono in particolare i ciambelloni di pelo...


Il plaid sul divano...


I letti degli umani, meglio se con gli umani a portata di coccole...


 E naturalmente la sedia a rotelle dell'umana, su cui mi spaparanzo in pose più o meno eleganti!



Non disdegno anche collocazioni più originali...



Ma essendo fondamentalmente randagia dentro, mi piace soprattutto stare in giardino; gli umani hanno parlato di teglia e forno, dato che ero già condita, ma non ho capito bene...


Nel complesso sono molto contenta di questa casa e di questi umani: io e gli altri gatti di casa li abbiamo addestrati bene e fanno quasi tutto quello che vogliamo.


                                Trappy (Luna)


mercoledì 24 luglio 2024

Fortune relative

Nella mia vita sono stata più volte pesantemente bersagliata dalla sfortuna che, come è noto, a differenza della sua controparte ci vede benissimo e non manca un colpo. 


Nel mare di sfortuna in cui mi sono trovata spesso a nuotare, ci sono state situazioni in cui le cose sono andate male senza sconti, ma in qualche caso ho trovato un salvagente che mi ha aiutata a rimanere a galla: fortune relative, non sufficienti a risolvere le circostanze avverse, ma in grado, qualche volta, di limitare almeno in parte gli effetti negativi.


Nella sfortuna di un padre bastardo che non si è mai occupato di me né ha contribuito al mio mantenimento e di una madre affettuosa, ma incapace di valutare le necessità di una bambina e troppo spesso assente, ho avuto la fortuna relativa di due nonni meravigliosi e tante zie, zii e cugini che hanno fatto tantissimo per compensare le mancanze dei miei genitori. 

Nella sfortuna di un'infanzia molto solitaria, ho avuto la fortuna relativa di innamorarmi della pallavolo, uno sport di squadra che mi ha aiutato tantissimo a socializzare.

Nella sfortuna di un tumore raro e molto aggressivo, ho avuto la fortuna relativa di trovare ottimi medici che mi hanno tenuta in vita per molto tempo. 

Nella sfortuna di innumerevoli interventi chirurgici, terapie, esami, farmaci e visite ho la fortuna relativa di vivere in un Paese in cui le cure per i pazienti oncologici sono dovrebbero essere completamente gratuite, e più precisamente in una Regione in cui effettivamente lo sono quasi sempre.

Nella sfortuna di una pesante riduzione della mia capacità lavorativa, ho la fortuna relativa di un lavoro che posso svolgere anche da casa e di una direzione aziendale che mi consente di farlo con la massima flessibilità. 

Nella sfortuna di non essere più del tutto autosufficiente, ho la fortuna relativa di tante persone generose che mi aiutano quando da sola non ce la faccio. 

Nella sfortuna di una grave disabilità, ho la fortuna relativa di vivere in una casa che con qualche accorgimento ho potuto rendere sufficientemente accessibile.

Nella sfortuna di una convivenza forzata con il dolore cronico, ho la fortuna relativa di patire molto gli effetti collaterali degli oppiacei, per cui li assumo sempre malvolentieri, riducendo il rischio di sviluppare dipendenza.*

Nella sfortuna di tante notti in bianco per dolori o disturbi vari, ho la fortuna relativa di riuscire a gestire quelle ore con libri e giochi, senza innervosirmi, e di poter dormire quasi sempre fino a tardi quando finalmente riesco a prendere sonno.

Nella sfortuna di una malattia non più guaribile, ho la fortuna relativa di una terapia che mi sta procurando una sopravvivenza superiore alle aspettative con una qualità di vita accettabile. 


Nella sfortuna di tante sfortune, ho la grande fortuna di riuscire ad apprezzare quello che ho, anziché rimpiangere quello che mi manca, e di dare sempre valore alle cose positive. E questa è una fortuna assoluta, non relativa.




* Immagino che possa sembrare assurdo considerare una fortuna la sensibilità agli effetti collaterali degli oppiacei, che mi provocano nausea, capogiri, problemi intestinali, stanchezza e disturbi del sonno, ma dopo aver conosciuto persone devastate dalla dipendenza e visto una serie TV sulla strage provocata negli USA dall'Oxycontin, vi assicuro che è meglio avere qualcosa che protegga dal desiderio di aumentare la dose quando il dolore non passa.

giovedì 21 dicembre 2023

Diario felino - Sono tornata!

Caro diario,
Finalmente sono tornata a casa.
Ho fame.


Sto bene, le ultime analisi sono ottime.
Ho fame.
Non sto ferma un momento, tanto che gli umani si sono chiesti se in clinica mi abbiano disattivato il pulsante di spegnimento.
Ho fame.
Gli umani sono felicissimi di riavermi con loro. Credo.


Ho fame.
Edison non vuole ammetterlo, ma è contento di rivedermi.
Ho fame.
Faccio i dispetti a tutti gli altri gatti.
Ho fame.
Matilde mi rugna e Penny scappa.
Ho fame.
Ettore era più contento senza di me.


Ho già detto che ho fame?


         Luna

lunedì 16 ottobre 2023

Diario felino - Tutto nuovo

Caro diario,
Sono stati giorni intensi e pieni di novità. Venerdì mi hanno infilata nel trasportino e sono partita dall'Oasi felina di Favignana insieme a Lucia e Acciuga. Eravamo tutte un po' spaventate, ma le volontarie ci hanno rassicurate. 


Abbiamo dormito a Trapani e sabato mattina ci hanno caricate su un furgone pieno di gabbie, ognuna con la sua lettiera e le sue ciotole di cibo e acqua. Abbiamo attraversato tutta la Sicilia: Palermo, Enna, Catania, Messina... A ogni fermata entravano altri gatti, alla fine eravamo più di cinquanta.
Nel cuore della notte siamo arrivati a Guidonia, vicino a Roma e sono scesi i primi tre gatti. Gli umani che ritiravano i trasportini sembravano così felici! A Firenze sono scesi in otto e io ero stanca di stare sul furgone, ormai eravamo in viaggio da un giorno intero! 
Verso le undici del mattino siamo arrivati a Bologna: è sceso un gatto, due, tre, cinque, sette... Tocca a me, che emozione! Mi hanno chiusa di nuovo nel trasportino e consegnata a un'umana molto gentile e simpatica.

grazie Federica!!! 🧡💛🧡

Poi sono scesi altri gatti, ma non ci ho fatto tanto caso: ero arrivata!
L'umana mi ha portato a casa e ha aperto il trasportino: finalmente libera!


Ho esplorato l'appartamento e ho trovato diverse cose interessanti: una ciotola di croccantini e un umano maschio che mi ha fatto un sacco di coccole. Ero molto contenta.
Dopo qualche ora, però, l'umana mi ha rimesso nel trasportino, mi ha portata di nuovo fuori e mi ha consegnata a un altro umano, che ha caricato il trasportino sul sedile posteriore di un'automobile. Ma nooooo, di nuovo in viaggio, che tortura!
L'umano, che si era seduto vicino a me, ha cercato di rassicurarmi con parole dolci e dopo un po' mi sono addormentata. 
Era ormai buio quando finalmente siamo arrivati in un'altra casa: che sia quella buona?
Sono uscita dal trasportino con circospezione, c'era un gatto grande che mi guardava, ma sono abituata agli altri gatti, in oasi ce n'erano tanti, e l'ho ignorato.


Ho esplorato per bene la stanza, l'umano mi ha mostrato dov'era la lettiera e poi mi ha riempito le ciotole con acqua e cibo: GNAM!
C'era anche un'umana, avevo sentito la sua voce in macchina ma non la vedevo, perché io ero sul sedile posteriore e lei al posto di guida. Però mi è piaciuta subito, anche se le manca una zampa e si muove in modo strano, con attrezzi di metallo e plastica.


Ma è tanto morbida e si dorme benissimo sopra di lei.


Ho iniziato a familiarizzare anche con l'umano, che è molto gentile e generoso, mi riempie sempre la ciotola quando lo chiedo, e anche lui è morbido.


Sono passati altri gatti, oltre al primo: non amichevoli, mi guardavano tutti con sospetto e qualcuno mi ha soffiato quando ho provato ad avvicinarmi, ma nemmeno ostili, nessuno mi ha aggredita. Quello nero più grosso sembrava abbastanza disponibile, ma gli ho soffiato io, perché l'umano mi stava tenendo ferma e avevo paura. Credo che ci sia rimasto male.
Abbiamo passato il resto della serata sul divano, eravamo tutti stanchi dopo una giornata così intensa.


A un certo punto gli umani mi hanno portato di sopra: altre due stanze da esplorare, quante novità in un giorno solo! Mi hanno mostrato un'altra lettiera e un altro set di ciotole, nella stanza più piccola. Avevo dormito un po' sul divano, quindi ero abbastanza sveglia e ho cominciato a inseguire mostri invisibili sul letto della stanza grande. L'umana ha pensato, giustamente, che avessi voglia di giocare e mi ha fatto un regalo, un topino di peluche con cui mi sono divertita molto.


L'umana mi ha lasciato giocare per un po', poi ha spento la luce per dormire e ha lasciato che mi acciambellassi vicino a lei: non mi sembrava vero di poter avere così tante coccole nello stesso giorno!
Abbiamo dormito azzampate tutta la notte.
Stamattina siamo tornate al piano terra e mi ha dato un altro topino con cui giocare e ci siamo divertite un sacco: lei lo lanciava e io lo rincorrevo, lo riportavo sul divano e poi ci giocavo.


Quando mi sentivo stanca, mi fermavo a dormire, sempre vicino all'umana o sopra di lei.


Gli altri gatti si sono fatti vedere, qualcuno mi ha soffiato un po', ma sono rimasti lontani da me, a parte quello nero grosso, che si è avvicinato un po'. Forse faremo 'micizia.
Intanto sono molto contenta di essere qui!

            
                            Luna


giovedì 5 ottobre 2023

Chiedo aiuto per un nuovo pensiero felice

Ho abbastanza gatti, cinque sono un impegno economico non indifferente, tra cibo e spese veterinarie, e ho sempre detto che non avevo intenzione di allargare la famiglia... a meno che non avessi trovato un siamese.
Ho una passione "storica" per i siamesi. Quando ero bambina, andavo ogni anno a trovare i prozii Lino e Jole, che abitavano in provincia di Rovigo e avevano una coppia di gatti siamesi, Micetta e Luca: passavo intere giornate a giocare con le loro meravigliose cucciolate.
Quando avevo sei o sette anni, gli zii mi avevano regalato un gattino che era poi diventato talmente bello che il proprietario di una siamese con pedigree me l'aveva chiesto per l'accoppiamento.


Ma non era soltanto bello: era simpatico, affettuoso, paziente e uno straordinario cacciatore. Ho pianto per giorni quando è morto e mi è sempre rimasto il desiderio di averne un altro.

Lo sa bene Milva, una cara amica che è tra le fondatrici di SAIE e gestisce con altri volontari l'Oasi A-Mici di Favignana, così quando l'adozione di Luna è saltata all'ultimo momento, mi ha chiesto se la volevo.


Cioè, secondo voi?!?!?
Ci abbiamo pensato per un paio di giorni, perché ci sono alcuni aspetti pratici da considerare. Io non sto bene e per me potrebbe essere difficile gestire una micia giovane quando sono a casa da sola, Renato ha paura che io possa sentirmi frustrata se non riesco a prendermene cura come vorrei. E non siamo sicuri di come reagiranno gli altri felini domestici, in particolare Ettore che è terribilmente dispettoso con sua sorella.
Alla fine però abbiamo deciso che proprio adesso abbiamo davvero bisogno di tanti pensieri felici e questi occhioni azzurri devono entrare a far parte della nostra famiglia. Dopo tutto, mi sono sposata per un ottimo motivo!

Luna deve fare un lungo viaggio per venire qui da Favignana, le staffette sono già prenotate e arriverà a Casalecchio di Reno domenica 15 ottobre tra le 8 e le 9 del mattino.
Però il pomeriggio del 15 ottobre io ho un impegno a Padova (di cui vi parlerò a cose fatte), quindi chiedo il vostro aiuto.
C'è tra i miei lettori qualcuno che potrebbe prelevare Luna dalla staffetta a Casalecchio e tenerla fino a quando arriviamo noi a prenderla, nel tardo pomeriggio? Per piacere...


In alternativa, possiamo andare a prenderla noi a Casalecchio, partendo prestissimo, ma avrei poi bisogno di qualcuno che possa ospitarla per qualche ora a Padova.


Edit del giorno dopo: come sempre, i lettori di questo blog si sono dimostrati fantastici e ho trovato subito l'aiuto che mi serviva.
Grazie a tutti!

domenica 31 luglio 2022

La parola magica

Non amo farmi fotografare. Mi imbarazza mettermi in posa, non mi sento a mio agio; le rare volte in cui mi faccio scattare qualche foto, il risultato è visibilmente forzato e non ne sono quasi mai soddisfatta. 

Una decina di giorni fa, dovevamo partecipare come lettori alla presentazione di un libro di poesie e ho approfittato dell'occasione per una spedizione dalla parrucchiera: taglio molto deciso e colore forte, ma non permanente, perché non voglio ritrovarmi schiava della ricrescita. 
Il ruolo richiedeva un aspetto curato che ho completato con abito lungo e un po' di trucco, un'occasione talmente rara da meritare di essere immortalata.

Come al solito, Renato ha cercato di incoraggiarmi a sorridere, inizialmente senza grandi risultati. Poi ha avuto un'illuminazione e ha trovato la parola magica per disegnare sul mio viso un pensiero felice: "Ettore!"

  

venerdì 8 luglio 2022

Molto dolore per nulla

Quando cambia il tempo, le formiche fantasma mi massacrano: morsi, pizzichi, scosse, pugnalate... Vanno avanti imperterrite per ore, a volte giorni, in barba agli antidolorifici. Due giorni e una notte di calvario la settimana scorsa e un giorno e una notte questa settimana hanno fatto nascere una nuova variante per il saluto del mattino a Rita e Cristina su Whatsapp.


Pazienza, almeno arriva la pioggia e se questo è il prezzo da pagare per uscire dalla siccità, sono disposta a sacrificarmi, ne vale la pena... Beh, ne sarebbe valsa la pena se fosse piovuto davvero: due gocce la settimana scorsa, poco di più negli ultimi giorni, non è bastato nemmeno a inumidire il terreno, Il mio martirio è stato inutile! 😡



La soluzione, come sempre, è tuffarmi nei pensieri felici.

È uscito il mio articolo sul numero 1/2022 di Libertà di Parola
giornale di strada de I Ragazzi della Panchina di Pordenone. 😊



È arrivato un nuovo raggio di sole! 🎀



Ettore non vuole lasciarmi andare in ufficio 😸



Sono ricominciati i Mercoledì musicali, una delle manifestazioni che amo di più: ogni settimana musica dal vivo nelle strade e nelle piazze del centro di Portogruaro. 😍




martedì 14 giugno 2022

Promemoria

Non ho mai avuto un buon rapporto con la comunicazione passiva: fatico a restare a lungo a guardare o ascoltare qualcosa o qualcuno con cui non posso interagire.
Già alle elementari, mentre la maestra spiegava, io disegnavo. Non ero distratta né disinteressata, tutt'altro: avrei potuto ripetere fedelmente in qualsiasi momento ciò che era stato detto; tenere occupati occhi e mani mi aiutava proprio a focalizzare l'attenzione su quello che ascoltavo. Ho mantenuto questa abitudine anche alle medie e alle superiori: tutti i miei diari erano sempre pieni di disegni, realizzati durante le spiegazioni dei professori che, dopo un comprensibile fastidio iniziale per la mia apparente indifferenza, in genere capivano che in realtà li stavo seguendo con molta attenzione e mi lasciavano fare.

Mi è sempre stato difficile anche stare ferma a guardare la televisione: da bambina disegnavo o giocavo, nell'adolescenza sono passata ai cruciverba e ora ai videogames. Non guardo quasi mai la televisione, la ascolto soltanto, lanciando qualche occhiata ogni tanto. Del resto è molto raro che venga trasmesso qualcosa di tanto interessante da inchiodarmi davanti allo schermo, a parte alcuni grandi eventi sportivi e pochi, pochissimi film.


Anche ieri sera è andata così.
Renato aveva scelto un film di fantascienza, che ho ascoltato mentre giocavo con un videogame poco impegnativo, che occupava solo una minima parte del mio cervello, lasciandomi libera di pensare ad altro.
Stavo appunto riflettendo sulla giornata trascorsa, una come tante altre, in cui alcune cose sono andate per il verso giusto e altre no. All'improvviso, un promemoria, un pensiero folgorante.


Non va tutto bene, certo.
Mi sono dovuta arrabattare per gestire una situazione spiacevole, che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca. 
Le formiche, che la settimana scorsa sono state particolarmente moleste, anche ieri si sono fatte sentire, con attacchi di breve durata, ma molto feroci. Cerco di sopportare, magari ogni tanto ululo un po' oppure passo la notte in bianco, perché la dose minima di antidolorifico non sempre è efficace, ma non intendo aumentarla. Di recente ho avuto modo di vedere da vicino un caso di dipendenza da oppiacei e non voglio finire così.
Anche la sacroileite si fa sentire quasi ogni giorno, devo fare attenzione a come mi muovo per evitare di mettere in torsione l'anca, ma basta un minimo disallineamento per regalarmi un'esperienza astronomica. Nel senso che vedo le stelle.


Con il ritorno della stagione calda, le vampate hanno ricominciato a tormentarmi.
Anche ieri mi sono dovuta scontrare con la frustrazione di non poter fare qualcosa a causa della mia disabilità.
La stagione di sitting volley è finita: con la chiusura delle scuole, non abbiamo più la palestra per allenarci ed è una cosa che mi manca moltissimo.
 
Ma ci sono state anche cose buone in questa giornata.
È nato Emanuele, figlio della figlia di un mio cugino, il primo della nuova generazione della nostra famiglia.


Mancano pochi giorni alla partenza per la nostra tanto agognata vacanza e la lunghissima lista delle cose da portare è quasi completa. Venerdì dedicate un pensiero di solidarietà a Renato, che dovrà aiutarmi a tirar fuori tutto, perché al piano di sopra non posso usare la sedia a rotelle ed è molto difficile trasportare oggetti con il deambulatore.


Dopo la felice conclusione di un progetto software, che mi ha impegnato per circa un anno, ieri ne ho iniziato uno nuovo, sempre con il mio cliente storico, con cui collaboro ormai da venticinque anni.
È stato pubblicato un bellissimo video del Trofeo Rotary della settimana scorsa: guardatelo per capire cos'è il sitting volley... e al minuto 1:45 ci sono anch'io!
Ho praticamente finito di preparare la dichiarazione dei redditi, un'incombenza pesante di cui sono sempre lieta di liberarmi, tanto sono sempre a credito.

Ieri sera ho deciso di dare maggior peso alle cose belle rispetto a quelle sgradevoli: ho scelto di essere felice.

sabato 28 maggio 2022

Una grande partita

econdo uno studio pubblicato di recente, giocare con i videogames rende più intelligenti. Spero che sia vero, perché ho sempre amato i videogames, fin dai tempi delle elementari, negli anni in cui nascevano Breakout e Space Invaders.



Ho passato molte ore in sala giochi, ma non ho speso molti soldi: ero piuttosto brava e le mie partite duravano a lungo. Non potendomi permettere una console, ho anche approfittato a mani basse di quella dello zio Luciano, la mitica Atari 2600.
Quando ho comprato il mio primo PC, un IMB 286, ero già all'università e i primi videogiochi a cui mi sono dedicata sono stati altri due grandi classici: Pacman e soprattutto Tetris, di cui avevo una storica versione per MS-DOS, con le immagini di edifici russi, a 16 colori e in bassissima risoluzione. 


A Tetris ero una campionessa, la coordinazione occhio-mano mi veniva spontanea. Una mia partita poteva durare anche più di due ore: arrivavo all'ultimo livello e andavo avanti. Il punteggio massimo era limitato dal numero di cifre disponibili, superato quello, il contatore tornava a zero e ricominciava; io gli facevo fare parecchi giri.
Dopo qualche tempo sono passata a una versione 3D, Block Out, che richiedeva l'uso contemporaneo di entrambe le mani per spostare e ruotare i pezzi. In breve tempo ho raggiunto punteggi stratosferici anche con questo.


Non so se questo mi abbia reso più intelligente, ma l'abilità nel disporre gli oggetti in modo efficiente ha parecchie applicazioni pratiche: organizzare armadi e scaffali, riempire la lavastoviglie, fare le valigie... e gestire gli impegni.


A inizio marzo avevo fatto la consueta densitometria ossea biennale. Rispetto al 2020 la situazione della colonna vertebrale è rientrata nei limiti di normalità, sicuramente anche grazie al sitting volley, mentre quella del femore è peggiorata in modo significativo: osteopenia avanzata, l'anticamera dell'osteoporosi.
L'oncologa si è subito allarmata: un elevato rischio di fratture è sempre una brutta cosa, ma con una gamba sola è potenzialmente catastrofico. Mi ha quindi prescritto una visita osteometabolica urgente.
Lunedì 23 mi hanno comunicato la data dell'appuntamento: martedì 31. Bene!
Solo che mi hanno anche inviato una lista di indagini da presentare: la densitometria (✅ fatta a marzo) esame radiografico della colonna vertebrale (✅ ho la TAC di fine aprile), una sfilza di esami di che non avevo mai nemmeno sentito nominare e una visita odontoiatrica, richiesta perché uno dei possibili effetti collaterali della terapia farmacologica comunemente utilizzata per l'osteoporosi, raro ma da non trascurare, è l'osteonecrosi della mascella/mandibola, quindi bisogna essere sicuri che non ci siano problemi dentali.

Ho subito messo a frutto la mia abilità nel Tetris: richiesta alla MMG dell'impegnativa per gli esami, acquisto del contenitore per la raccolta urine delle 24h, appuntamento dalla dentista, permessi e cambi di orario al lavoro, prenotazione delle analisi, individuazione dell'accompagnatore, perché posso andare con la mia auto e guidare, ma in ospedale a Padova c'è sempre l'incognita del parcheggio e potrebbe servire qualcuno che vada a posteggiare mentre io mi presento per la visita. 
Tutto programmato a puntino.
Solo che, quando giovedì mattina sono arrivata in ospedale, mi hanno detto che il loro laboratorio fa una delle analisi richieste non sul sangue, ma sulle urine. Ok, non c'è problema, ce le avevo. Macché: ho portato quelle delle 24h, servono quelle del mattino. Va bene, ce la facciamo: mi sono scolata un litro d'acqua, ho aspettato una mezz'oretta e con l'aiuto di una gentilissima infermiera, abbiamo racolto il campione necessario. Ma c'era un altro problema: i laboratori della mia ULSS non sono attrezzati per eseguire un altro degli esami richiesti. E adesso?
Appena uscita dall'ospedale, ho chiamato un centro medico privato. La centralinista non sapeva dirmi se eseguono quel tipo di esame, dovevo andare di persona allo sportello. Ho caricato la carrozzina in macchina e raggiunto il centro medico: sì, sono in grado di fare l'esame, ovviamente a pagamento, ma ormai l'orario dei prelievi era finito, sono dovuta tornare il giorno dopo. 
Ho avvertito in ufficio che avrei tardato un po' e la mattina seguente sono andata a fare il prelievo: i tempi ormai erano strettissimi, il referto sarà sicuramente disponibile martedì pomeriggio, ma io ho la visita al mattino, l'hanno segnato come urgente e incrociamo le dita.

E dato che a Tetris gioco non bene, ma benissimo, in tutta questa frenesia sono riuscita a infilare anche il lavoro, alcuni colloqui con le potenziali colf, la ricerca di un alloggio a Parma per il Trofeo Rotary del prossimo fine settimana, ultimo appuntamento della stagione di sitting volley, le prime prove di teatro per una nuova commedia, il lavaggio dell'auto e la prenotazione della nostra tanto agognata vacanza. Dopo aver esaminato decine di strutture ricettive dell'Alto Adige per individuarne una con tutte le caratteristiche necessarie, soprattutto accessibilità in sedia a rotelle e una grande piscina per nuotare, dato che i sentieri di montagna ormai per me sono fuori portata, ho trovato quello che cercavo. 
È stata una partita magistrale.



PS: il Tetris classico, per chi non lo sapesse, è un gioco in cui dalla parte superiore dello schermo scendono pezzi composti da da quattro elementi (da qui il nome) che il giocatore deve spostare e ruotare in modo da comporre righe senza spazi vuoti.