Sicuramente mangio troppo, anche se non mangio male, nel senso che la mia alimentazione comprende buone quantità di frutta e verdura, cereali (spesso integrali) e legumi, poca carne, pochi condimenti, pochi dolci, pochissimo pane e i "cibi spazzatura" solo come eccezioni occasionali. Niente "calorie vuote" da alcolici o bibite zuccherate e negli ultimi anni ho ridotto in modo drastico il consumo di formaggi, anche se il mio colesterolo non sembra essersene accorto. Il pesce non è molto presente nella mia dieta, principalmente per una questione economica: ho difficoltà a prepararlo in casa perché l'odore mi dà terribilmente fastidio, ma non posso certo permettermi di andare a mangiarlo al ristorante ogni settimana, quindi di solito devo accontentarmi di quello surgelato. Insomma, quello che mangio va abbastanza bene, dovrei solo diminuire le dosi.
A parte l'eccesso di calorie, dal punto di vista della salute non ho altri vizi (sicuramente ne ho di altro tipo, ma ne parliamo un'altra volta...).
Non ho mai fumato volontariamente nemmeno una sigaretta (anche se qualche volta mi sono trovata vicino a qualche fumatore poco educato e non ho potuto smettere di respirare), non ho mai consapevolmente assunto stupefacenti (nel post-operatorio mi hanno dato morfina per qualche ora, ma spero di essere giustificata). Non faccio uso di alcolici di nessun tipo,non mi piace il caffè, non bevo bibite gassate né dolcificate.
In effetti, il sovrappeso è stato l'unico aspetto rispetto al quale sono stata rimproverata dalla dottoressa... almeno fino a ieri, quando ha individuato un altro vizio da combattere.
Si parlava dei bruciori da reflusso gastroesofageo, quel fastidioso disturbo iniziato ormai sette anni fa, a causa della massa tumorale che premeva sullo stomaco: in sostanza, una parte dei succhi gastrici, che sono molto acidi, risalgono l'esofago, provocando bruciori ed irritazioni.
Anche dopo l'intervento di rimozione del tumore ho continuato a soffrire di reflusso, sia pure in forma meno grave ed in modo discontinuo, con periodi di riacutizzazione, soprattutto in primavera e autunno e quando facevo chemioterapia, alternati a remissioni anche prolungate.
Non c'è una vera e propria cura per questo disturbo: si tiene sotto controllo con farmaci detti "inibitori della pompa protonica", che sembra una cosa molto spaziale, ma ha semplicemente l'effetto di ridurre chimicamente l'acidità delle secrezioni gastriche.All'inizio dovevo prendere questi farmaci ogni giorno, quando il disturbo si è ridotto ho potuto diminuire le dosi fino ad arrivare all'assunzione "al bisogno" e mi è capitato di passare anche diverse settimane senza utilizzarli. Ultimamente il reflusso ha rialzato la cresta, al punto che ieri la dottoressa mi ha ordinato un mese di terapia farmacologica continuativa.
GRRR! Detesto dipendere dai farmaci, vorrei essere in grado di risolvere almeno i disturbi non gravi, senza bisogno di "aiuti" esterni.
In effetti, il reflusso è influenzato anche dall'alimentazione. Ci sono cibi e bevande che aumentano l'acidità e vanno evitati o almeno limitati: alimenti grassi, bevande gassate, pomodoro, caffè, cioccolata. Ok, non c'è problema: i grassi cerco di evitarli comunque, bibite e caffè non li bevo mai, cioccolata ne mangio raramente e la stagione dei pomodori ormai è finita.
Ma c'è anche il tè.
Fondamentalmente, io bevo solo grandi quantità di acqua, quasi sempre di rubinetto, e di tè, preferibilmente verde e ancor più preferibilmente al gelsomino, sempre senza zucchero. Il tè verde contiene in buona quantità polifenoli e catechine, che gli conferiscono numerose proprietà benefiche: ha effetti antiossidanti, antitumorali, drenanti e anti invecchiamento, accelera il metabolismo e aiuta a ridurre il colesterolo e la glicemia, rinforza le difese immunitarie... Insomma, un vero toccasana, di cui taluni arrivano a raccomandare il consumo anche di 4/5 tazze al giorno.
Io non credo ai miracoli, quindi dubito che sia davvero così straordinario, lo bevo semplicemente perché mi piace. Il mese scorso avevo scoperto che il tè verde è anche ricchissimo di vitamina K, e di quella sembra che io ne abbia già anche troppa, quindi avevo ridotto un po' il consumo, parcheggiando a malincuore nell'armadio la teiera da un litro in favore di quelle più piccole, da due o tre tazze. Ieri la dottoressa mi ha detto che dovrei limitarmi al massimo a una tazza al giorno.
UNA TAZZA?!? Ma stiamo scherzando?
Una tazza è solo l'anticamera del tè, l'introduzione, l'incipit, l'assaggio... Una tazza è quella che si beve fuori, al bar o a casa di amici, quando non c'è il tempo o l'atmosfera giusta per gustarne ancora. Ma a casa propria mica ci si può fermare in anticamera, no?
Appunto.
Oggi ho messo a scaldare il solito mezzo litro d'acqua. E mi sono fatta una tazza di infuso di frutti e due di tisana depurativa, a base di erbe che fanno bene al fegato.
Un solo vizio, e mi tocca pure perderlo. Vaffanxxxx anche il reflusso.


















