martedì 31 maggio 2016

Si va

Biopsia.
Domani.
La seconda in sei mesi.
Evvai.

venerdì 27 maggio 2016

Reazioni

Non ho battuto ciglio quando ho ricevuto la prima diagnosi di cancro.
Non ho versato una lacrima quando ho ricevuto la seconda.
Sono rimasta impassibile all'annuncio della terza.
Non ho avuto nemmeno un sussulto alla quarta.

Ma quando ho letto questo, ho pianto come una fontana.

giovedì 26 maggio 2016

E invece...

L'oncologo è andato a sbirciare la mia PET: il nodulo ha captato abbondantemente il glucosio radioattivo, segno di metabolismo cellulare alterato. Cattivo segno.
Il prossimo passo sarà una biopsia, forse già la prossima settimana.

Ieri sera sono finalmente riuscita a leggere il referto completo della risonanza: oltre all'area sospetta inguinale, ce n'è un'altra più piccola sul gluteo destro.
A questo punto aspetto di vedere il referto della PET nero su bianco prima di dire che le cattive notizie sono finite.

martedì 24 maggio 2016

Conversazioni domestiche - 10

PET fatta senza problemi.
Un'infermiera mi ha inserito l'ago in una vena sul dorso della mano con grande abilità, si vede appena un minuscolo puntino rosso in corrispondenza del foro di entrata. Poi mi hanno collegato a un dispositivo che ha iniettato il glucosio radioattivo, seguito da una dose di soluzione fisiologica.
Subito dopo mi hanno accompagnato nella sala d'attesa "fredda", dove ho atteso per circa tre quarti d'ora comodamente spaparanzata su una poltroncina reclinabile. L'indicazione era di non fare niente: non parlare, non leggere, rilassarsi più possibile. Sono stata bravissima: mi sono addormentata.

Sono passata quindi alla sala d'attesa "calda", con l'ordine di bere un bicchiere d'acqua, fare la pipì e attendere ancora una decina di minuti.
Finalmente mi hanno chiamata per l'esame vero e proprio. L'attrezzatura è molto simile a quella per la TAC (in effetti comprende anche una TAC), ma con due anelli anziché uno.

Su mia richiesta, mi hanno inserito un rialzo sotto le ginocchia, così ho evitato i dolori che avevano reso tanto disagevole l'ultima risonanza magnetica.
Le scansioni sono durate una decina di minuti, senza bisogno di trattenere il fiato: alla fine questo esame si è rivelato il meno fastidioso tra tutti quelli eseguiti negli ultimi anni.

Per i risultati ci sarà da aspettare... UN MESE!
Ma... cioè... vogliamo scherzare?
Sono certissima che il referto sarà disponibile molto prima: tampinerò l'oncologo perché mi anticipi i risultati appena disponibili.



Rientro in macchina dopo l'esame.
Lui: «Se non ti crea problemi, possiamo fermarci al negozio XXX? Mi servono guanti da lavoro.»
Io: «Ok. Io però rimango in macchina, non voglio contaminare nessuno.»
Lui: «No, dai! Ti porto dentro urlando: Ho una bomba termonucleare!»
Io: «...»

A casa, mi sono rintanata nel mio studio con la porta chiusa, un trancio di pizza fatta in casa e due pomidoro gratinati, il mio pranzo delle 16:30.
Bussano alla porta.
Io: «Avanti!»
Lui: «Posso mettere il simbolo della radioattività davanti a casa?»
Io: «Pussa via!»

Ri-bussano alla porta.
Io: «Avanti!»
Lui: «BZZZZZ - BZZZZZ - BZZZZZ - BZZZZZ!»
Io: «FUORI!!!»

Dopo cinque minuti è tornato con un panino dolce, farcito con la Nocciolata Rigoni e l'ho quasi perdonato.

venerdì 20 maggio 2016

Si vince sempre!

Venghino, siore e siori, venghino!

Alla nostra ruota si vince sempre, si vince subito!

Al primo giro si vince... un nodulo sospetto di 3,5 cm all'inguine!

Al secondo giro si vince... una PET urgente!

Questa mi mancava: in dieci anni non l'avevo ancora vinta.
Ora si pone un problema serio, serissimo.
Ho tre giorni di tempo per trovare il modo di spiegare a Gandalf che dopo la PET dovrà starmi lontano per circa ventiquattr'ore, perché sarò radioattiva.
In questo periodo di notte dorme sul mio cuscino. Ora è così:
Si accettano suggerimenti.

venerdì 13 maggio 2016

Abitudini

Non è facile cambiare abitudini, soprattutto quando si sono consolidate per anni.
Il cambiamento spaventa e costa fatica, perché costringe a mettersi in discussione, ad abbandonare le sicurezze che si sono costruite nel tempo.
E allora via, manteniamole, queste abitudini!
Se da dieci anni a questa parte ho quasi sempre avuto almeno una palla nell'addome, perché cambiare? Non sia mai che poi i visceri si sentano soli...

Oggi pomeriggio mi ha chiamato la radiologa: hanno recuperato le immagini della mia risonanza e lei le ha esaminate.
C'è una palla. Tanto per non cambiare.
Sembra che si tratti di un linfocele, una sacca di liquido, la sorella minore della vecchia palla, quella che mi ha fatto compagnia per otto anni. È più piccola e si trova più o meno nello stesso posto, solo un po' più in basso.
Questo giustifica i dolori e i fastidi all'inguine e alla coscia e gli episodi di zampazampogna dell'ultimo mese. E tutto sommato non è nemmeno la peggiore tra tutte le giustificazioni possibili. La radiologa comunque raccomanda un'ecografia, per confermare la diagnosi.
Eccheppalle.

giovedì 12 maggio 2016

Rinvio indeterminato

Oggi durante la pausa pranzo mi sono ripresentata allo sportello della radiologia per ritirare il referto della risonanza.
L'addetta ha consultato il computer, ha ricontrollato, ha chiesto qualcosa a una collega, poi a me: "Ma lei ha fatto l'esame?"
"Come, scusi?"
"Il 2 maggio lei l'ha fatto l'esame?"
"Ma certo che l'ho fatto! Ed è stato anche piuttosto lungo." (sottotitolo: "Secondo te vengo qui a chiedere il referto di un esame che non ho fatto?")
"Attenda un attimo."
A quel punto avevo già capito dove saremmo andati a parare.


L'addetta allo sportello ha parlato al telefono, ripetendo più volte "È la seconda volta che la signora viene qui...". Alla fine mi ha detto di accomodarmi per qualche minuto: sarebbe venuta la dottoressa a spiegarmi di persona la situazione.
La radiologa era mortificata: il referto non è stato fatto... perché lei non è ancora riuscita a vedere le immagini della mia risonanza.
Non è chiaro cosa sia successo, ma le immagini non sono dove dovrebbero essere, c'è stato un problema di trasferimento nell'archivio elettronico. I tecnici informatici sono al lavoro per recuperarle, appena saranno disponibili, lei procederà con la refertazione.
Mi ha chiesto quando posso eventualmente ripassare per il ritiro o se preferisco che me le spediscano a casa. Non era quello il punto e deve averlo capito dalla mia espressione: "Appena riesco a refertare, le telefono per comunicare l'esito". Almeno quello.

Attesa. A tempo indeterminato, perché non si sa quanto ci vorrà.
E io che non sono proprio a digiuno di informatica ho anche un dubbio: se quelle immagini non sono dove dovrebbero essere, forse non ci sono proprio. Meglio non pensarci.