giovedì 7 agosto 2008

Diario di vacanza 3

Ancora giornate all'insegna del relax.
Ieri, mattinata "culturale" con una breve passeggiata per visitare la chiesa di San Procolo, edificata alla metà del VII secolo, in cui si possono ammirare affreschi considerati i più antichi di tutta l'area europea di lingua tedesca.

Di fronte alla chiesa c'è un museo molto ben realizzato, in cui filmati, bacheche, plastici e reperti raccontano lo sviluppo della costruzione e la vita quotidiana della regione nei diversi periodi storici, dalla casa romana sulle cui rovine è stata edificata la chiesa, agli ampliamenti del XV secolo, fino alla peste del XVII secolo.

Durante la passeggiata per tornare in albergo ci siamo imbattuti in un'auto da nome curioso...


(per chi non fosse veneto, consiglio una ricerca su Wikipedia)
Rientrati in albergo ci siamo abbandonati alla pigrizia, in attesa dei massaggi shiatsu del tardo pomeriggio.
Un'altra deliziosa cena "benessere", di cui meritano una citazione i garganelli ai gallinacci ed un fantastico filetto di cervo in salsa di ginepro, gustato osservando dalle vetrate della sala da pranzo il violento temporale che si è abbattuto sulla valle.

Stamattina il cielo era sereno e l'aria così limpida che tutti i contorni sembravano tagliati con l'accetta. Un massaggio cinese per me e un trattamento ayurvedico per Renato, poi piscina, sole, sauna "leggera" con aghi di pino balsamici seguita da doccia gelata e relax su materassi ad acqua nella stanza della cromoterapia.

Cena a base di specialità locali: canederli marinati con carne affumicata, orzotto ai porri e formaggio di valle, vitello cotto nel fieno e per dessert uno spettacolare canederlo ripieno di albicocca e accompagnato da crema, palline di mele e salsa di mirtilli.

Questa vacanza è così piacevole che vorremmo che non finisse mai... intanto abbiamo deciso di prolungarla di un paio di giorni, posticipando il rientro a lunedì.

PS: tutte le foto di questo post sono opera mia!

martedì 5 agosto 2008

Diario di vacanza 2

Un'altra giornata di ferie, anzi Ferie con la F maiuscola.

Stamattina il tempo era buono, solo qualche nuvola in arrivo da ovest, che, come capita spesso in Val Venosta, appena superati i ghiacciai del Senales e il massiccio del Gruppo del Tessa iniziava a sfaldarsi, disfacendosi completamente prima di raggiungere il centro della valle.

Dato che la passeggiata di ieri è andata bene e non ha avuto conseguenze fastidiose, stamattina ho osato qualcosa in più e siamo arrivati a piedi fino alla stazione della funivia per salire al monte Sole e goderci il panorama, notando con particolare piacere che le cime più alte sono ancora in parte imbiancate, buon segno in questi anni di progressiva riduzione dei ghiacciai.


Da osservare che la copertura della stazione di valle, esposta a sud, è realizzata interamente con pannelli fotovoltaici: una scelta di risparmio energetico da imitare.
Siamo ridiscesi con la stessa funivia (va bene osare, ma non mi pareva il caso di sfidare la sorte affrontando 800 metri di dislivello!), poi il ritorno in hotel passando questa volta dal centro del paese.


E anche oggi ce l'ho fatta! Magari non con il mio consueto "passo da bersagliere", anzi con andatura decisamente lenta, ma per me è stato un grande risultato, fino a dieci giorni fa non avrei osato sperarci.

Al ritorno in hotel una bella nuotata per rinfrescarci e il pranzo a base di insalate e frutta.
Nel pomeriggio la nuvolosità è aumentata, anche se non c'era minaccia di pioggia il sole era spesso coperto: l'ideale per un po' di relax nel prato senza soffrire il caldo, in compagnia di un buon libro.
Ma anche da dietro le nuvole il sole fa il suo lavoro: stasera Renato appare ben biscottato, mentre io, che ho la carnagione più chiara, ho assunto una tonalità un po' più accesa...

Ormai lanciata e in preda al più sfrenato ottimismo ho deciso che, se la sauna finlandese è probabilmente ancora troppo impegnativa per me, si poteva tentare con qualcosa di più leggero, un bagno di vapore salino con essenze balsamiche a 40°. Una bella sudata, poi la doccia fredda e una sosta nella "relax room": rigenerante!

Merenda con un dolcetto e la mia tazza di tè al gelsomino, poi ancora lettura sui lettini a bordo piscina e un'ultima nuotata prima di cena.


Stasera il tema culinario era il buffet di formaggi: freschi, stagionati, "muffosi", delicati, saporiti... ben 26 diverse varietà, con accompagnamento di marmellate piccanti e gherigli di noce. Ne ho assaggiati "solo" una decina... diciamo che ho fatto attività di prevenzione dell'osteoporosi da menopausa con un bel rifornimento di calcio.


Ma c'era anche il solito buffet di insalate, un antipasto di trota salmonata con pancetta su letto di patate e spuma di prezzemolo, crema di zucca, filetto di maiale al pepe verde (questo l'ha mangiato solo Renato, io mi sono dedicata ai formaggi) e per finire un dolce tipico della Val Venosta, a base di pane raffermo con il ripieno dello strudel. L'ho appena assaggiato perchè non mi piace l'uvetta, ma mi sono spazzolata i lamponi e la crema alla vaniglia che costituivano la guarnizione.

E adesso, a nanna: domani è in programma un'altra passeggiatina!

lunedì 4 agosto 2008

Diario di vacanza 1

Rieccomi!

Sono finalmente in vacanza con Renato in un delizioso hotel in mezzo ai celebri frutteti della Val Venosta: piante di mele ovunque!
Le mie magagne di quest'anno ci hanno orientato verso una vacanza di tutto relax, a base di sguazzate in piscina, pigramenti a bordo piscina e trattamenti vizianti al wellness center dell'albergo.
Ovviamente questo mi lascia una buona quantità di tempo libero a disposizione, per cui ho pensato di inserire nel blog un po' di diario. Non ho potuto iniziare dal primo giorno (sabato scorso) perché c'è stato un problema con le prese elettriche dell'hotel, non compatibili con la spina del mio notebook, ma oggi mi hanno trovato un adattatore, quindi ho di nuovo pieno accesso al PC e a Internet (connessione ad alta velocità in camera...)

L'atmosfera di vacanza ha cominciato a concretizzarsi già venerdì, con la preparazione delle valigie. Come sempre, all'ultimo momento ci si rende conto di voler portare proprio quel capo di abbigliamento che ha bisogno di essere lavato e stirato: per fortuna erano tutte cose scure, che si potevano lavare insieme, e la mamma si è gentilmente prestata ad organizzare una lavatrice ed una sessione straordinaria di stiratura (è da ringraziare due volte per questo, perché venerdì sera c'era un'afa davvero insopportabile!).


Stranamente è mancata l'ispezione bagagli da parte del micio, che di solito si insospettisce molto alla vista di borse e valigie, collegandole giustamente ad una nostra assenza. In questi giorni però il Ciccio passa quasi tutto il suo tempo fuori, tra sonnellini all'ombra ed esplorazioni serali dei dintorni. Si era sicuramente accorto di movimenti insoliti in casa, ma probabilmente ha deciso di ignorarci a favore di cose più importanti, come ad esempio dormire oppure inseguire le farfalline notturne per prenderle al volo.


Sabato mattina ci siamo alzati con calma: probabilmente partendo molto presto si sarebbe potuto evitare il traffico, ma se devi svegliarti all'alba, che vacanza è?
Il viaggio è andato meglio di quanto si prevedeva, considerando che era giornata da bollino super-rosso: c'erano code lunghissime nella corsia opposta, in direzione Trieste, ma noi abbiamo trovato solo qualche rallentamento tra Verona e Trento, quelle incomprensibili code "a elastico" che sembrano formarsi improvvisamente ed altrettanto improvvisamente risolversi senza un motivo apparente.


All'arrivo, la prima impressione dell'hotel - scelto su Internet - è stata ottima: una gentilissima receptionist ci ha indicato il nostro posto in garage prima di accompagnarci in camera. Una breve sensazione di inadeguatezza quando abbiamo parcheggiato la nostra Yaris in mezzo a diverse Porsche, Mercedes e BMW, ma è durata solo un attimo: non siamo tipi da soffrire di complessi di inferiorità!

La camera è deliziosa, ampia e comoda, con alcuni extra che danno subito l'idea di un servizio speciale: all'ingresso zaino, borraccia e ombrello a disposizione e sul tavolino un cestino di mele (ovviamente della Val Venosta!), una bottiglia d'acqua minerale e un set di campioni di prodotti cosmetici biologici.


Il bagno poi è uno spettacolo: lavandino gigante, vasca e una doccia da sogno.



Abbiamo svuotato le valigie e sistemato tutto negli armadi, poi è iniziata la visita di presentazione dell'hotel. E che visita!!!


La receptionist ci ha guidati attraverso la palestra, le saune, il centro wellness, la piscina interna e quella esterna con le vasche idromassaggio, la biblioteca con Internet point gratuito, il bar e la sala da pranzo, illustrandoci nel frattempo i servizi: diversi programmi di ginnastica con istruttore, dalla tonificazione alla ginnastica posturale, yoga, pilates, acquagym e chi più ne ha più ne metta, escursioni guidate, gite in mountain bike, trattamenti di bellezza e massaggi di ogni tipo e un'offerta gastronomica da emergenza bilancia, con colazione a buffet e cuoca che prepara le uova a richiesta, a pranzo buffet di verdure, insalate e piatti freddi, una zuppa e pastasciutta preparata dal vivo, per merenda buffet di dolci, frutta, succhi, caffè, tè e ancora pastasciutta per gli escursionisti, alla sera cena da gourmet.

A digiuno dal mattino, abbiamo approfittato subito del buffet di torte e frutta e nella vasta scelta di tè e infusi in bustine e in foglie ho trovato anche il mio prediletto tè verde al gelsomino, della migliore qualità, profumatissimo, di quelli che mi fanno passare dieci minuti ad annusare prima di iniziare e bere.


E poi subito in piscina, perché la mia gamba destra aveva patito un po' il viaggio, la caviglia era gonfia e le formiche ballavano il samba lungo il nervo della coscia. Sollievo immediato appena entrata in acqua, e altra piacevole sorpresa: sembra acqua di rubinetto, forse un po' di cloro c'è, ma davvero non si sente, probabilmente usano un sistema di depurazione diverso.



Una bella nuotata e poi abbiamo provato la vasca delle orchidee, un idromassaggio circolare con acqua a 40° in cui ci si può anche addormentare...

Un po' di relax e sole sui lettini, in un prato così morbido e folto che sembra moquette, poi siamo andati a prepararci per la cena.

Prima di scendere per l'aperitivo abbiamo dato un'occhiata alla cartellina di materiale informativo dell'hotel, scoprendo una vera chicca, la "carta dei cuscini", una selezione per tutti i gusti, di varie forme e dimensioni e con le imbottiture più originali. Io ho deciso di provarne due, quello con l'imbottitura di crine di cavallo, finocchio, petali di rosa e muschio e uno di farro, miglio, grano saraceno, paglia d'avena e menta, Renato ha scelto quello anatomico anti-russare, ma ce n'erano davvero per tutti i gusti: lana, camomilla, lavanda, kapok, rosmarino, timo, noccioli di ciliegia, melissa, vinaccioli... Alla fine del soggiorno si ha la possibilità di acquistare il cuscino preferito.

Piacevoli sorprese anche in sala da pranzo, a partire dal buffet del pane, con qualcosa come 10 tipi diversi, opportunamente presentato in piccoli pezzi, per dare la possibilità di assaggiarne più varietà. E un buffet di formaggi la cui sola vista basta ad innalzare il colesterolo.
La proprietaria dell'hotel ci ha accompagnati al nostro tavolo, elegantemente apparecchiato con sottopiatti in peltro e centrini di pizzo e, dettaglio elegante, un segnaposto in ceramica con i nostri nomi.
Il tema culinario della serata erano gli antipasti a buffet, con il banco diviso tra piatti a base di pesce e di carne, più una zona vegetariana di verdure e formaggi. E dopo hanno avuto anche il coraggio di servire al tavolo una crema di topinambur con chips di patate croccanti, lonza di maiale con cavolo bianco e fagiolini e bignè alla panna con fragole marinate.

Dovremo prevedere almeno un mese di ramadan per riprenderci da questa vacanza.


Domenica abbiamo iniziato con le coccole wellness: per me un massaggio drenante per eliminare gli ultimi postumi del viaggio, peeling del corpo con impacco all'olio di enotera e pulizia del viso per togliere tutti i residui di questo brutto inverno e prepararsi a un po' di tintarella. Per Renato invece massaggio Breuss per la schiena. E tra un trattamento e l'altro, nuotate in piscina e tanto sole.
Ancora una cena spettacolare, con capasanta e asparagi verdi, un delicatissimo consommè alle verdure con uova di quaglia, deliziose tagliatelle al tartufo e crema di formaggi, succulenta entrecote con rosti di patate, a cui io ho preferito una spedizione al buffet dei formaggi (con grande costernazione del cameriere, che quando gli ho comunicato che rinunciavo al secondo in favore dei formaggi era preoccupatissimo che non mangiassi a sufficienza!) e per finire una mousse al cappuccino servita in un pan di spagna a forma di tazza, con tanto di manico di cioccolato e piattino di cialda con il nome dell'hotel scritto con il cioccolato e accompagnata da ananas fresco. Da applauso.

Anche oggi giornata benessere: dopo colazione un bagno in piscina, poi massaggio Breuss per la mia schiena e per Renato trattamento Pantai Luar, un massaggio con tamponi di erbe imbevuti di olio caldo: sublime relax!


Dopo lo spuntino di mezzogiorno a base di insalate mi sentivo talmente bene da tentare una passeggiata in paese, un paio di chilometri circa. Magari questa non vi sembrerà una grande notizia, ma per è stata la prima vera passeggiata da 9 mesi a questa parte!
E anche a distanza di 10 ore niente fastidi e niente dolori!!!

Al ritorno dalla passeggiata, altra sguazzata in piscina, il tè con un bocconcino di torta alle prugne (torta Sacher per Renato), poi qualche goccia di pioggia ci ha fatto anticipare il rientro in camera, così ho cominciato a scrivere questo diario.
La cena è iniziata con il doppio passaggio al buffet di verdure che per me sta già diventando un'abitudine: un piatto di valeriana e carote, poi un altro con funghi, carciofi, zucchine e fagioli. Non raccontatelo alla mamma altrimenti si arrabbia, dato che a casa ogni tanto la sgrido perché prepara troppe verdure.
L'antipasto era una mousse di formaggio Philadelphia con noci e miele accompagnata da due fette di coppa, grissino al rosmarino e una decorazione di aceto balsamico, poi un mini-soufflè di spinaci in salsa di pomodoro, filetto di pesce al vapore con salsa allo zafferano per me e saltimbocca di tacchino per Renato, infine un semifreddo alle noci in salsa di amarene con grissini di pasta sfoglia.

E dato che scommetto che tutto questo vi ha fatto venir voglia di provare...

giovedì 17 luglio 2008

Dubbi

Stamattina sono stata al CRO per la visita di controllo.

L'oncologo ha visionato le ultime analisi del sangue e la TAC, confermando che non ci sono segni di malattia e gli unici problemi sono i globuli bianchi ancora bassi e il versamento che fatica a riassorbirsi, ma per entrambi è solo questione di tempo e pazienza.
È vero che ci sarebbe la possibilità di aspirare il liquido dall'addome con una siringa, ma con il rischio di provocare un'infezione (ancora più elevato a causa del basso livello di difese immunitarie) ed una buona probabilità che il versamento si riformi, considerando anche che i tessuti interni non hanno ancora recuperato completamente dopo l'intervento e la radioterapia intraoperatoria.

Per quanto riguarda i dolori e i fastidi all'addome e ai nervi, mi sono presa una lavata di capo perchè non ho mai preso il farmaco che mi era stato prescritto.
Non l'ho fatto per diversi motivi:

1. il dolore è un campanello d'allarme, serve per segnalare che qualcosa non va; se lo si elimina senza intervenire sulla causa, si rischia di mascherare il problema e si toglie quell'avviso che ti dice "adesso fermati" quando fai uno sforzo superiore alle tue possibilità;

2. il farmaco non è indicato solo per il dolore neuropatico, ma anche per il trattamento dell'epilessia e del disturbo d'ansia generalizzata, quindi non ha effetto solo sui nervi ma anche sul cervello... l'idea di una sostanza che può influire sul funzionamento della mia mente mi crea un certo disagio;

3. la quantità e gravità dei possibili effetti collaterali è preoccupante, da quelli molto comuni, che si manifestano cioè in più di un paziente su dieci (capogiri, sonnolenza) a quelli comuni (confusione, coordinazione alterata, compromissione della memoria, disturbi dell'attenzione, offuscamento della vista, vertigini ed altri), per non parlare di quelli meno comuni o rari che sono anche peggiori. Se si considera che per me il problema non sono tanto i dolori in sè quanto le limitazioni che comportano, in particolare le difficoltà di movimento e l'impossibilità di fare sforzi, non vedo un grande vantaggio in una soluzione che probabilmente mi impedirebbe comunque non solo di lavorare, guidare e fare la spesa o i lavori di casa, ma anche di dedicarmi ai miei passatempi preferiti (leggere, giocare, scrivere sul blog...)

In sostanza, ho seri dubbi sul rapporto tra rischi e benefici.


Anche il ragionamento dell'oncologo però ha una sua logica: l'origine dei dolori è nota, i nervi danneggiati inviano segnali "sbagliati" al cervello, e il farmaco andrebbe solo a fermare questi impulsi anomali. Inoltre dolori e fastidi mi portano a camminare zoppicando e a tenere posizioni sbilanciate che alla fine provocano ulteriori problemi (mal di schiena, sovraccarico sulla gamba sinistra).

L'oncologo mi ha suggerito di provare almeno per una settimana, perchè l'effetto del farmaco non è immediato e servono alcuni giorni sia per valutarne l'efficacia che per verificare gli effetti collaterali. Però questo significherebbe prendere almeno un'altra settimana di "ferie", perchè certo non sarebbe il caso di guidare se c'è la possibilità di capogiri improvvisi e vertigini; è vero che la salute viene prima di tutto, ma anche il lavoro ha la sua importanza e ho parecchi impegni da portare avanti.

Insomma ci sono pro e contro, la decisione è difficile e i dubbi sono tanti...


Nelle ultime due settimane la situazione è stata molto variabile, si sono alternate giornate ottime, in cui sono riuscita a muovermi e lavorare senza problemi, ad altre decisamente negative che hanno richiesto riposo quasi assoluto.
Nelle giornate più calde aumentano il fastidio all'addome e la sensazione di gonfiore, mentre quando si avvicina la pioggia il nervo della gamba "punge" più spesso: Renato ha già pensato di vendermi come stazione meteorologica... chissà, magari potrei avere un futuro nel campo delle previsioni del tempo!


Per quanto riguarda gli effetti della menopausa precoce, a dicembre farò una densitometria ossea per valutare la situazione dei minerali a distanza di un anno: se dovesse risultare un impoverimento si valuterà la possibilità di terapia ormonale sostitutiva.
Nel frattempo cerco di limitare le vampate, che con il caldo si fanno sentire in modo particolarmente fastidioso, accompagnate spesso da abbassamento della pressione e tachicardia, con l'estratto di soia, che contiene elementi simili agli estrogeni e se non riesce ad eliminarle completamente almeno le riduce un po'.

domenica 6 luglio 2008

Corpi estranei

La TAC ha confermato che l'accumulo di liquido nell'addome non si è affatto riassorbito, ma a parte questo gli unici "corpi estranei" presenti sono alcune clips metalliche rimaste dall'intervento, niente noduli sospetti, masse anomale nè alterazioni dei linfonodi.


La presenza delle clips mi aveva inizialmente insospettito, temevo che potessero essere state dimenticate, invece pare che sia normale lasciarle nell'addome dopo un'operazione e non dovrebbero dare alcun fastidio.

I fastidi però ci sono, e anche piuttosto rilevanti: ormai da una decina di giorni i nervi sono particolarmente irritati, ho spesso una sensazione di forte bruciore all'inguine e lungo l'interno coscia, e i dolori all'addome si fanno sentire più del solito. Anche il nervo sciatico ha cominciato a far male, la gamba destra è spesso intorpidita e con il caldo le caviglie tendono a gonfiarsi.
Nell'ultima settimana ho dovuto passare molto tempo distesa perchè anche la posizione seduta è spesso difficile da sopportare.
Scagionate le clips, penso che la causa sia soprattutto l'accumulo di liquido, che preme sui tessuti circostanti ormai da più di tre mesi, irritandoli e ostacolando la circolazione.

La cosa che mi disturba non sono tanto i dolori, che rimangono comunque sopportabili, quanto le limitazioni che comportano nella vita di tutti i giorni: spesso anche le attività quotidiane più semplici come fare la spesa o cucinare diventano un problema.
Ovviamente questo si ripercuote anche sul lavoro: ho dovuto rinviare alcuni appuntamenti perchè non ero in grado di guidare e/o restare seduta alla scrivania e anche da casa non sono riuscita a lavorare quanto avrei voluto: è vero che con il portatile si riesce a fare qualcosa anche restando distesi sul divano, ma non con la stessa efficienza di quando si siede alla scrivania e in più dolori e fastidi non favoriscono la concentrazione.


Insomma queste magagne cominciano a erodere il mio spirito di sopportazione...

venerdì 27 giugno 2008

Solita solfa...

Stamattina ho ritirato le analisi del sangue: solita impazienza all'apertura della busta...




... e solita delusione alla lettura dei risultati: i globuli bianchi sono a 2.700, addirittura un po' più bassi rispetto a un mese fa!


Per il resto, la situazione è abbastanza stabile: ancora fastidi nella zona dell'intervento, formicolii ai nervi, vampate di calore particolarmente feroci che in queste giornate e notti afose mi fanno letteralmente gocciolare di sudore.

Per fortuna almeno ho superato lo stiramento ai muscoli dell'addome e sono riuscita a tornare in piscina, anche se devo muovermi lentamente per evitare ulteriori malanni.


Adesso aspettiamo la TAC della settimana prossima per vedere come sta il versamento, che a quanto pare si trova benissimo nella mia pancia e non sembra avere intenzione di togliere il disturbo.

lunedì 9 giugno 2008

Nessuna nuova... poco tempo!

Rieccomi!
Come si può intuire dal diradarsi delle notizie, ho ripreso a lavorare e ovviamente ci sono un bel po' di arretrati da recuperare, così il tempo libero si è ridotto drasticamente!


Ecco comunque il bollettino aggiornato:

La situazione dei globuli bianchi al 21 maggio era ancora tristemente stabile a 2900: evidentemente la velocità di recupero diminuisce ad ogni trattamento, perchè dopo il primo ciclo di chemio erano tornati a posto in due settimane, con il secondo ciclo di chemio+radio ci hanno impiegato circa due mesi, mentre per superare l'impatto della radioterapia intraoperatoria ci stanno mettendo ancora di più.

Ho ancora parecchi fastidi e dolori a livello addominale, sia nella zona dell'intervento che nella parte sinistra, dove qualche settimana fa mi sono procurata uno stiramento muscolare salendo in macchina e ho dovuto sospendere per un po' la piscina, perchè qualsiasi movimento risultava doloroso; ho ripreso solo un paio di giorni fa, facendo molta attenzione ad evitare sforzi e movimenti bruschi.

Il versamento non si è per niente riassorbito, anzi sembra che si sia esteso in basso verso l'inguine.
I disturbi ai nervi vanno a giorni: a volte non si fanno quasi sentire, altre volte formicolii e fitte sono piuttosto frequenti e fastidiosi, in particolare, mi sembra, quando il tempo è umido.
Faccio quindi ancora molta fatica a stare in piedi o camminare: il limite massimo è una spesa all'ipermercato, ma a volte non reggo nemmeno quella, e questo comincia ad essere un ostacolo anche per il lavoro, perchè devo limitarmi alle attività che si possono svolgere alla scrivania e ho dovuto posticipare quelle che richiedono "passeggiate" in fabbrica.

Devo dire che il riconoscimento di handicap che mi è stato concesso in seguito alla recidiva di malattia comincia a non sembrarmi più soltanto formale...


La mancanza di attività fisica ha risvegliato anche il mal di schiena e con l'aumento della temperatura le vampate di calore si fanno sentire con maggiore intensità e frequenza.
Questi problemi mi disturbano in particolare durante la notte, perchè fatico a trovare una posizione comoda e mi sveglio spesso in un bagno di sudore, al punto che a volte sono costretta ad alzarmi per darmi una lavata e cambiare la biancheria.
E poi non c'è da stupirsi se la mamma e Renato al mattino mi dicono spesso che ho la faccia sbattuta e le occhiaie...



Nonostante tutto, il morale è buono: a volte queste limitazioni mi pesano, ma per lo più le sopporto senza farci troppo caso: con il tempo ci si abitua anche ai disagi... soprattutto quando non si può fare niente per evitarli!