Mi rendo conto che è difficile raccontare questo periodo senza sembrare una lagna. Ci provo e se non dovessi riuscire, abbiate pazienza, silenziatemi e passate oltre.
Dopo la trasferta a Castelfranco di due settimane fa sono finita altre due volte in pronto soccorso.
Prima c'è stata un'infezione urinaria che richiedeva subito un antibiotico; era domenica e la guardia medica mi ha indirizzata in pronto soccorso, dove sarebbe stato possibile prelevare anche un campione per l'urinocoltura.
Non conoscendo il batterio responsabile dell'infezione, non si può sapere a priori quale antibiotico sarà efficace, quindi si tira a indovinare, scegliendone uno ad ampio spettro e sperando che funzioni e l'urinocoltura serve per confermare o meno - a posteriori - la validità della scelta.
Ho dovuto insistere parecchio perché il medico richiedesse l'esame, che lui riteneva superfluo perché servono alcuni giorni per avere l'esito.
Il problema è che se non si preleva il campione prima di iniziare l'antibiotico, poi la cosa va per le lunghe: bisogna aspettare di finire il ciclo di terapia, attendere 5-7 giorni prima di fare il prelievo e poi altri 4-5 giorni per l'esito, con il rischio che nel frattempo l'infezione si complichi se il primo farmaco non ha funzionato: mi è successo due volte l'anno scorso, quindi sono piuttosto sensibile all'argomento.
Alla fine sono riuscita a convincere il medico a mandare il campione in laboratorio e qualche giorno dopo ho avuto la conferma che era stato scelto l'antibiotico giusto. Meglio così.
Il catetere vescicale gigante è stato un tormento: nei tre giorni in cui l'ho dovuto sopportare ho maturato la convinzione che dovrebbe essere classificato come crimine contro l'umanità e quando finalmente l'ho tolto, il sollievo è stato enorme... ma di breve durata, perché qualche ora dopo ho avuto una colica biliare molto dolorosa e accompagnata da nausea e vomito. Fortunatamente avevo in casa un antidolorifico efficace per questo tipo di problema: Renato mi ha fatto l'iniezione e il dolore si è calmato. Dato che avevo usato l'ultima fiala, il giorno dopo ho chiesto alla mia dottoressa la prescrizione per ricomprare il farmaco e tenerlo a disposizione in caso di necessità. La ricetta è stata emessa nel tardo pomeriggio, quando Renato era già tornato dal lavoro e non ho ritenuto necessario farlo uscire di nuovo per andare in farmacia, si poteva senz'altro aspettare il giorno dopo: "Non vorrai mica che mi venga un'altra colica proprio stanotte!"
C'è bisogno di dirlo?
Quella notte ho avuto un'altra colica e sono dovuta tornare in pronto soccorso a farmi somministrare proprio quel farmaco.
L'odissea era finalmente conclusa, ma ne ho pagato le conseguenze ancora per qualche giorno, con una sensazione di malessere generale e tanti piccoli fastidi.
Mi sono ripresa giusto in tempo per affrontare la ventiseiesima chemioterapia, martedì scorso.
Credo però di aver accumulato una buona dose di stress, fisico ed emotivo, perché ne ho sentito più del solito gli effetti: subito tanta stanchezza e da ieri sera anche nausea, oltre a un feroce attacco di elettroformiche malefiche che stanotte mi ha costretto a scegliere tra due modi di passare la notte in bianco: prendere l'antidolorifico che avrebbe placato il dolore, ma aumentato la nausea oppure tenermi le bestiacce malefiche? In ogni caso sapevo che difficilmente sarei riuscita a dormire.
Ho tentennato per più di un'ora, sperando che il dolore si attenuasse, ma poi mi sono dovuta arrendere e ho inghiottito a malincuore la compressa di oppioide. Nel giro di un'ora il dolore si è calmato e ho iniziato a vomitare anche l'anima.


Mi spiace tanto che pazienza ci vuole! Un abbraccio
RispondiEliminaMia sei una roccia e un grande esempio per chi si lamenta delle piccole cose ciao spero tu vada meglio e su attenzione i dolori e i fastidi
RispondiEliminaSe ti lamenti tu, vuol proprio dire che è un gran casino.
RispondiEliminaAnnalisa.
Più che altro è un casino ininterrotto, è sempre più difficile riuscire a tirare il fiato tra un problema e l'altro e stiamo accusando la fatica.
EliminaMa sai che anzi condividere un po' tutto ciò che stai ingiustamente sopportando lo trovo davvero il minimo. Lamento non è la parola giusta, semmai sacrosanto sfogo, echecacchio. Ti auguro un po' di tregua Mia, qualche notte passata a ronfare come si deve, qualche giorno senza dolore né fastidi, speriamo speriamo.
RispondiEliminaGio
Grazie, davvero.
EliminaA volte temo che le mie cronache finiscano per risultare lagnose, soprattutto quando i problemi si accumulano e si sovrappongono e diventa difficile affrontarli con ironia. Mi conforta trovare comprensione.
Oh dear me! This is way too much for anyone to tolerate. You don’t seem to have a long enough break to breathe. Sending you a big warm hug.
RispondiEliminaThank you dear!
EliminaCiao Mia, dopo tutti i percorsi che hai attraversato e stai attraversando hai tutto il diritto di lamentarti senza essere una lagna, anzi sei anche troppo brava e Renato con te!!!
RispondiEliminaSperiamo che questo periodo così intenso finisca di mettere alla prova la tua resistenza!!!
Ti penso sempre con affetto e con sempre più ammirazione!!!
Ciao Mia, la tua comunicazione è così misurata e attenta che non corri il rischio di scadere nella lagna: non mi sembri proprio il tipo, mi permetto di dire. Mi dispiace per la lunghezza di questa catena di eventi negativi, ognuno dei quali basterebbe a sfinire molti di noi che ti leggiamo. Ti ringrazio per la condivisione delle tue vicende, ci consente di apprezzare anche le cose più semplici come una bella dormita: cose semplici alle quali ti auguro di tornare presto con Renato e i vostri gatti.
RispondiEliminaMi spiace veramente tanto e mi auguro con tutto il cuore che tu, voi possiate avere una tregua duratura perchè sfido chiunque a sopportare ciò che tu, voi state sopportando da tempo. Comunque non so come fai ma ti assicuro che anche in un post così "negativo" non hai mai sfiorato la lagna, davvero, sei un'esperta di scrittura "positiva"
RispondiEliminaConcedersi il lamento a volte è una conquista, a volte una liberazione, una concessione che ci si può dare
RispondiEliminanon temere di essere classificata come persona lagnosa: non è lamento, è pura cronaca. ed è davvero sano anche sbuffare un sonoro _eccheppalle!_
RispondiEliminaBuona Pasqua, Mia 💓
RispondiEliminaSono sluggard, che non riesce a firmarsi come usuale. -.-
EliminaGrazie a tutti per la comprensione e gli auguri!
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