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mercoledì 26 ottobre 2022

Alti e bassi

Gli ultimi due giorni sono stati un alternarsi di emozioni, montagne russe di sentimenti contrastanti.


Lunedì ho ricevuto la notizia che un caro amico, una persona buona e generosa, è in condizioni gravissime, una situazione totalmente inattesa, fino a pochi giorni prima stava bene, che mi ha colpito molto dolorosamente.

Ieri sono andata a Padova per la prima infusione del farmaco contro l'osteoporosi.
Avevo appuntamento alle 12:40, un orario in cui le speranze di trovare parcheggio sono abbastanza buone, quindi ho deciso di andare da sola. Per prudenza sono comunque partita con largo anticipo, per avere eventualmente tutto il tempo di aspettare che si liberasse un posto.
Viaggio tranquillissimo, sempre con la massima attenzione in autostrada, in particolare nel tratto a due corsie, in cui gli incidenti sono all'ordine del giorno, e traffico padovano non troppo intenso, quindi sono arrivata con più di un'ora di anticipo rispetto all'appuntamento.
Il primo giro di ricerca del parcheggio era un tentativo con poche speranze di successo: la palazzina di radioterapia, in cui c'è anche l'ambulatorio osteometabolico, ha un piccolo parcheggio dedicato, ma c'è solo un posto per disabili adatto alle mie esigenze, con spazio sia di lato che dietro, per scendere e scaricare/caricare la carrozzina. Ovviamente era occupato, quindi ho iniziato il secondo giro. Miracolo! Ho subito trovato libero il parcheggio perfetto, non troppo distante dalla radioterapia e con tutto lo spazio necessario. Un ottimo inizio.
Prima dell'infusione era prevista una visita di controllo, per valutare le ultime analisi che ho fatto una decina di giorni fa, e alle 11:45 ero già parcheggiata nel corridoio davanti agli ambulatori. Come di consueto, nell'attesa mi sono dedicata ai videogames, in particolare a un gioco di disegni da colorare che ho scoperto un paio di mesi fa e mi piace parecchio.


Mi ha visitata la responsabile dell'unità Tumori Ereditari, a cui afferisce anche l'ambulatorio osteometabolico: è stata gentilissima e ha valutato molto scrupolosamente non solo le ultime analisi, ma anche le precedenti e mi ha dato alcune indicazioni per la gestione degli effetti collaterali del farmaco: la prima infusione di solito provoca un paio di giorni di febbre e dolori e sono uscita dall'ambulatorio con una lista di farmaci e di suggerimenti per affrontarli.

Non avevo notizie degli esiti delle biopsie polmonari. Ormai erano passate quasi tre settimane dalla broncoscopia, ma nessuno mi aveva ancora contattata e sul fascicolo sanitario elettronico non c'era niente. Ho chiesto alla dottoressa se poteva verificare se il referto era disponibile: era stato rilasciato il giorno 19, esattamente due settimane dopo la broncoscopia, ma in pneumologia nessuno aveva ritenuto di informarmi. Senza augurare il male a nessuno, forse a qualche medico farebbe bene provare come ci si sente in attesa di un responso che può cambiarti la vita.

Non ho ancora visto il referto, ma la dottoressa ha detto che è negativo per patologie oncologiche, sembra che l'oggetto misterioso sia soltanto una zona infiammata. Che non esclude necessariamente che sia da rimuovere, però fa tanta, tanta differenza.


L'infermiere addetto alle infusioni merita un monumento: oltre a essere estremamente gentile e sorridente, ha inserito l'agocannula alla perfezione al primo tentativo, non mi ha dato il benché minimo fastidio né si sono formati ematomi. Santo subito!

Il tempo necessario per l'infusione, una ventina di minuti, è passato quasi senza che me ne accorgessi, mentre inviavo messaggi a parenti e amici per comunicare il buon esito delle biopsie. Ancora qualche minuto per il lavaggio, poi ho salutato e sono tornata verso la macchina.
Uno degli addetti al parcheggio, vedendomi da sola, ha chiesto se avessi bisogno di aiuto. Non serve, grazie. Ma lui ci teneva a rendersi utile e mi ha seguita fino alla macchina, è rimasto a guardare pieno di ammirazione mentre caricavo la carrozzina nel bagagliaio e poi mi ha intrattenuto per almeno un quarto d'ora con chiacchiere di ogni tipo e ripetuti auguri per la mia salute.

Anche il viaggio di rientro è stato tranquillo, un'ora e dodici minuti. E poi altri quindici minuti di coccole a Ettore nel bagagliaio dell'auto: ogni volta che mi vede partire o arrivare, salta dentro e mi riempie di fusa, baci e testate. E di pelo, che con questo caldo fuori stagione lo perde come fosse primavera.


La giornata è proseguita serenamente, pensavo quasi di aver sfangato i problemi post-infusione, ma verso mezzanotte il "per ora sto bene" si è estinto.
Prima sono iniziati i dolori muscolari diffusi, poi sono arrivati i brividi, tremavo come un Parkinson all'ultimo stadio nonostante il piumino, la coperta e il pigiama pesante, la febbre e la nausea. E giusto per non farmi mancare nulla, si sono svegliate anche le elettroformiche, particolarmente feroci. Nonostante i farmaci, ho passato la notte in bianco e ora sto aspettando che le formiche si calmino per cercare di dormire un po'.
Niente di grave, rientra (quasi) tutto negli effetti previsti del farmaco, ma speravo che almeno le formiche mi lasciassero in pace. Pazienza, non dovrebbe durare più di due o tre giorni e l'avevo già messo in conto, avvisando l'ufficio, la squadra di sitting volley e le compagne di teatro che probabilmente sarei stata KO per un po'.

Nel frattempo l'oncologa ha detto che si consulterà con gli pneumologi e il chirurgo toracico per valutare come procedere. Non è del tutto sicura di escludere la natura oncologica dell'addensamento polmonare, oltre al fatto che un'infiammazione cronica - e questa dura ormai da oltre quattro anni - è comunque a rischio di trasformarsi in lesione tumorale. Aspettiamo.

5 commenti:

  1. Si ma intanto NON LO E'
    E' l'unica cosa che conta
    Ciao da Betty, lettrice silenziosa

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  2. Cara Mia sei una roccia da invidiare e da imitare da tutti quelli che si lamentano per stupidaggini.un abbraccio

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  3. Mia sei un esempio! Dai forza a tutti noi che abbiamo il privilegio di conoscerti.😘

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  4. Ma che bella foto!

    Sluggard

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  5. Ciao Mia, leggendo i tuoi diari di vita hai sempre la mia ammirazione per come affronti i tuoi percorsi decisamente impegnativi. Sei mitica!!!

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