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martedì 2 aprile 2019

Quasi casa

Finalmente sono tornata nel mio paese. Non è ancora casa, ma quasi.


Ero un po' preoccupata per il trasferimento in ambulanza  perché ieri le formiche si erano scatenate oltre ogni limite, è stata una giornata davvero pesante.
Temevo che l'immobilità forzata sulla lettiga stretta sarebbe stata scomoda, invece, quasi per miracolo, il quarto di manzo ha trovato una posizione perfetta, sostenuto a destra dalla spondina, e le formiche hanno dormito beatamente per tutto il viaggio. L'unico disagio sono stati i numerosi scossoni, ogni minima irregolarità del manto stradale sembrava amplificata, ma tutto assolutamente sopportabile.
Dalla mia posizione riuscivo a vedere solo piccole strisce di cielo attraverso i finestrini opachi dell'ambulanza, ma seguivo i progressi sul cellulare con il navigatore.


Poco prima di entrare in paese ho iniziato a riconoscere gli edifici, ogni svolta mi era familiare.

Eravamo partiti in ritardo per aspettare la lettera di dimissioni che non arrivava, quindi durante il viaggio avevo chiamato in reparto per avvertire e comunicare l'orario di arrivo previsto.
Ero attesa e sono stata accolta con grande cordialità. Mi hanno sistemato in una luminosa stanza a tre letti con vista sul parco e si sono subito occupati di me.
Le infermiere si sono presentate e mi hanno aiutato a sistemarmi con grande attenzione alla privacy. Hanno raccolto alcune informazioni per valutare il mio grado di autonomia e il tipo di assistenza richiesta e le hanno condivise con le colleghe.
Dopo l'elettrocardiogramma, una fisiatra mi ha visitato molto scrupolosamente, poi è tornata altre due volte per verificare la funzionalità di alcuni muscoli: evidentemente stava preparando il programma di fisioterapia e voleva metterlo a punto nel migliore dei modi.
Le infermiere mi avevano tenuto da parte il vassoio del pranzo: hanno riscaldato le pietanze e me lo hanno portato. Gentilissime.

Le voci corrono veloci, sono già arrivate le prime visite: una zia, due amiche e una cugina.
Vi lascio le indicazioni, con la preghiera di non affollarvi tutti subito: il personale è molto rigoroso nel far rispettare gli orari e la regola di due visitatori per volta per ogni paziente.
Se arrivate in troppi, o fuori orario, rischiate di rimanere fuori.
Nel pomeriggio l'orario è esteso, cercate di distribuirvi.
Ospedale di Portogruaro, reparto di Medicina Fisica e Riabilitazione, secondo piano, letto numero 7.



1 commento:

  1. ma che bello, sei (quasi) a casa e finalmente hai potuto mettere un pigiama :-)
    Michela

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