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sabato 23 marzo 2019

Cronache dal sarcofago - E dopo?

Ormai il tempo che manca alla rimozione del gesso si conta in ore. Cerco di immaginare come sarà essere di nuovo libera... e non ci riesco. Troppe incognite, troppi dubbi.

Cosa troverò sotto il gesso? Come sarà la ferita? E quale sensibilità avrà la gamba? E il piede smetterà di farmi male?
Come riuscirò a muovermi? Quanto tempo ci vorrà per piegare di nuovo il ginocchio? E per l'anca, o meglio per ciò che ne resta?
Ho trovato in rete un'immagine che rende l'idea del tipo di intervento che è stato realizzato: sono state tolte tutte le ossa della parte inferiore del bacino (più una quantità industriale di muscoli) e il femore è stato "riattaccato" più in alto. Un capolavoro di ortopedia piuttosto impressionante.

(il mio intervento ha riguardato il lato destro, ma il concetto è questo) 

Quale mobilità potrà avere questa nuova articolazione? Quando potrò di nuovo sedermi, andare in bagno, fare una doccia? Quanto sarà lunga, faticosa e dolorosa la riabilitazione? Quando mi trasferiranno? E come? Quanto dovrò restare in ospedale?

Così tante domande che non ho il coraggio di affrontarle, le posticipo, mi dico che ci penserò dopo, le gestirò una alla volta, man mano che diventeranno indifferibili.
È un esercizio di disciplina mentale impegnativo, non sempre mi riesce, ma ci provo.

Intanto ci sono ancora un po' di ore da far passare, alcune più lievi di altre perché anche domani, come oggi, ci sarà Renato a riempirle di luce. 

7 commenti:

  1. Cara Mia, so che l'esempio lascia il tempo che trova comunque mia nonna a 97 anni tolsero una parte del femore che si saldo col bacino e riprese a camminare e visse fino a 102 camminando. Ti mando un abbraccio. Simona

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  2. Ti sono vicina, ti penso e spero con tutto il cuore che il complicato percorso a venire sia il più lieve possibile. Viva Renato! Gandalf è tornato? Daniela

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    1. No, Gandalf non è tornato e ormai non abbiamo più speranze.

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  3. Hai affrontato tante cose con forza e "leggerezza", ma questa è impegnativa. Ti sento in difficoltà, e -vivaddio- sei umana! Penso che sarà difficile anche guardare il tuo corpo così modificato. Sarà dura, forse meno di quanto è stato duro decidere che tipo di cura fare, sicuramente in modo diverso. Ma hai advvero un gran fortuna ad avere rebnato. E hai anceh tanti altri che ti vogliono bene!

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    1. Il mio corpo modificato non sarà un problema, non lo sono mai state le cicatrici né la testa pelata durante la chemioterapia.
      Come diceva Rita Levi Montalcini, "Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente."

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  4. Ti leggo da anni ma non credo di aver mai commentato. Oggi ti sto pensando. Sei una grande! Solo le persone estremamente intelligenti sanno essere ironiche come lo sei tu. E l'ironia è una grande arma.

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