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lunedì 28 novembre 2016

Orgoglio veneto

Da queste parti ci si annoia parecchio. La conversazione con la nonnetta novantenne è piuttosto limitata. In compenso, di notte si fa ben sentire, russando come un trombone, tanto che la sento anche con i tappi per le orecchie.
Dal mio letto guardo la finestra della camera. No, non è una finestra. È una vetrata sigillata,  che si affaccia sul gigantesco atrio dell'ospedale. Un po' triste.
Tra le veneziane e l'intelaiatura delle vetrate esterne, intravedo le bandiere issate di fronte all'ospedale. Oggi garrivano allegre al vento, di tanto in tanto illuminate da un raggio di sole.
Quella dell'Europa, blu con il cerchio di stelle.
Quella italiana. Almeno credo, perché riesco a vedere solo il bianco e il rosso, ma mi pare ragionevole che la parte che non vedo sia verde.
Una che non riesco a vedere, è completamente nascosta da uno dei montanti della vetrata esterna.
L'ultima è rossa e gialla, con il leone di San Marco: la splendida bandiera della Serenissima.

Ne deduco che quella intermedia che non riesco a vedere sia della Regione Veneto, ispirata a quella di Venezia ma con più colori e con gli stemmi delle province.

Un'esplosione di orgoglio veneto, sicuramente giustificata dalla qualità di questo ospedale, però...

Però facciamo che il Veneto esca dalla preistoria informatica e abiliti i suoi ospedali alla trasmissione telematica all'INPS dei certificati di ricovero? Perché nel 2016 è veramente ridicolo dover gestire ancora certificati cartacei.
E facciamo che la televisione in camera si possa utilizzare senza pagare 3,50 euro al giorno?
E che magari ci sia il WiFi gratuito?
Ecco, questo darebbe un certo impulso al mio "orgoglio veneto", che in questo momento è decisamente surclassato da una certa "invidia friulana". Perché "di là da l'aghe" queste cose ci sono.

Rapido aggiornamento medico.
Nessuna novità di rilievo. I medici hanno iniziato a valutare il mio caso e spero che in un paio di giorni prendano una decisione.
Io combatto ancora con i crampi addominali, a volte dolorosissimi, altre più leggeri, a intervalli di diverse ore o di pochi minuti. Temo che possano essere collegati a un problema identificato con l'ultima TAC: un laparocele, una lacerazione della parete addominale da cui fuoriesce un'ansa intestinale. Con questo si vince un altro giro in sala operatoria. Potete immaginare quanto mi entusiasmi questa prospettiva.

3 commenti:

  1. far pagare 3,50 la tv mi pare proprio una roba indecente. Almeno avete sky-netflix o qualche altro servizio premium per cui valga la pena???

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  2. Mia, stiamo a vedere l'evoluzione di tutto...laparocele compreso...Un abbraccione!!! Isa.

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  3. Di cà da l'aghe il wi-fi in ospedale, libero, c'è. Si, però. Esperienza "Little Hospital" della bassa.
    Però chiedi la registrazione, ti arrivano ID e PW provvisori (dovrebbero essere validi per un mese)nel giro di pochi secondi, ti registri, la registrazione fallisce.
    Rifai la trafila (perchè oh, ci sta, puoi aver sbagliato caccheccosa, siamo umani...), ti dicono che i dati non sono validi.
    Rifai la terza volta tutto quanto. Nisba.
    Dopo quindici tentativi rinunci, perchè anche le p@@e più sode dopo un po' cadono.
    Nel frattempo fai quello che devi fare, o TI FANNO quello che devono farti, dopo qualche giorno o quando è il giusto momento ti dimettono, vai a casa.
    Dopo una settimana torni dentro per un ics motivo (visita, rimozione punti di sutura o menatine varie), apri il telefono e... magia! Sei automaticamente collegato al Wi-fi senza aver digitato una virgola O.o
    A parte questo... tanti incroci. Il resto ce lo smeniamo per altre vie ;-)

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