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domenica 19 luglio 2015

Ci vuole pazienza

Un paio di giorni fa ho ricevuto per posta l'esito della gastroscopia e relativa biopsia.
Per capirci qualcosa ho dovuto consultare il vocabolario, perché c'erano alcuni termini medici sconosciuti, ma alla fine sono ragionevolmente sicura che non ci sia niente di grave.
L'esame visivo ha rilevato che il cardias, la parte che dovrebbe fungere da valvola per impedire la risalita dei succhi gastrici nell'esofago, non funziona come dovrebbe, ma lo sapevo già. È la causa del reflusso, un problema che mi porto dietro ormai da dieci anni, gentile omaggio (e primo sintomo) del tumore originario, una massa enorme che per mesi mi ha compresso tutti gli organi interni dell'addome.
La biopsia invece ha evidenziato solo qualche ingrossamento dei canali nelle cellule ossintiche, che si trovano sulla parete interna dello stomaco e producono acido cloridrico. Non credo sia un problema serio, comunque porterò tutto in visione a medico di base e oncologo.

Ma gli esami non finiscono mai: per la prossima settimana ho vinto un ecodoppler degli arti inferiori.
La zampazampogna continua a tormentarmi. Sappiamo che la causa è la compressione provocata dalle due palle nell'addome: quella nuova preme su quella vecchia, che schiaccia i vasi sanguigni e linfatici, però il mio medico, per prudenza, vuole verificare che non ci siano anche problemi venosi.

Finché sono a casa riesco a tenere sotto controllo il gonfiore perché ho la possibilità di stendermi più volte nel corso della giornata, ma quando resto fuori tutto il giorno per lavoro, alla sera non riesco più a vedere i malleoli.

Una delle conseguenze fastidiose di questo problema è che... non so più come vestirmi.
La scelta è limitata: devo rinunciare ad alcuni pantaloni perché mi stanno stretti sulla gamba e/o mi comprimono la pancia e come scarpe posso usare solo un vecchio paio di sandali, particolarmente larghi e comodi. Meno male che sono semplici e neri e si possono accostare quasi con tutto. Quasi.
Se ci aggiungiamo il caldo torrido che scoraggia qualsiasi tentativo di stirare, il risultato è che mi ritrovo con metà guardaroba inutilizzabile e l'altra metà da stirare: se non arriva un po' di fresco, questa settimana rischio di andare al lavoro in pantaloncini e ciabatte. Che - fidatevi - non è un bel vedere.

Per fortuna ho il mio massaggiatore personale, a cui devo ricorrere quasi ogni sera. Quando Renato è riuscito per la prima volta a sbloccare la stazione linfatica dell'inguine, riattivando la circolazione, durante la notte mi sono dovuta alzare SEI volte per andare a fare la pipì: credo di aver perso almeno due chili in sette ore.
Purtroppo sono successi temporanei: dopo un paio di giorni di sollievo, l'accumulo di liquidi torna a essere un problema e a volte nemmeno il massaggio riesce a essere risolutivo.
Ci vuole pazienza.
Ma anche un pizzico di fortuna non guasterebbe...


Nota importante: che nessuno si azzardi a consigliarmi le calze elastiche per la circolazione. Io non porto le calze. Io odio le calze. Punto.

8 commenti:

  1. Ma quanta c'è ne vuole di pazienza? Io con il caldo l ho persa tutta!

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  2. No, le calze elastiche le consiglio solo a chi mi sta sulle scatole, soprattutto in questo periodo. Le conosco molto bene, e no, non le posso proprio vedere da tipo vent'anni.
    Per il resto... Sono felice che la preoccupazione più grossa si possa infilare in un cassetto. Per il resto... mi unisco a Cris.

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    1. Io non sopporto neppure le calze "normali", tollero a malapena quelle supermorbide per taglie forti, ma solo per poche ore e mai, in nessun caso, sotto ai pantaloni. Con quelle a compressione graduata non reggerei dieci minuti.

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  3. Bene per la porzione di buone notizie e mannaggia per il resto!! Ma un prodotto a base naturale per la circolazione? Io mi trovo bene con il mirtillo nero.

    Lina

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    1. Il mirtillo - per quanto ne so - aiuta la circolazione venosa, mentre il mio è un problema esclusivamente linfatico. Esistono comunque sostanze che aiutano il drenaggio linfatico, ma io sono sempre restia ad assumere qualsiasi cosa se non è strettamente indispensabile. Intanto provo a sopravvivere con qualche accorgimento pratico, poi vedremo se ricorrere ad aiuti esterni.

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  4. .......e quanta ce ne vuole.......proprio tanta, ma tanta.
    Poi sto caldo .................però in questo istante.......mi pare di sentire un po' d'aria appena appena rinfrescante evvai...mi fiondo a letto magari stanotte faccio tutta una tirataaaaaaaa....4p

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    1. Da anni non so più cosa sia "tutta una tirata": ben che vada mi alzo una volta per andare in bagno, ma ultimamente anche cinque o sei. C'è di buono che mi riaddormento quasi sempre subito.

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