Prima di tutto, grazie a Tania che mi ha accompagnata.
Mi avevano comunicato l'appuntamento giovedì pomeriggio per lunedì mattina, Renato non poteva accompagnarmi perché aveva il dentista, venerdì era festa e non c'era la possibilità di contattare l'associazione In Famiglia per chiedere un passaggio, quindi ho messo un annuncio su Facebook e nel giro di venti minuti Tania, avvisata dal fratello Eros, mi ha telefonato per dare la sua disponibilità.
L'ecografia non ha rilevato niente di strano: c'è il piccolo calcolo nella colecisti che si vedeva già nella TAC di dicembre scorso, la solita steatosi epatica, ma nessuna massa visibile. È quindi probabile che la PET abbia semplicemente rilevato un'infiammazione biliare legata al calcolo (vi ricordate le due coliche di marzo?) e non ci sia nulla di preoccupante. Tra due o tre mesi ripeteremo comunque la TAC.
Le analisi pre-chemio erano ottime per quanto riguarda il fegato, un po' meno per globuli bianchi e rossi, ma comunque ampiamente entro i limiti di sicurezza per autorizzare la chemioterapia di ieri, la ventisettesima. Per me è molto importante mantenere la programmazione della terapia questo mese e il prossimo, perché a luglio ho già tre uscite teatrali programmate e se spostiamo l'infusione di giugno anche solo di una settimana, potrebbe essere un problema.
Il viaggio di ieri è stato un po' travagliato: abbiamo trovato un tratto di autostrada chiuso e qualche rallentamento per cantieri stradali, ma sono arrivata comunque in tempo, pochi minuti prima dell'orario previsto per la visita oncologica. Ho dovuto però attendere una buona mezz'ora perché la gestione di alcune situazioni contingenti aveva fatto accumulare un po' di ritardo nel programma delle visite.
Durante le attese ospedaliere non mi guardo più di tanto in giro, di solito gioco con il telefono, però mi capita di accorgermi di qualche situazione particolare che si svolge proprio vicino a me e ieri ce ne sono state tre che mi hanno colpita.
Una è stata proprio tra quelle che hanno generato il ritardo nelle visite: un ragazzo molto giovane per cui i medici stavano organizzando con urgenza la crioconservazione del seme prima di iniziare una terapia che l'avrebbe reso sterile.
La seconda riguardava una signora in attesa, che non si era accorta che avevano chiamato per ben due volte il suo numero di prenotazione, tanto che il medico è dovuto uscire dall'ambulatorio a chiamarla per nome. In un primo momento la cosa mi ha infastidita, poi la signora mi è passata proprio accanto e ho visto la sua espressione mortificata, ma soprattutto di totale smarrimento, l'espressione di chi ha appena sbattuto violentemente contro un muro che fino a mezzo secondo prima semplicemente non c'era. Ho notato anche che aveva un numero di prenotazione molto alto, segno che la visita era stata prenotata da poco, e ho pensato che probabilmente era la sua prima visita, forse per questo non sapeva bene come funzionasse il sistema di chiamata e forse era quello il motivo del suo smarrimento: doveva affrontare qualcosa di nuovo, inaspettato e spaventoso. Il fastidio iniziale è stato sostituito dalla comprensione: avrei voluto abbracciarla.
La terza è stata la famiglia che è entrata in ambulatorio subito prima di me: due genitori con una bambina di due o tre anni nel passeggino. Ho sperato con tutto il cuore che non fosse lei la paziente, ma la situazione sarebbe difficile e triste anche se la malattia avesse colpito uno dei genitori,
Subito dopo la mia visita sono salita al Day Hospital, ho visto che il mio numero era già stato chiamato e mi sono precipitata nella sala assegnata.
C'erano addirittura due letti liberi, quindi ho potuto occuparne comodamente uno, disponendo tutto il mio armamentario di bottiglia dell'acqua, caramelle, cellulare, auricolari e stilo capacitivo per giocare più comodamente mentre ascolto un audiolibro durante le due ore di infusione.
Tutto tranquillo, sono arrivata a casa abbastanza presto, stanca e assonnata per effetto dell'antistaminico, ho mangiato qualcosa e poi mi sono addormentata sul divano con la Trappy a farmi compagnia.
Dopo cena sono andata a letto presto, ma nel frattempo l'effetto del cortisone aveva superato quello dell'antistaminico e sono rimasta sveglia fino a molto tardi. Poi però ho dormito bene.
Oggi l'effetto della chemio si fa sentire soprattutto con tanta stanchezza e il solito sapore cattivo in bocca, che dovrebbe durare fino a stasera, gestibile abbastanza bene con alimenti saporiti e speziati e qualche caramella tra un pasto e l'altro. Resta il problema delle bevande, perché non riesco a sostituire l'acqua. Posso bere un bicchiere di succo di frutta, una tazza di infuso o qualche sorso di una bibita, ma non ne tollero di più: quando ho sete, mi serve acqua e l'acqua oggi ha un pessimo sapore. Pazienza.
In effetti sono anche un po' rimbambita... più del solito, intendo.
Poco fa ho registrato i dati delle ultime bollette di casa nel file che mi sono costruita per tenere sotto controllo consumi e spese di energia elettrica, gas e acqua e mi sono fermata un po' a cercare di ricordare cosa significasse la colonna "auto" nel foglio dei consumi elettrici. Autolettura? Automatismo? No, significa semplicemente auto, cioè automobile: è la colonna in cui registro la quantità di energia utilizzata nel mese per ricaricare la mia macchina elettrica. Ripeto: il file l'ho fatto io e lo aggiorno ogni due o tre mesi. Andiamo bene...